La scure del Covid-19 potrebbe riabbattersi sulla F1

Tutti ricordano le difficoltà che la F1 ha incontrato nell’organizzare il Mondiale 2020. Il Covid-19 aveva stravolto un calendario che è stato definito e rimaneggiato moltissime volte cercando di dribblare la pandemia che, feroce, non allentava la presa. Dopo due anni – e nonostante la fitta campagna di vaccinazione – i dati sui contagi continuano ad essere preoccupanti e anche la nascete stagione potrebbe essere una corsa ad ostacoli.

Il weekend da contrassegnare col classico circoletto rosso è quello dell’8-10 aprile, quando si disputerà il GP d’Australia, terza prova del campionato 2022. Le leggi nel Paese dei Canguri in materia di Covid sono molto restrittive. Ne sa qualcosa Nole Djokovic che è tutt’ora bloccato in una quarantena forzata dopo essere entrato nei confini nazionali con un visto che gli garantiva – o almeno era così nelle sue intenzioni – un’esenzione medica dalla vaccinazione contro il COVID-19.

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Melbourne, Albert Park, Australia

La veridicità del documento in possesso del tennista è ancora oggetto di analisi, ma ad interessare al mondo della F1 è la rigidità con la quale le autorità australiane trattano chi è sprovvisto della copertura vaccinale. Scott Morrison, primo ministro dalla nazione, ha dichiarato, in relazione agli imminenti Australian Open, che nessuno sarà considerato al di sopra delle regole. Le politiche di confine sono state fondamentali per l’Australia che ha uno dei tassi di mortalità da Covid più bassi al mondo. Da qui la necessità di essere vigili e duri.

Linea ribadita anche Jaala Pulford, ministro dello sport in carica dello stato del Victoria, area che ospiterà il Gran Premio d’Australia: “Non forniremo a Novak Djokovic supporto per la richiesta di visto individuale per partecipare gli Open di Tennis. Siamo sempre stati chiari su due punti: l’approvazione dei visti è di competenza del governo federale e le esenzioni mediche sono di competenza dei medici“.

Allo stato attuale queste sono le indicazioni e non è possibile sapere se ad aprile il quadro sarà lo stesso o se sarà mutato in peggio o in meglio. Quindi la F1 dovrà necessariamente rispondere alle esigenze di uno stato sovrano alimentando la linea pro-vax fino a questo momento promulgata e mantenuta con convinzione. Una politica confermata da una campagna di sensibilizzazione a vaccinarsi alla quale hanno partecipato tutti i piloti.

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Passaggio di consegne ai vertici della FIA tra Jean Todt e Mohammed Ben Sulayem

Ovviamente un conto è registrare un messaggio video un altro è immunizzarsi. Quindi, anche per questioni di privacy, al momento non è possibile sapere chi è effettivamente autorizzato ad entrare in Australia stante le restrizioni che hanno bloccato il n°1 del tennis.

Va comunque sottolineato che la F1 è lo sport più globale che ci sia. Ed è quindi quello più esposto a restrizioni e, contestualmente, al rischio che le infezioni possano galoppare L’applicazione delle bolle all’interno delle squadre è stato un protocollo di grande efficaci. Si è dimostrato ampiamente valido nel prevenire la diffusione del virus nel paddock.

Nonostante ciò c’è chi ha inteso “sfidare” le procedure messe in piedi dalla F1. Si tratta di Alan Van Der Merwe, pilota della Medical Car. E la cosa già sa di beffa. Il driver sudafricano è recidivo visto che ha contratto il Covid-19 ben due volte. Un no-vax apparentemente irriducibile che, altra contraddizione, pubblicamente invita le persone a vaccinarsi. La sua posizione, ovviamente, non sarà compatibile con gli argini istituzionali australiani e il Circus dovrà necessariamente tenerne conto.

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Safety car e Medical Car della F1

Al momento, al di là dell’ambigua posizione di Van Del Merwe, la F1 appare un gruppo compatto nella lotta al Covid-19. Solo con questo spirito e osservando le regole imposte da paesi sovrani, il carrozzone potrà rimetter piede in Australia permettendo che si possa svolgere un GP annullato nel 2020 a causa della pandemia di COVID-19.

Gara che ha subito la stessa sorte nella stagione seguente. In un primo momento il GP era stato posto, come da tradizione consolidata, come prova inaugurale del campionato mondiale per poi essere posticipato al 21 novembre. Finché, il 6 luglio, viene ufficialmente annullato dopo le decisioni prese dal governo per via delle problematiche dettate dalla pandemia che era ritornata a far registrare numeri importanti. Uno scenario che bisogna assolutamente scongiurare.

F1-Autore: Diego Catalano@diegocat1977

Foto: Mercedes AMG F1

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