Gp Abu Dhabi 2021-Analisi prestazionale qualifiche: Red Bull punta sull’assetto scarico, sarà la scelta giusta per la gara?

Per l’ultima qualifica dell’anno questo mondiale di F1 ci regala ancora una sorpresa. Dopo che la Mercedes ha quasi dominato le sessioni di prova, ad imporsi in qualifica è stato Max Verstappen. Buona anche la prestazione della Ferrari, che dopo un venerdì decisamente sottotono ha saputo fare ordine e trovare un setup che riuscisse ad attivare a dovere le gomme. Andiamo quindi ad analizzare quanto successo a Yas Marina cercando di capire anche quanto potrà accadere domani.

Questa mattina Red Bull ha continuato a lavorare sul pacchetto aerodinamico per riuscire a trovare quel qualcosa che mancava. Per questo motivo abbiamo visto molti cambi di ala inusuali durante l’ultima sessione di prove libere. Si è vista una seconda ala posteriore con un cucchiaio molto più pronunciato. Prove comparative che sono andate avanti fino all’ultimo minuto disponibile. Evidentemente nella notte hanno testato varie simulazioni al simulatore a Milton Keynes. Per ognuna di queste variazioni Verstappen ha dato un feedback molto veloce e per la qualifica la RB16B è stata dotata dell’ala più scarica.

Questo ovviamente per riuscire il più possibile a rimediare alla mancanza di efficienza rispetto alla Mercedes. L’efficienza, data dal rapporto tra il carico e la resistenza sviluppati, è proprio la forza della W12 su questo tracciato grazie ad una super power unit, che concede quindi l’utilizzo di ali molto più cariche senza perder in termini di velocità di punta. Avevamo detto che ci sarebbe stata questa possibilità, ovvero l’utilizzo di pacchetti molto diversi da quelli che usualmente vediamo montati su questo tracciato.

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Le modifiche di certo si sono fatte sentire. Una scelta opinabile quella di Red Bull. Max è sato eccezionale nel riuscire a gestire una monoposto così scarica al posteriore. Merito è anche del telaio della Red Bull, che sicuramente da una mano. Conseguenza di tutto ciò? Molte scodate per i due piloti della squadra austriaca. Non appena puntano all’apice della curva, il posteriore tende a perdere aderenza e sono costretti ad alcune correzioni deleterie che alla fine del giro si fanno sentire.

Per Hamilton e Bottas una vettura visivamente più stabile e meno soggetta a correzioni. Sulla carta queste erano le premesse. Nel Q3 però è cambiato tutto. La Red Bull giustamente ha provato qualsiasi cosa e ha sacrificato il primo tentativo di Perez. Il messicano ha regalato una preziosissima scia a Max, il quale, con un giro superlativo, ha messo a segno quella che si sarebbe poi rivelata la pole position. Il gioco delle scie è sempre complicato da attuare, ma in Red Bull lo hanno gestito molto bene.

Sulla carta, affinchè riuscisse al meglio, ci volevano sei secondi di margine tra i due piloti all’inizio del giro. Detto ciò, ovviamente la RB16B non è migliorata da una sessione all’altra. Ma la strategia quest’oggi ha fatto la differenza. Lo stesso gioco l’avrebbero potuto fare anche in Mercedes, ma probabilmente quest’ipotesi era stata scartata nel briefing e non è qualcosa che si organizza sul momento. Lewis ha poi cercato di attaccare il giro di Max facendo un primo settore a livello, ma ha poi perso un decimo sia nel tratto centrale che in quello finale.

Gran parte della performance è stata anche data dall’utilizzo delle mescole. Riuscire a mantenere nella finestra ottimale tutti i quattro angoli della vettura durante l’intero arco del giro è un compito quasi impossibile. La mancanza del sole ovviamente aiuta. Sia la Soft che la Medium sono due mescole Low Working Range, quindi si attivano facilmente e il problema è più quello di mantenerle al di sotto del limite superiore.

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Nella giornata di ieri in Ferrari devono aver provato due programmi diversi tra Sainz e Leclerc. Il monegasco a fine sessione si era detto soddisfatto ed era riuscito a trovare il grip una volta che le temperature dell’asfalto si erano abbassate. Questo a conferma del fatto che la SF21 surriscaldava molto facilmente le mescole. Sainz invece era molto deluso della giornata perché non era mai riuscito ad attivare le mescole trovando l’aderenza necessaria. Evidentemente hanno suddiviso il lavoro tra i due e nella giornata di oggi hanno preso la strada che era stata provata con Leclerc.

Riuscire a centrare la finestra per tutto il giro è una delle chiavi principali per risultare efficaci su questo tracciato. Per farlo è fondamentale curare molto il processo con cui i compound vengono scaldati durante l’out-lap. Sainz ha infatti sottolineato come le sue ottime performance derivano da una percorrenza ottima degli ultimi due settori durante il giro di out. Le due Ferrari nel Q2 si sono infatti qualificate in quarta e quinta posizione. La storia nel Q3 è stata diversa. Il passo nel complesso è stato molto buono, ma Norris è riuscito a piazzare la sua McLaren in terza posizione. Risultato imputabile ancora una volta alla gestione delle delicatissime Pirelli.

Concentriamoci ora su quello che potrà succedere domani. La grossa differenza di cui si sta parlando è che Hamilton partirà sulla Media, mentre Verstappen sulla Soft. Questa è una grossa differenza e potrebbe portare la Red Bull a dover effettuare due soste. Inoltre andare più lunghi potrebbe risultare una strategia più sicura in caso di qualche evento in pista, quali SC o VSC. Ricordiamo infatti che in queste fasi il tempo di pit stop di dimezza. Detto questo, la Red Bull potrebbe trovare delle difficoltà in ambe due le strategie, sia quella ad unica che quella a doppia sosta.

Con l’unica sosta potrebbero doversi trovare a curare troppo la Soft e perderebbero quindi in termini di ritmo rispetto alla Mercedes. Per contro, seguendo la strategia dei due pit, il ritmo dovrebbe essere molto più alto. E qui arriviamo ad un punto di domanda. Questa mattina in Red Bull hanno scaricato molto la vettura, una scelta molto orientata alla qualifica, ma meno alla gara. Con il passare dei giri infatti ogni minima correzione porta un maggiore stress sulle mescole. E’ anche vero che in Red Bull hanno provato il passo gara anche questa mattina per essere sicuri che tutto fosse a posto. Di seguito riportiamo il mini long-run che ha portato a termine nelle ultime libere.

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L’olandese ha girato sul 29.4s sulla gomma gialla, quando ieri Hamilton girava sul 29.1s con la medesima gomma. E’ vero che le temperature dell’asfalto erano più alta durante le FP3, però sicuramente non ha dimostrato di avere la velocità avuta ieri.

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Stando a quanto visto ieri, la differenza tra Soft e Medium consisteva esclusivamente nei giri di vita a disposizione. La Media ovviamente dura un po’ di più, ma in termini di degrado e di consumo non dovrebbe esserci grossa differenza. Ancora una volta il mondiale verrà deciso dalle scelte strategiche dei due team, i quali dovranno distinguersi per inventiva, come fatto oggi da Red Bull.

Ferrrari provano la Media nel Q1: miglior tempo per Sainz, mentre Leclerc terzo con il miglior T3. Flat Spot per Verstappen in Q2 che deve quindi fare un altro giro con la media. A bit more understeer in the new tyre per Sainz.


F1-Autore Niccoló Arnerich – @niccoloarnerich 

Foto: Formula Uno – Red Bull Racing Honda

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