Vettel snobbato dalla F1: il passato in Ferrari che non esiste…

Qualche giorno fa i canali ufficiali della F1 hanno rilasciato un video celebrativo dell’era ibrida, video che per ovvie ragione ha come protagonista la Mercedes, squadra che ha monopolizzato gli ultimi campionati. Dal 2014, primo anno in cui è entrata in scena questa nuova era tecnologica, sino al 2021, la squadra capitanata da Toto Wolff, ha dominato in lungo e largo, lasciando ai competitors solo qualche briciola.

Sebbene la vittoria del titolo mondiale piloti, del 2021, porti la firma del pilota olandese Max Verstappen, c’è ancora la sensazione che la Mercedes sia una realtà che possa rimanere al top ancora per molto tempo. Sensazione che si basa sui fatti, su ciò che abbiamo visto lo scorso anno, ovvero un team che è in grado di riconquistare il terreno perduto con forza e determinazione. Tornando al famoso video, poc’anzi nominato, è sorto agli occhi di tutti un piccolo particolare: la totale mancanza di immagini che richiamano ciò che la Ferrari ha compiuto in questi anni.

E’ appurato che il Cavallino Rampante manchi alla vittoria da molto tempo, direi anche troppo, ma nel corso di queste ultime stagioni la Rossa di Maranello ha collezionato dei traguardi degni di nota e ha cercato, seppur fallendo, di battagliare ad armi pari con la Mercedes.

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il debutto di Sebastian Vettel al volante della Scuderia Ferrari

Bisogna ricordare che dal 2015 al 2019 la Scuderia Ferrari ha messo il bastone fra le ruote alle frecce d’argento, soprattutto fra il 2017 e il 2018, anche grazie alle vittorie ottenute da un pilota, spesso disprezzato, che ha incarnato al massimo lo spirito di quell‘Essere Ferrari che è diventato il leit motiv ricorrente delle ultime stagioni ferrariste. Quel pilota è Sebastian Vettel.

Vedendo il video credo che chiunque l’abbia trovato mancante di alcune scene estremamente importanti e determinanti, scene che sicuramente avrebbero aiutato i fan neofiti a capire al meglio ciò che quegli anni hanno partorito. Con questo articolo voglio dare un po’ di giustizia a ciò che è stato. Prendetelo con le pinze, ma lasciatevi trasportare dalla narrazione. Mettetevi comodi e cercate di immaginare come potevano essere rappresentate ed editate le parti non presenti.

Siamo nel 2015, Sebastian Vettel approda alla Ferrari, dopo una lunga parentesi vittoriosa in Red Bull. Il sogno di Seb di guidare per la Rossa viene esaudito e si butta a capofitto nel progetto. Per il quattro volte campione del mondo di Formula Uno arriveranno 14 vittorie e così facendo diventerà il quarto pilota più vincente dell’era ibrida dopo Hamilton, Rosberg e Verstappen. Un bottino costruito da vittorie magiche e speciali.

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Sebastian Vettel (Scuderia Ferrari) festeggia la prima vittoria con la Rossa

La prima consacrazione avvenne nel 2015, agli albori della storia di Vettel in Ferrari. Siamo in Malaysia e grazie ad una Safety Car, sfruttata alla perfezione, la rossa numero 5 riuscirà a fare un pit stop in meno rispetto alla Mercedes. Con questa strategia Sebastian porta a casa finalmente “la prima bandiera a Maranello“.

Non scorderemo tanto facilmente le sue lacrime post gara, il suo team radio dopo aver visto per primo la bandiera a scacchi e quel podio così intenso ed unico. Gli inizi sembrano incoraggianti. Seb e la Rossa fanno magie quando possono e con quello che hanno a disposizione.

La seconda vittoria arriva in Ungheria, trionfo costruita soprattutto con una partenza brillante e scattante e con una gestione di gara che rasenta la perfezione. Al termine Vettel dedicherà il suo trionfo al compianto Jules Bianchi: “Merci Jules, cette victoire est pour toi”. Un’altra bandiera a Maranello, un altro tassello si aggiunge alla narrazione, un capitolo fatto di grinta e dedizione alla causa.

il trionfo di Sebastian Vettel (Scuderia Ferrari) in Ungheria

La terza bandiera verrà issata grazie ad una vittoria che viene da lontano, il palcoscenico in questo caso è Singapore, dove Vettel si è sempre distinto tanto che attualmente è considerato il Re di Marina Bay. In questo caso tutto nasce da una brillante pole position ottenuta da Seb che domina letteralmente in lungo e in largo il week-end. I distacchi durante le qualifiche sono abissali. Il tedesco è in uno stato di forma invidiabile che viene confermato con la vittoria alla domenica.

