Perché Vettel resterà in Aston Martin anche nel 2022?

Settembre è un mese di cambiamenti: l’estate che lascia il passo all’autunno, le giornate che si accorciano, le piogge che iniziano a cadere insistenti. Così come le foglie che prendono a brunirsi e ad abbandonare i fusti cui erano state legate nei mesi precedenti. Settembre, in F1, è il periodo dei rimescolamenti, della definizione del futuro. E’, insomma, il mese degli annunci ufficiali o più o meno sussurrati.

Mai come quest’anno il mercato piloti è una solfatara ribollente, irrequieta, pronta ad esplodere. Con l’addio annunciato di Kimi Raikkonen che lascia la categoria dopo 20 anni e con il commiato praticamente definito di Valtteri Bottas alla Mercedes, si è avviato una sorta di valzer dei sedili con pochi precedenti vista la mole di protagonisti coinvolti.

Di (quasi) certo abbiamo George Russell che va a sedersi nell’abitacolo della vettura erede della W12. Quindi, anche in Williams, ci sarà un posto da occupare. Le diplomazie sono all’opera perché molti piloti già presenti in griglia rivendicano il diritto di fare ancora parte della F1 del futuro. E’ un rompicapo che proviamo a risolvere.

Se in Red Bull, Ferrari, Alpine, McLaren, Mercedes e forse Haas, le cose sono definite, altrove c’è da incastrare diversi tasselli. In Alpha Tauri, nonostante le non certi esaltanti prestazioni di Tsunoda, non dovrebbero esserci scosse telluriche. Yuki è un protetto della Honda che, pur ritirandosi, avrà ancora discreto potere essendo base fondante del nascente reparto powertrains di Milton Keynes. Quindi possiamo toglierlo dal mercato.

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l’austriaco Dietrich Mateschitz, imprenditore e cofondatore della nota casa produttrice di energy drink Red Bull nonché proprietario della scuderia Red Bull Racing Honda

Non tutti sanno che la Red Bull ha un forte componente thailandese: fu Dieter Mateschitz a importare e modificare leggermente nella composizione una bevanda che imperversava nel paese del sud est asiatico creando un nuovo mix su quale è sorto impero capitalistico. Red Bull GmbH, anche a livello di capitali societari, vede la presenza di una enorme componente “Thai”. Che preme affinché Alex Albon ritorni nel Circus. E come si fa pressione in F1? Col danaro. In un momento di crisi finanziaria più o meno diffusa, team di seconda fascia potrebbero cedere alle lusinghe delle grana che odora di nettare energizzante e scritturare il driver londinese di nascita.

E’ proprio la Williams la squadra indiziata ad accogliere Albon affiancandolo a Nicholas Latifi, un altro pilota con alle spalle munifici sponsor. Restano, per completare lo scacchiere, Alfa Romeo e Aston Martin. E qua il discorso si fa interessante. Partiamo dalle certezze, nella speranza di non essere presto smentiti: Antonio Giovinazzi, nonostante i rumors dei giorni precedenti, dovrebbe tenersi stretto il sedile della monoposto bianco-rossa.

Anche in virtù della partnership motoristica con Ferrari, di cui il pugliese è rappresentante dell’Academy, che qualcuno, in maniera un po’ grottesca, aveva messo in discussione. Tanto che Wolff, ieri, con un sorrisino sardonico, si è trovato costretto a smentire la paventata fornitura delle power unit Mercedes alla scuderia elvetica. Fantamotori.

Altro fatto sicuro è il permanere di Lance Stroll alla corte di papà Lawrence. E ci mancherebbe altro. Il fatto è questo: tra Aston Martin e Alfa Romeo balla Valtteri Bottas. Chiariamo subito: il finnico è destinato a percorrere la strada che da Brackley porta ad Hinwil. A questo punto non ci sono più dubbi.

