La FIA deve intervenire sugli accordi di cartello?

Inizia la settimana che porta al Gran Premio del Belgio di F1. Il primo di dodici gare che si disputeranno da qui a dicembre. Poi sarà 2022, l’inizio delle nuova era tecnica. Una Formula Uno rivoluzionata che debutterà per mettere in soffitta, definitivamente, quella che abbiamo conosciuto sino a questo momento. Cambieranno i riferimenti tecnici, ma resteranno immutati i protagonisti. E quindi uguali potrebbero rimanere alcune dinamiche che si sono imposte in questi anni.

Pratica ormai diffusa è quella di travasare tecnologie e competenza da un team all’altro. Nell’attuale F1 esistono essenzialmente quattro gruppi di potere: Mercedes, Ferrari, Red Bull e Renault. Il primo controlla più o meno direttamente un poker di squadre tramite la fornitura di power unit: AMG, McLaren, Aston Martin e Williams. Negli ultimi due team Toto Wolff ha anche qualche interesse in più che si materializza sotto forma di azioni.

Ferrari appone il suo peso su Haas e su Alfa Romeo-Sauber che è molto di più di un semplice partner commerciale. Red Bull è addirittura proprietaria di due compagini, con un passaggio di know-how e di piloti senza precedenti. Tutti ricorderemo come la “fu” Toro Rosso sia stata una sorta di vettura laboratorio per l’installazione dei motori Honda, nell’anno successivo, sulle “sorelle maggiori” di Milton Keynes.

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il britannico Christian Horner, team principal della scuderia austriaca Red Bull Racing Honda

E poi c’è Alpine, il marchio sportivo della Renault. Un team che possiamo considerare un libero battitore visto che non ha legami di sorta con altre squadre dopo aver interrotto la partnership motoristica con McLaren. Una situazione singolare che, in chiave futura, potrebbe mettere in difficoltà l’equipe transalpina. Nel team francese serpeggia una preoccupazione: i blocchi di potere su descritti potrebbero generare poco limpide collaborazioni tecniche che andrebbero a determinare una situazione di vantaggio anti-sportivo nello sviluppo delle nuove vetture basate su regole sostanzialmente inedite.

In Alpine sono scottati per quanto accade l’anno passato con il “prestito” di particolari da Mercedes alla Racing Point del magnate canadese Lawrence Stroll. Il direttore tecnico Marcin Budkowski fu molto attivo nel presentare protesta alla FIA soprattutto sulle prese d’aria della RP20 che erano molto simili, per usare un eufemismo, a quelle montate sulle Mercedes di Bottas e Hamilton.

Ricorderete la lunga battaglia che ne conseguì con le relative sanzioni.Il timore è che analoghi scenari possano concretizzarsi e che i benefici che derivanti da un legame tra squadre possano pesare troppo sulle performance in pista. Queste cooperazioni, piò o meno legali, possono portare ad evidenti vantaggi proprio in presenza di un drastico cambio normativo. La federazione internazionale, dunque, dovrebbe intervenire con solerzia ed efficacia.

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l’ingegnere polacco Marcin Budkowski, Alpine F1 Team, direttore esecutivo della scuderia francese durante il fine settimana del Gran Premio del Bahrain edizione 2021

Questi i desiderata di Budkowski che teme, in altre parole, di restare col cerino in mano non avendo Alpine né team satellite né delle squadre più o meno controllate alle quali affidare parti di vettura o da usare come una sorta di test team utilissimo in era di budget cap e di disponibilità contingentata della galleria del vento. L’ingegnere polacco ha sottolineato come Alpine sia un team indipendente che nulla condivide con altri competitor.

Il sogno dei francesi, chissà quanto realizzabile, è quello di vedere dieci e più compagini sfidarsi tra loro senza ottenere vantaggi da non meglio definite collaborazioni. Quello paventato dall’ingegnere polacco è un rischio concreto. Non che le collaborazioni tra squadre non siano normate dalla FIA, ma è difficile controllare e verificare la natura di determinati accordi. Le regole esistono ma spesso sono interpretate in maniera ampia.

Una pratica, quella di travasare tecnologia, che potrebbe perire solo se venissero spezzati quei gruppi di pressione di cui parlavamo in apertura. Una cosa allo stato attuale impossibile da realizzare. Quindi la speranza è la federazione internazionale tenga le antenne dritte per evitare di penalizzare chi, per scelta o contingenza, non ha partner su cui poter contare.

F1-Autore: Diego Catalano – @diegocat1977

Foto: Scuderia FerrariAlpine F1 TEAMRed Bull Racing Honda

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