sabato, Aprile 20, 2024

L’eventuale sostituzione di Masi non avvantaggia Mercedes. E’ semplicemente una necessità per tutta la F1

Da un paio di giorni gira in maniera furiosa, diffondendosi in maniera virale, un video nel quale si possono sentire Michael Masi, direttore di gara della F1, e Jonathan Wheatley, direttore sportivo Red Bull, prodursi in uno scambio di vedute durante gli ultimi, concitati, momenti in cui il gruppo di auto è compattato dalla Safety Car nel GP di Abu Dhabi del 2021 il cui epilogo è noto a tutti.

Più che una conversazione bidirezionale appare come una serie di brevi disposizioni del plenipotenziario Red Bull che spiega al dirigente sportivo australiano cosa fare. E come farlo. Con quest’ultimo fedele esecutore di una necessità singolare piuttosto che di un bene comune poiché la decisione di lascar sdoppiare solo una parte dei piloti in pista non ha leso il solo Hamilton ma tutti quei conducenti il cui GP era cambiato grazie all’azzeramento dei distacchi. Citofonare Sainz.


A supporto di ciò, del malumore strisciante dei protagonisti, c’è una altro interessante video, reperibile su internet con un rapidissima ricerca, nel quale si possono ascoltare le reazioni dei piloti alle non consuetudinarie scelte del professionista di Sydney. Da Fernando Alonso a Carlos Sainz, da Charles Leclerc a Daniel Ricciardo passando per Lance Stroll e Lando Norris, a levarsi è stato un coro di dissenso. Voci che hanno inteso sottolineare la singolarità di quanto stava accadendo.

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Gp Abu Dhabi 2021: i doppiati presenti tra Hamilton (Mercedes AMG F1 Team) e Verstappen (Red Bull Racing Honda) ricevono il permesso di sdoppiarsi

A proposito di cose inusuali, è apparsa piuttosto strana una certa – e sinistra – levata di scudi di alcuni commentatori ufficiali alla pubblicazione del filmato cui si faceva menzione in apertura. Will Buxton, uomo Liberty Media ed opinionista per di “Drive To Survive”, la serie Netflix sulla F1, si è affrettato a sottolineare che non si trattava della scoperta del secolo ma che l’audio era reperibile già (già?) sette giorni dopo i fatti. E che la FIA ne era a conoscenza. E ci mancherebbe che non lo fosse, caro Will!


Sette giorni sono un’enormità. Sette giorni dopo è quando Mercedes era ancora dilaniata dal dubbio su un appello poi ritirato perché, nelle parole di Peter Bayer, avrebbe potuto portare all’annullamento del GP ma non alla modifica dell’esito del mondiale stante la classifica dopo il GP dell’Arabia Saudita che vedeva Max Verstappen e Lewis Hamilton appaiati in testa ma con l’olandese avvantaggiato per aver ottenuto una vittoria in più del rivale.


Per una questione di trasparenza quell’audio andava condiviso in real time, come successo con altri generosamente offerti durante il GP incriminato. Invece si è inteso farlo riposare per un po’. Doveva decantare e forse si sperava che si smarrisse nei meandri di qualche server. Ma il web non perdona ed ha memoria lunga.

Nel bel mezzo di un’indagine FIA, che dovrebbe iniziare a produrre i suoi effetti già lunedì 14 febbraio durante la riunione della F1 Commision, giunge quindi la conferma che avere avviato delle investigazioni sulla questione non è solo un atto di buon senso, ma un obbligo. Una necessità per provare a ridare credibilità ad un categoria che, senza ricorrere ad ipocriti buonismi, la plausibilità generale l’ha smarrita in quegli ultimi minuti di gara.

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Peter Bayer, segretario generale dello sport della Federazione Internazionale dell’Automobile


Ma vediamolo questo scambio di battute che lasciamo in lingua originale in modo che traduzioni ed interpretazioni soggettive non ne stravolgano la natura. Altre valutazioni verranno fatte successivamente.

  • Jonathan Weathley: “Obviously those lapped cars, you don’t need to let them go… right away. Round and catch up with the back of the pack”.
    Michael Masi: “Understood”.
    JW: “You need to let them go“.
    MM: “Understood, give me a second“.
    JW: “And then we got a motor race in our hands“.
    MM: “Understood“.
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Michael Masi, racing director della F1

Ci sarebbero ben poche cose da assommare a quanto riportato tanto è cristallina al conversazione. Ma qualche ulteriore considerazione va fatta. E la cosa si rende necessaria perché questo mercanteggiamento in cui Masi ha evidentemente ceduto facendo dissolvere la sua autorità è il fulcro dell’inchiesta che il neo presidente della FIA, Mohammed Ben Sulayem, ha preteso d’istruire per vederci chiaro.

Masi non ne esce bene. Al di là di certe difese d’ufficio scricchiolanti come quella prodotta da Damon Hill – che è arrivato a sostenere che, per questioni di opportunità, sarebbe un bene per Hamilton se il dirigente australiano restasse al suo posto – l’operato del suddetto è ormai ingiustificabile. Il re è nudo e mostra i segni della sue azioni senza costrutto.

