F1 2022: Masi potrebbe restare al suo posto. Ma con un tutore e con procedure più efficaci

Ad una cinquantina di giorni dall’inizio del Campionato del Mondo di F1 il Circus Iridato si interroga ancora sui fatti di Abu Dhabi e su cosa sia andato storto nella catena decisionale. Domande tanto spinose da tenere ancora in subbuglio l’ambiente e da spingere la FIA ad una profonda indagine interna per evitare che analoghe decisioni vengano prese in circostanze simili.

Il titolo di Max Verstappen non è in discussione. Non può esserlo né da un punto di vista sportivo né da un punto di vista legale. Ecco perché Mercedes ha desistito dal suo intento di procedere con un appello che non avrebbe ribaltato le sorti della stagione di F1 2021. Ad essere in coinvolte in un processo di valutazione più ampio sono le norme del codice sportivo e soprattutto l’applicazione ballerina e singolare delle stesse e di cui si è reso protagonista Michael Masi. E’ una questione procedurale e come tale deve essere affrontata per ridare credibilità al procedimento decisionale e, di conseguenza, alla categoria intera.

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Max Verstappen (Red Bull Racing Honda)

Molti addetti ai lavori hanno candidamente ammesso che Masi ha commesso una serie di errori operativi negli ultimi giri del GP di Yas Marina. Provvedimenti contrari alle regole e ai protocolli accettati. Da qui i dubbi sulla sua futura permanenza nel ruolo di official race director. E’ parere condiviso, in FIA, che il manager australiano sia rimasto esposto alle pressioni dei team principal e dei piloti e che, contestualmente, sia risultato isolato in un momento in cui aveva bisogno di una spalla, di qualcuno che potesse indicargli la via durante attimi di caos generalizzato.

Pare che le indagini volute da Mohammed Bin Sulayem abbiano prodotto i primi effetti. Sarebbe infatti stata pianificata una struttura di supporto per il direttore di gara. Ci sarebbero delle figure di raccordo tra chi deve decidere e le squadre. Ciò col fine di evitare il mercanteggiamento visto in quel di Abu Dhabi. Nel calderone sarebbe stata anche inserita la posizione dei Commissari Sportivi che, pur essendo indipendenti dal direttore, hanno contributo, nel dopogara, ad avallare le scelte del suddetto.

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Mohammed Ben Sulayem, neo presidente della Federazione Internazionale

La domanda che un po’ tutti si pongono dopo quasi due mesi di silenzio cimiteriale è “Che fine farà Michael Masi?“. Non siamo in possesso di un Palantir attraverso il quale vedere e prevedere il futuro, ma è possibile fare delle valutazioni sulle indicazioni che arrivano dal ventre degli uffici di Place de la Concorde.

Quel che possiamo dire con certezza è che la settimana scorsa c’è stato un incontro in videoconferenza tra il segretario generale della FIA, Peter Bayer, e i direttori sportivi delle squadre. Ma non solo. Alla riunione ha presenziato da remoto, udite udite, nientepopodimeno che Michael Masi. Non si sarebbe sceso a fondo dell’analisi dei fatti di Yas Marina, ma pare che i dirigenti sportivi delle scuderie abbiano chiesto, preteso ed ottenuto che le azioni del direttore di gara debbano essere in futuro prevedibili.

La maggioranza dei DS ha sottolineato che quelle di Masi sono state decisioni irrituali che sostanzialmente non hanno rispettato regole e consuetudini. Il prossimo passo sarà discuterne con i piloti per poi, nel giorno di San Valentino, mentre l’Alpha Tauri fa cadere i veli dalla sua monoposto, vi sarà la riunione della F1 Commission – ente che coinvolge i team, la FIA e la F1 – nella quale si prevede che verranno discusse le modifiche che la Federazione propone a seguito di Abu Dhabi.

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Gp Qatar 2021: Laurent Mekies (racing director Ferrari) viene intervistato all’interno del paddock di Losail

Ma non abbiamo ancora risposto al fatidico quesito relativo a Masi. Proviamo a farlo. Partiamo da un fatto: diverse squadre – quindi non solo Mercedes – hanno chiesto la rimozione del dirigente sportivo di Sydney. Alcuni team principal sostengono che Masi, nell’ultimo GP stagionale, abbia commesso solo l’ultimo – grave – errore di una serie di topiche sciorinate durante il 2021. E ci vengono in mente la farsa grottesca di Spa Francorchamps (se qualcuno ha altre definizioni per la gara fantasma si faccia avanti) e la gestione delle safety car di Jeddah.

La rimozione è una strada percorribile, ma c’è una fazione nel fronte delle scuderie che ritiene che la sua sostituzione non sia utile se a cambiare non è il quadro normativo. Anche i piloti appaiono spaccati sul futuro di Masi anche se non debbono essere loro ad influenzare il presidente della Federazione Internazionale. E’ proprio da questa mancanza di compattezza che potrebbe, a sorpresa, scaturire la permanenza del successore di Charlie Whiting.

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Gp Belgio 2021: Max Verstappen (Red Bull Racing Honda) segue la Safety Car alla ripresa della gara.

Altro elemento che depone a favore del manager è la mancanza di tempo. I test invernali sono dietro l’angolo e hanno bisogno, per essere disputati, di un direttore. La stagione di F1 2022 è altresì prossima e più passano giorni senza notizie più la riconferma prende corpo. Ma non alle attuali condizioni, come dicevamo in precedenza. Ben Sulayem è consapevole che Masi non ha applicato correttamente le regole in due ambiti distinti: nella gestione delle auto doppiate e nei tempi della ripartenza. Fatti sui quali non può né vuole correre. Ecco l’idea della stampella, di un’equipe di esperti che possano evitare ulteriori danni.

Sarebbe una soluzione compromissoria tra chi chiede che Masi resti al suo posto (Red Bull) e chi, verosimilmente, vuole lo scalpo del direttore di gara (Mercedes e Lewis Hamilton). Naturalmente si può dire di tutto in questa fase, ma sarà solo la prassi a dire se l’eventuale riconferma del capo delle operazioni di pista sarà stata una mossa efficace.

L’unica certezza che abbiamo, da osservatori di questo sport, è che non è più possibile procrastinare la più puntuale formalizzazione di norme, procedure e consuetudini. Che devono essere finalmente coerenti e logiche. Ci piacerebbe raccontare questa straordinaria disciplina senza dover rincorrere polemiche che, seppur legittime, stanno avvelenando il clima.

F1-Autore: Diego Catalano@diegocat1977

Foto: Mercedes AMG F1, Ferrari, F1

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