Gp Russia 2021-Analisi on board Hamilton: Mercedes vince al posto di Lewis

Ogni evento sportivo vive di un momento chiave che ne determina l’esito. A questa legge basilare non sfugge la F1. Da questa regola non scritta non si è affrancato il GP di Russia 2021 che rimarrà negli annali per essere stato il teatro nel quale Lewis Hamilton ha messo in scena il suo centesimo trionfo. Evidenza che lo ha reso il primo pilota nella storia del motorsport ad andare in tripla cifra. E’ proprio sulla catena di eventi che hanno consentito al britannico, tra le altre cose, di riprendersi la vetta della classifica che ci concentriamo.

Dopo una qualifica non esaltante e condita di tanti, troppi, errori (leggi l’approfondimento), Lewis non è perfetto neanche al momento dello start: scattato in quarta piazza, si ritrova settimo alla fine del primo giro. Da questo momento s’avvia un primo stint di sofferenza data l’incapacità di superare il trenino di auto che lo precede a causa di un assetto più carico e del contestale uso del DRS da parte di piloti che anticipano la vettura n°44.

Il primo momento da attenzionare è quello del pit stop perchè rappresenta la prima svolta di una gara che s’era fatta troppo complessa. Hamilton è protagonista di un lunghissimo overcut al passaggio n°27 quando, grazie al balletto dei pit stop degli avversari, era in seconda piazza.

La vettura n°44 riparte in nona posizione con un treno di hard che sostituisce le gomme medium con le quali era partita. Alla ripresa della pista Peter Bonnington comanda STRAT 4, una mossa che serve anche a scaricare maggior potenza sull’asse posteriore e che si rende necessaria per consentire di mettere prima in temperatura gli pneumatici. Tant’è che dopo mezzo giro Bono si apre in radio per suggerire STRAT 7, una mappatura più conservativa della parte endotermica del sei cilindri prodotto a Brixworth.

Da questo mente prende il via un’altra gara. Al passaggio 28 Hamilton la situazione è la seguente:

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Dal GPS non si può scorgere la vettura di Lando Norris che sta operando la sua fermata per installare un treno di Pirelli hard. Nella stessa tornata Lewis scala in ottava piazza per effetto della sosta di Valtteri Bottas. Un giro dopo ed è settimo grazie al sorpasso su Lance Stroll.

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Stesso destino subito, al giro 30, da Carlos Sainz che, impotente, si vede sfilare dalla Freccia Nera

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Da sottolineare che, mentre la Mercedes affianca la Ferrari, Toto Wolff si apre in radio è proferisce un sibillino “Lewis, we can win this race!”.

In questo momento Hamilton è sesto ed ha nel mirino l’Alpha Tauri di Pierre Gasly che, stoicamente, calza ancora il primo treno di gomme la cui vita è arrivata a 31 giri. Troppo per pensare di abbozzare una resistenza credibile nei confronti del campione del mondo che quel primo posto vuole ottenerlo con tutte le forze. L’immagine è disturbata, una costante per tutta la gara.

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Bono si complimenta per il lavoro è avverte che Norris, il capofila, è a otto secondi. Aggiunge, a motivare ulteriormente Lewis: “You are the fastest man on track“.

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Il distacco dal connazionale cala in maniera piuttosto repentina. Hamilton inanella una serie di giri veloci che gli permettono di rosicchiare grosse fette di gap. Al passaggio 35 la W12 si avventa sulla Ferrari di Leclerc che non ha ancora “pittato”. Un formalità il sorpasso.

Norris è 4.2 secondi davanti e Bono sottolinea che il “pace” di Hamilton è molto buono. Al giro 40 la vettura color papaya è a portata di occhio. Un paio di passaggi prima, Bonnington aveva evidenziato che il rivale era in modalità lift and coast. Il distacco è stato colmato e Lewis si appresta ad entrare in zona DRS. Ma qui inizia il difficile. I tentativi di ancorarsi alla McLaren risultano sterili. L’extra velocità di Norris è un fattore con cui Hamilton deve far fronte.

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Completata la fase di fuel saving, la McLaren alza il ritmo, tanto che Lando “scippa” il giro veloce ad Hamilton che, comunque, resta nelle vicinanze. Ci apprestiamo al momento topico del GP che vedrà le sue sorti rivoluzionate a causa della pioggia che farà capolino sul tracciato.

