Mercedes penalizzata, ma Red Bull sospetta ulteriori irregolarità sulla W12

La terza e ultima qualifica sprint della stagione di F1 2021 è andata in archivio. Alla fine l’ha spuntata Valtteri Bottas in una minigara condita da una partenza perfetta e nella quale ha tenuto agilmente a bada un Max Verstappen scattato male dalla vetta del plotone. Fatti che sono sembrati degli elementi di correndo all’evento chiave dell’intero weekend: la doppia sanzione che ha toccato l’olandese, multato di 50000 dollari per aver “ispezionato” la Mercedes W12, e penalizzato Lewis Hamilton la cui ala posteriore è risultata fuori norma durante le qualifiche del venerdì pomeriggio (clicca qui per approfondire).

Alla fine delle operazioni ha tenuto banco la prodigiosa rimonta del sette volte campione del mondo che, in sole 24 tornate, è stato in grado di salire dalla coda del serpentone d’auto alla quinta piazza. Prestazione favorita da un motore fresco nella sua parte endotermica e dalla voglia di non alzare bandiera bianca in un campionato che, nonostante tutto, diventa sempre più complicato stante l’ulteriore allungo in classifica del contendente di Hasselt.

La Freccia Nera n°44 ha mostrato una brillantezza che difficilmente poteva essere prevista nell’avvicinamento al GP del Brasile. La differenza con le vetture delle retrovie e con quelle del midfiled è sembrata a tratti imbarazzante. La cosa è stata consentita anche dalla consapevolezza di alcuni piloti che Lewis, in gara, dovrà scontare cinque posizioni di penalità. Gli ultimi sorpassi (tra questi va sottolineato quello su Lando Norris completato grazie ad una staccata profondissima e inattesa) possono, dunque, derivare anche da una certa arrendevolezza dei competitori che sapevano di ripiazzarsi davanti al britannico nella griglia di schieramento.

E’ verosimile ritenere che Hamilton, stasera, avrà vita più difficile nel tentare di raggiungere le zone d’élite della classifica. Resta, comunque, la performance di un pacchetto auto-pilota che ha sbalordito molti e che continua ad attirare sospetti. Dopo la squalifica dalla sessione del venerdì per l’irregolarità al DRS, gli uomini della Mercedes si sono messi in condizione di superare i controlli rimuovendo l’anomalia dall’ala posteriore. Teoricamente il caso sarebbe chiuso. Non per Red Bull che, evidentemente, cova e nutre ulteriori sospetti che al momento sembrano reggersi su basi molto argillose.

F1
l’olandese Max Verstappen (Red Bull Racing Honda) saluta il pubblico mentre indossa la corona del secondo classificato nella Sprint Qualifying

A tenere il caso ancora aperto è stato direttamente Max Verstappen che ha rimesso in piedi il suo sabato dopo una scatto ai semafori assolutamente rivedibile. Il figlio d’arte, nel suo tipico stile diretto e senza filtri, ha adombrato ulteriori dubbi supponendo che sulla W12 accada qualcosa di deviante. Anche dopo che la vettura di Hamilton ha superato le verifiche pre e post gara.

Se guardo solo l’ala posteriore vedo che c’è chiaramente qualcosa da fare. Abbiamo i nostri sospetti che stia succedendo qualcosa in quella zona. All’inizio dell’anno tutti abbiamo dovuto cambiare le nostre ali posteriori. Penso che stia succedendo qualcosa con il DRS che si apre e dà loro più velocità massima“.

Una deflagrazione da parecchi chilotoni che potrebbe preludere ad indagini addizionali condotte da Milton Keynes che, è bene sottolinearlo, è il soggetto che venerdì pomeriggio, con una corposa relazione tecnica, ha messo sul chi vive i delegati tecnici della FIA. Gli ingegneri capeggiati da Adrian Newey hanno altre evidenze tra le mani? Questo non è dato sapere ma la speranza è che posseggano elementi aggiuntivi per sostenere accuse che, senza elementi probanti, sarebbero banali millanterie.

Le osservazioni del leader del mondiale di F1 sono frutto dell’aria che tira tra i motorhome della Red Bull. Chris Horner, nella sua calma serafica che mostra ogni qual volta è dinnanzi ad una telecamera, ha espresso concetti che in qualche misura sono sovrapponibili a quelli del suo pilota di punta. “La velocità in rettilineo di Lewis è semplicemente sbalorditiva“. Così ha esordito il team principal a Sky Sports UK.

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Lewis Hamilton (Mercedes AMG F1 Team) sfreccia a Interlagos a bordo della sua W12

Il “boss” della Red Bull ritiene che Mercedes abbia una velocità extra sin dalla Turchia: “Lo stiamo osservando da alcune gare. Ad Istanbul ha iniziato ad essere così. In Messico la differenza era di circa 14 km/h alla fine del rettilineo. Ecco perché oggi non siamo sopresi“.

Nell’ambiente di Milton Keynes si ritiene singolare che la W12, che monta un’ala molto voluminosa rispetto a quella della RB16B, riesca a produrre una così bassa resistenza all’avanzamento. Horner ha fatto intendere che il suo team sta provando a scoprire la ricetta magica che porta le Mercedes ad essere così tremendamente rapide.

Qualcosa deve succedere, perché la fisica non lo permetterebbe… Il tipo di delta di potenza di cui avresti bisogno per raggiungere questo obiettivo sarebbe piuttosto significativo. Quindi stiamo cercando di capire di cosa si tratta.” Sembrano quindi esclusi fattori motoristici.

Horner fa dunque cenno alle ali posteriori. L’idea è che in un contesto di regole tecniche restrittive è difficile ottenere una sostanziale disparità nella velocità massima assoluta. Da qui i dubbi sulla performance di Hamilton durante la Sprint Qualifying: “È qualcosa che terremo d’occhio perché Lewis sembrava disputare un campionato diverso. Penso che sia stato 27 chilometri all’ora più veloce di Lando Norris quando lo ha attaccato e superato. E’ un’altra Formula, anche se è stato un grande driving da parte sua“.

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il britannico Christian Horner, team principal della scuderia austriaca Red Bull Racing Honda

Il mistero resta però irrisolto: cosa ha reso la Mercedes così veloce? E qui Horner ha chiosato senza evitare sinistre allusioni: “Penso che sappiamo molto chiaramente di cosa si tratta. Questo deve essere discusso dagli ingegneri“.

Saremmo ben felici se il manager fornisse queste evidenze a chi di dovere e alla comunità degli appassionati in una più grande operazione trasparenza. Perché questa torbidezza non aiuta il movimento del motorsport e fa allungare inquietanti ombre su un campionato stupendo che, ironia della sorte, vede in testa con buon margine e merito proprio gli accusatori.


F1-Autore: Diego Catalano – @diegocat1977

Foto: Mercedes AMG F1, Red Bull Racing

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