Dopo un 2016 veramente deludente e sfiancante, torneremo a sentire l’inno tedesco associato a quello italiano nel 2017 in Australia, gara di inizio del mondiale. La vittoria sarà schiacciante, Vettel sfutta al meglio la vettura e, grazie ad un overcut da manuale, la quarta bandiera verrà da sè. La seconda vittoria dell’anno avverrà nel deserto del Bahrain durante la domenica di Pasqua.

iL 2017 si sta presentando come un anno davvero ottimale per la Ferrari e il pilota di Heppenheim. La simbiosi che scaturisce fra il pilota tedesco e la sua vettura, la SF70H, è incredibile. Vettel riesce a brillare con continuità e costanza e metterà la firma anche sul week-end del Principato di Montecarlo. La SF70H, chiamata da Vettel Gina, danza magnificamente lungo le strade del circuito monegasco e l’ennesimo overcut dona al pilota tedesco un’altra prestigiosa vittoria. Per la Ferrari sarà un trionfo incredibile visto che verrà fuori una bellissima doppietta con Kimi Raikkonen in seconda posizione.

Arriviamo in terra ungherese dove il pilota tedesco pone il suo settimo sigillo rosso. Questa volta, a differenza di Monaco, la vittoria arriva dopo una gara davvero sudata. Vettel guida benissimo, fin troppo bene visto un grosso problema allo sterzo. E’ un capolavoro per Sebastian che può conquistare la vittoria anche grazie all’aiuto del suo compagno di squadra Raikkonen che lo difende abilmente dalle Mercedes che nella seconda parte del gran premio volano.

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Sebastian Vettel e Kimi Raikkonen (Scuderia Ferrari)

L’ultima vittoria della stagione avviene in terra brasiliana, sul circuito di Interlagos. Di lì a poco comincerà una seconda parte di campionato molto dura e sofferente per la Ferrari che non riuscirà ad agguantare la massima consacrazione. Niente mondiali per la Rossa, ancora una volta sarà la Mercedes a distinguersi. Il 2018 comincia sulla falsariga del 2017. Vettel e la Ferrari sembrano decisi a battagliare e, ugualmente al 2017, vogliono iniziare bene l’opera.

In Australia giungerà la nona bandiera: nulla può Hamilton per strappare dalle mani del tedesco la vittoria. Grazie alla gestione perfetta di una VSC Vettel farà suo il gran premio regalando ai tifosi una l’alba dolce e magica. Come il 2017 anche nel 2018 ci sarà un trionfo sul circuito di Sakhir. In terra araba si assisterà ad un autentico capolavoro di Sebastian che gestirà le gomme in modo sapiente e abile. Solo piloti con una certa sensibilità riescono a compiere tali imprese:39 giri con le soft, una magia che, unita alla grande difesa su Bottas, porta Seb sul gradino più alto del podio.

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Sebastian Vettel (Scuderia Ferrari) esulta dopo la vittoria ottenuta in Bahrain

Il pilota di Heppenheim tornerà a sorridere in Canada. Sul circuito di Montreal si assisterà ad una tipica vittoria alla Seb: pole position, ritmo indiavolato nella prima parte della gara, sembra un copione già visto, manca solo la bandiera a scacchi a sancire il trionfo che sventolerà sopra il casco di Vettel al giro numero 68. Vittoria speciale per la Ferrari e per Seb. Una delle poche vittorie facili aggiungerei.

La Formula Uno arriva in Inghilterra, feudo, sino a quel momento, inespugnabile della Mercedes. E sarà proprio quì che Vettel scriverà una delle pagine più belle e toccanti della sua carriera. “A casa loro” urlerà nel team radio del post gara. Ebbene sì. Silverstone diventerà rossa. Il ferrarista infiammerà gli animi di tutti con un sorpasso magistrale su Bottas, sorpasso che sarà il punto di svolta del gran premio. Sebastian trionferà, urlerà dalla gioia e noi con lui.

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Sebastian Vettel (Scuderia Ferrari) alza il trofeo del primo classificato sul podio di Silverstone edizione 2018

L’ultima zampata trionfale, del 2018, verrà ottenuta dalla Ferrari di Sebastian sul circuito di Spa-Francorschamps, l’università dei piloti. Vittoria dominante costruita sin dallo start grazie ad un sorpasso fulmineo sul rettilineo del Kemmel. Coraggio, potenza e voglia di riscatto. Ecco cosa si legge in quel sorpasso. Ecco cosa trasmette Vettel durante tutto il proseguimento della gara. Ma anche per il 2018 Sebastian e la Ferrari diranno addio ai loro sogni di gloria. E’ destino che il mondiale non troverà la strada per Maranello.