Siamo al giro 45, le prime gocce iniziano ad inumidire l’asfalto. Norris alza immediatamente i suoi tempi e Hamilton prova ad a approfittarne. Bono avverte che alle curve 5-6-7 la situazione inizia a farsi più problematica. Lando va lungo e allarga fuori dal cordolo. Lewis gli si avvicina, ma non tanto da poter provare la sortite

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Subito dopo lo svantaggio è ancora più contenuto, ma sul tratto asciutto Norris allunga. E Hamilton inizia ad essere molto guardingo tanto da allargare leggermente la forbice. Ma la situazione meteo precipita rapidamente. “Rain in ten increasing” gracchia la radio.

Al giro 48 Bono passa la palla a Lewis: “We are ready in the box if you need“. Hamilton risponde dicendo che secondo lui non piove ancora troppo. Cosa smentita dall’atteggiamento della vettura in prima posizione che continua ad andare per vie di fuga.

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Bono comanda STRAT 11 per offrire un’erogazione più dolce alla W12 che nel frattempo inizia a scodare in maniera evidente. Arriva al comunicazione della sosta di Bottas che monta intermedie.

Subito dopo arriva la chiamata: “Box box, menu wet position 3“. Hamilton la ignora e segue Norris che prova l’azzardo di terminare la gara senza fermarsi. Il giro successivo è un condotto sulle uova. Il T1 è asciutto ma l’ingegnere di pista insiste: “It’s crossovert time, we have cars going off track“. Si cerca in ogni modo di convincere il pilota a fermarsi.

Sono due gli elementi che giocano un ruolo decisivo nella scelta di operare lo stop: il primo è la condizione del T2. Hamilton fatica a tenere in pista la vettura. Il secondo è il team radio nel quale Bonnington avvisa che Verstappen è ai box. Bisogna coprire la manovra dell’olandese che potrebbe addirittura vincere nonostante le difficoltà manifestate nella seconda e anonima parte di gara. Lewis indugia ancora: “It’s stop raining, man“. L’ingegnere replica affermando che altra pioggia sta arrivando. Hamilton allora obbedisce. Sarà la mossa vincente.

In uscita Hamilton domanda se deve ancora impostare WET 3. Arriva conferma. Lewis è alle spalle di Norris che, imperterrito, porta avanti la sua fallace strategia di restare in pista. Il gap dalla McLaren è di circa 25 secondi. Ma Lewis recupera velocemente con la vettura rivale che passa più tempo nelle vie di fuga che in pista. In un giro il distacco è più che dimezzato.

Nel frattempo arriva comunicazione di pioggia battente. Cosa confermata dalle immagini:

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Norris è ancora in pista e Bono avvisa che, in caso di pit stop, Hamilton sarebbe abbondantemente primo. Lo switch di posizioni avviene a due giri e mezzo dal termine. Hamilton è in testa e può controllare agevolmente fino alla fine badando solo ad evitare le continue bandiere gialle che vengono esposte per le uscite di pista dei colleghi.

Da sottolineare che in questa fase mai si fa menzione di Max Verstappen che, nel frattempo, è in seconda piazza con un distacco siderale.

Lewis taglia il traguardo in prima posizione e partono i rituali complimenti per la prestazione e per lo storico traguardo conseguito che consacra una volta in più il britannico nell’Olimpo dei grandissimi di questo sport.

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Lewis non può che lodare il team per il “Duro lavoro dei ragazzi in pista e nella factory“. Si apre in radio anche Shovlin per complimentarsi e Hamilton ringrazia per la “Fantastica chiamata sulle gomme da pioggia“.

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Lewis Hamilton (Mercedes AMG F1) taglia vittorioso il traguardo del Gp Russia 2021

E’ solo a bocce ferme che comunicano le posizioni di arrivo sottolineando la P2 per Max e il giro veloce per Norris. Hamilton registra senza rispondere.

Alla fine di una gara tiratissima il campione del mondo riesce a raggiungere quindi quota cento. Un traguardo a lungo inseguito e sfuggito per diversi errori strategici commessi dal box Mercedes che, stavolta, è stato pressoché perfetto dando seguito alla parole di Andrew Shovlin che, in settimana, aveva riferito che era ora di iniziare a correggere il tiro nella gestione delle gare.

Lewis esce da Sochi con un primato in classifica che, seppur risicato a causa della poderosa – e fortunosa – rimonta di Verstappen, lo rilancia nella corsa al titolo. Sette gare mancano alla sirena finale e l’equilibrio continua a regnare sovrano. Il campionato si giocherà sui dettagli che premieranno il pacchetto auto-pilota-team che sbaglierà di meno. Appuntamento a tra due settimane, quando la F1 farà tappa in Turchia.


F1-Autore: Diego Catalano – @diegocat1977

Foto: F1TV

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