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lo sguardo onesto del finlandese Valtteri Bottas (Mercedes AMG F1 TEAM) durante il fine settimana del Gran Premio di Ungheria edizione 2021

Ma Toto Wolff, una specie di piovra con tentacoli ramificati in ogni dove, il telefono l’ha alzato nei giorni scorsi per capire se c’erano i margini per allocare il biondo boscaiolo in Aston Martin. Il team principal austriaco è ottimo amico nonché collega d’affari di Lawrence il canadese. E’ nel normale ordine delle cose che qualche parola si sia fatta. Nulla di cui meravigliarsi o scandalizzarsi. Non siamo mica verginelle?

Dall’altro capo del telefono Lawrence Sheldon Strulovitch ha detto a chiare lettere che la line up 2022 della Aston Martin resa così com’è. Ci risulta che Wolff abbia ringraziato e salutato senza insistere troppo per poi passare al piano operativo che si concretizzerà col matrimonio tra Bottas e l’Alfa-Sauber.

Nelle ore precedenti si erano diffuse voci secondo le quali Sebastian Vettel fosse stato, per così dire, giubilato. Ci risulta che il tedesco abbia siglato, l’anno passato, un contratto di un anno più opzione per un altro. E l’eventuale addio potrebbe arrivare se l’ex Ferrari decidere di dire basta. Cosa a cui non ha mai minimamente pensato.

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il tedesco Sebastian Vettel (Aston Martin Cognizant F1 Team) scruta pensieroso la Pit Lane durante il fine settimana del Gran Premio di Monaco edizione 2021

Ancora, da informazioni acquisite nell’ambiente Aston Martin, risulta che ci sia massima soddisfazione per il lavoro svolto dal tedesco che, in pochi mesi, è diventato un pilastro del team. Un legame solido, insomma, basato su una reciproca soddisfazione e su una serie di evidenze che dicono che non si può pensare di fare a meno di un quattro volte iridato così a cuor leggero.

Seb ha incontrato qualche difficoltà nell’approccio al nuovo ambiente di lavoro. Problematiche dipese anche da test invernali brevi e funestati da deliqui tecnici continui a causa dei quali non ha potuto trovare il giusto feeling con la monoposto e con le nuove metodologie operative. Ma, con lo svilupparsi della stagione di F1, il pilota è cresciuto in prestazione ed in “presenza” diventando una miniera di preziosi punti con grandi conseguimenti sublimati nel podio di Baku e nel mancato piazzamento nel Gp d’Ungheria provocato dei noti problemi post gara alla pompa della benzina.

Vettel, nel giro di pochi mesi, è diventato un punto di riferimento tecnico imprescindibile per una scuderia ricca e che ha velleità di alta classifica. Basti pensare a certi dettagli divenuti operativi grazie al tedesco. Gli ingegneri inglesi, con le indizioni preziosi dell’ex Toro Rosso, hanno rifatto praticamente daccapo il volante che ora è diventato più funzionale e maggiormente fruibile nelle fasi concitate di gara. Ancora, sappiamo da fonti interne, che talune metodologie di lavoro siano state modificate e ottimizzate sulla base delle prescrizioni imposte dal pilota di Heppenheim che derivano dall’esperienza accumulata in team strutturati quali sono Ferrari e Red Bull.

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il sorriso del quattro volte campione del mondo Sebastian Vettel (Aston Martin Cognizant F1 Team) all’interno del box durante il fine settimana del Gran Premio del Belgio edizione 2021

L’idea che Vettel possa essere messo in discussione dalla sua scuderia non sembra pertanto molto reale. Se n’è fatto un gran parlare ma le basi della notizia sembrano assolutamente cedevoli, infondate, molli. Una novella probabilmente costruita ad arte in un momento in cui l’attenzione dei media sul mercato piloti è massima. E comunque, in un modo o nell’altro, Seb fa sempre notizia. Anche quando la notizia non c’è. Il destino dei grandissimi…

F1-Autore: Diego Catalano – @diegocat1977

Foto: F1

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