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Sebastian Vettel (Scuderia Ferrari) durante il Gran Premio di Spa-Francorchamps

L’ultimo acuto di Vettel e della Ferrari, la vittoria numero 14, avrà come teatro il circuito cittadino di Singapore. trionfo che ha un sapore davvero particolare perchè nessuno si sarebbe mai immaginato che quel giorno di settembre del 2019 avrebbe sancito la fine delle vittorie di Seb alla guida di una vettura rossa . Quel gran premio ce lo ricorderemo per tutta la vita. Una bella zampata ricca di orgoglio, una doppietta rossa, fuochi d’artificio a costellare la pista e quel pilota tedesco, di nuovo, con le lacrime agli occhi sul podio con il logo Essere Ferrari fra la mani.

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Sebastian Vettel (Scuderia Ferrari) festeggia dopo la splendida vittoria al Gran Premio di Singapore edizione 2018

Tutto questo nel video non c’è e credetemi, è un po’ strano non aver visto questi momenti perchè è come se questo percorso non si fosse palesato, come se tutto quello che abbiamo vissuto non fosse stato importante. Ogni storia andrebbe valorizzata e rappresentata al meglio. La F1 è un puzzle infinito che deve essere ultimato in tutte le sue forme. Senza anche il più piccolo dei tasselli risulterà come un lavoro incompleto, imperfetto e difettoso. Quel video, tecnicamente perfetto, rimane comunque un progetto claudicante e poco veritiero.

La Ferrari e Sebastian Vettel meritavano uno spazio maggiore. 118 gran premi insieme, due volte vice campioni, 14 vittorie conquistate mano nella mano, 55 podi, 1057 giri al comando, 14 giri veloci e 12 pole position: numeri che parlano da soli. Eppure questa storia non è stata raccontata, è una storia mancante a tutti gli effetti. Poco importa perchè nel nostro cuore e nella storia della massiamo categoria questo racconto brilla di luce propria, una luce che lo illumina di una leggendaria eternità.


F1-Autore: Laura Piras – @LauraLuthien86

Foto: Scuderia Ferrari

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5 COMMENTS

  1. Quanto descritto in questo articolo fa il pari con la carenza di inquadrature alle Rosse durante l’anno in gara e qualifica. Non voglio sembrare complottista ma la cosa fa molto riflettere: che Formula 1 voglia dimostrare di non aver bisogno di Ferrari per essere popolare?

  2. Ottimo pilota, avrebbe potuto vincere anche alla Ferrari, ma gli mancano i momenti “clutch”, in cui essere freddo e impeccabile. Se nel 19-20 la SF non avesse sfruttato troppe zone grigie (vedi patto con FIA) e se non fosse stato messo da parte per favorire colui che un giornalista esaltato chiama predestinato (da notare che Lebron all’high school, non era mica chiamato The Chosen One,dato che non aveva vinto ancora; mentre qui si chiama uno predestinato quando le pole 19-20 sono state fatte con motore parzialmente regolare), che si è fatto battere da uno che USA LA TESTA ,allora SV avrebbe vinto.

  3. Ma la cosa peggiore, per me, sono i tifosi. Dai fischi a fatti a Patrese quando andò a muro (a quanto pare se uno guida la Ferrari e va a muro ci si dispera, se uno è italiano ma non guida per la SF e va a muro allora si esulta…questo spiega tanto sulla presunta sportività di certi tifosi…) al disprezzo verso Vettel quando era alla RB (arrivato in SF era diventato,a caso, un santo)…non mi sembra normale come comportamento.

  4. Quello non è tifo, so tratta di cambiare sempre fronte. Allora questi signori/e qua, che non dicano di essere neutrali. Essere tifosi è legittimo, ma mancare di rispetto, disprezzare uno che non guida per la propria squadra del cuore o peggio esultare se uno va a muro mi sembra in comportamento molto infantile.

  5. E privo di rispetto. Questi tifosi non sono ferraristi, sono hater che tidano chi gli conviene; disprezzano uno, ma il giorno dopo lo tifano. I VERI tifosi ferraristi rispettano tutti, anche chi non tifa SF. Se tutti devono tifare necessariamente la stessa squadra, il discorso lo si potrevve applicare alla vita di tutti i giorni, e allora vengono alla memoria certi tempi non proprio felici del ‘900…

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