Toto Wolff “è Mercedes”. Troppi gli interessi per mollare

In F1 vincere logora. Sicuramente gli sconfitti. Ma consuma lentamente anche chi trionfa. Specie se lo fa da molto tempo. Tenere l’asticella alta non è semplice, figurarsi alzarla sempre più più. Di GP in GP, di anno in anno. Nella massima categoria del motorsport un dominio come quello della Mercedes non si era mai visto. Sette anni filati ad accatastare trofei in bacheche strabordanti e a battere record che si ritenevano inscalfibili. Sette stagioni, che potrebbero diventare otto, nelle quali sono arrivate soddisfazioni grandissime ma che hanno anche fatto da catalizzatore per accese e non sempre giustificate critiche.

Accuse perlopiù. Imperare attira sospetti. I sospetti scadono nelle illazioni. Che, reiterate in una narrazione non sempre adamantina, conferiscono ai cicli dominati un sapore amaro. Toto Wolff deve far fronte a questa situazione e, conseguentemente, trovare i necessari stimoli per andare avanti senza perdere la rotta. incentivi motivazionali che deve offrire anche alla sua squadra che necessita di essere messa costantemente sulla corda per farla produrre il massimo sforzo. Senza che si adagi, senza che si ritenga la prima della classe per decreto.

Può succedere, dunque, che anche un plurititolato team principal posso vacillare e pensare di mollare l’osso per godersi fama, allori e, perché no, soldi accumulati in una straordinaria epopea sportiva. Wolff ci ha pensato lungamente nella passata stagione. Ha valutato e soppesato per un anno ogni aspetto della sua presenza al timone della Mercedes. Per poi decidere che l’amore per le corse e gli interessi nel team erano troppo grandi per per dire addio o per spostare le sue competenze in altre sedi.

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Toto Wolff, team principal della scuderia Mercedes AMG F1 Team, durante il fine settimana del Gran Premio di Inghilterra edizione 2021

Qualcuno sosteneva che per l’ex pilota austriaco fossero aperte le porte di Place de la Concorde per sostituire il dimissionario Jean Todt ai vertici della FIA. Posizione che la Ferrari avrebbe avversato con tutte le forze. Altri ritenevano che potesse essere il giusto profilo per sostituire Chase Carey, ma Greg Maffei ha saggiamente preferito evitare un conflitto di interessi puntando su Stefano Domenicali.

Wolff potrebbe esser rimasto col cerino in mano e la scelta di prolungare la sua presenza negli uffici di Brackley sarebbe frutto di questo scenario. Ma non è proprio così perché gli interessi in ballo sono tantissimi. Toto non è un semplice stipendiato. Non è il classico manager supercompetente proveniente da ambienti esterni. Wolff è egli stesso il team essendo azionario al 33%. Il suo pacchetto pesa alla stessa maniera degli atri due. Ossia di Daimler AG e di INOES che è entrata in quote a inizio anno.

Viene da sé che ogni idea di abbandono debba essere investita da lunghissimi riflessioni e da tecnicismi burocratici e finanziari da risolvere per concretizzarsi. Dopo il rinnovo del legame, di tanto in tanto, qualche voce su un futuro disimpegno fuoriesce ancora. Ed è stato stavolta lo stesso Wolff a parlarne spiegando lo stato delle cose.

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Toto Wolff, team principal e comproprietario della scuderia tedesca Mercedes AMG F1 TEAM, all’interno dei box durante la stagione 2021

Ho riflettuto per un anno se volevo continuare in questo sport e ho deciso di restare. Ma non volevo continuare a guidare questa squadra solo da un punto di vista operativo. Pretendevo di più ed ecco che sono rimasto coinvolto come azionista. Questo significa che il team diventa me e io divento il team. Siamo tre azionisti alla pari, ci completiamo a vicenda, e qualunque cosa io faccia nella squadra rimango nel mio ruolo di comproprietario“.

L’ultimo passaggio è importante poiché, a leggerlo con attenzione, lascia intendere che, a fronte di un ipotetico e attualmente non paventato addio, Wolff non cederebbe le sue quote. Una posizione compatibile con quella che potrebbe occupare e di cui si parla da tempo: una sorta di super-consulente, un coordinatore delle attività sportive d’elite della Stella a Tre Punte.

Ma non è ora il momento del commiato: “Finché mi godrò la competizione e l’onestà del cronometro, continuerò. Ma posso decidere spontaneamente che qualcun altro può prendere il mio testimone ed essere più veloce, più agile, più fresco di me“.

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Toto Wolff, MercedesAMG F1 TEAM, festeggia assieme alla squadra la vittoria di Lewis Hamilton nel Gran Premio della Gran Bretagna edizione 2021

Considerazioni che riportano alla iniziale riflessione: servono stimoli d’acciaio e volontà di ferro per proseguire in uno sport dominato e ribaltato nella sua storia. Essenzialmente Wolff è un racer, nasce come pilota. Ed ha ancora intatta l’indole di chi abbassa la visiera del casco e vuole avere la meglio sugli avversari, pur essendo un calcolatore, un fine pragmatico.

Ma l’istinto alla competizione, la passione per lo sport e, non ultimi, gli interessi economici che ha nel team, per ora fanno sì che il legame non si spezzi. Specie in vista del 2022 che potrebbe rappresentare, con tutte le novità che reca con sé, una bella infornata di incentivi psicologici.


F1: Autore: Diego Catalano – @diegocat1977

Foto: Mercedes AMG F1 TEAM

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