Ancora, bisogna scardinare questa logica Hamilton-centrica imperante in F1, nel bene e nel male. Lewis, che ieri ha incassato la solidarietà piena e convinta di Carlos Sainz, è una delle tante parti lese. Forse la principale, ma non si può ricondurre tutto al britannico. Ad essere stata “accoltellata” è la categoria nella sua interezza. Al posto del sette volte campione del mondo poteva esserci lo spagnolo della Ferrari. Così come Leclerc. Ma anche lo stesso Verstappen o chiunque altro dei venti protagonisti di cui cerchiamo di narrare le gesta.

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Lewis Hamilton (Mercedes AMG F1 Team)

Masi si è trovato nella tempesta ed ha gestito un natante di centinaia di metri come farebbe un vacanziero che prende in affitto un pedalò. E’ stato tempestato di audio. Da Weathley, a Toto Wolff. Da Chiris Horner ai piloti che in radio chiedevano delucidazioni. Mentre ciò accadeva doveva ricordarsi del regolamento e dell’applicazione dello stesso in analoghe fattispecie. E’ andato in totale confusione. E quando ciò accade ci si appiglia a qualcosa che si reputa, sbagliando, un solido atollo.

Quel “And then we got a motor race in our hands espresso dall’uomo Red Bull al quale Masi ha risposto con un accondiscendente e inopportuno “capito” deve essere stato il faro nella notte buia e tempestosa. Peccato che non avesse visto la secca nella quale ha di fatto incagliato la nave arrivando al disastro perfetto, perpetrato in diretta mondiale.

Ha arbitrato Concetto Lo Bello davanti a 80 mila testimoni“. Frase famosissima di Sandro Ciotti che possiamo adattare alle nostre esigenze. Masi ha “arbitrato” dinnanzi ad una platea ben più ampia e in un’era in cui ogni dettaglio comunicativo non può essere celato.

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Masi non è stato un arbitro risoluto. Si è piegato alle volontà di un solo attore. Questo non significa che avesse degli interessi di parte. Ricacciamo immediatamente e con forza quest’idea che non appartiene a nessuno della squadra di FormulaUnoAnalisiTecnica. Masi ha “semplicemente” perso la testa andando fuori traiettoria come una monoposto lanciata alla massima velocità senza la possibilità di essere governata.

Troppi hanno provato a far pressione sul racing director. A partire da Toto Wolff. Quindi nessuno ha la veste bianca, le ali piumate e l’aureola sul capo. Né irradia abbacinanti lampi di candida luce. Ma chi ha preso la decisione fatale è Masi. Lui che non ha mostrato fermezza. L’operatore che ha palesato indecisione, esitazione, titubanza. Caratteristiche che non possono e non devono addirsi a chi il polso, anche dinnanzi ai mostri biblici, deve tenerlo fermo, saldo, irremovibile. Barra dritta mentre il mare ruggisce violento.

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Damon Hill, campione del mondo 1996

Masi non doveva cedere alla pressione. L’ha fatto. E’ giusto che paghi. Con buona pace di Damon Hill, Buxton, che evidentemente fa gli interessi di chi “il carrozzone” lo detiene, o di coloro i quali si sperticano in improbabili giustificazioni d’etichetta che producono il continuo pulsare di una ferita profonda che rischia di andare in necrosi irreversibile. Vero Seb?

Invece vogliamo e pretendiamo che Abu Dhabi sia stato un caso unico ed irripetibile. Un assolo stonato in una magnifica sinfonia che può ritornare ad essere sublime se eseguita da altri musicisti. Yas Marina è monito per il futuro, un precedente dal quale rifuggire con fermezza. La storia lo insegna: l’uomo ha bisogno di prodursi in gradi errori per non ripeterli successivamente e per crescere nella sua traiettoria evolutiva.

In questa vicenda non ci sono vincitori. Non vince Red Bull che visto un suo uomo di punta imporre una necessità aziendale. Non vince Mercedes che si è agitata per settimane per poi non procedere in un appello che sarebbe stato clamoroso e sicuramente più utile a velocizzare la rimozione del dirigente che, va sottolineato, non è ancora del tutto scontata. Non vince la F1. A meno che non esca da questo tornado con atti concreti che significano anche e soprattutto riscrittura di regole e procedure. Norme chiare per uomini capaci. Che non rispondono al nome di Masi.

Eduardo Freitas, attualmente direttore di gara del WEC

Un nome spendibile – e che nelle ultime ore prende quota – è quello di Eduardo Freitas, un professionista di lungo corso che da oltre 20 anni è in FIA e che attualmente ricopre il ruolo direttore di gara del WEC. Sicuramente una personalità di rilievo, abituata a tenere il timone di comando in una categoria che presenta gare lunghe, estenuanti e con moltissimi partecipanti. Gestire manifestazioni come la 24 di Le Mans comporta il sapersi rapportare con altri collaboratori perché la natura degli eventi endurance impone che il singolo non possa avere ogni cosa sotto controllo.

Masi ha peccato di spinto individualismo e di superbia. Un peccato capitale che deve essere espiato con la sua sostituzione. Freitas non ha la forma mentis dell’accentratore a tutti i costi ed è per questo che potrebbe essere l’uomo giusto al posto giusto. La persona a capo di quella struttura orizzontale che Peter Bayer, il segretario generale dello sport della Federazione Internazionale, ha preconizzato qualche settimana fa (leggi qui).

Sono ore febbrili dalle quali potrebbe dipendere il futuro dei Michael Masi e, di conseguenza, della F1 intera. Un cambio radicale è ormai necessario ed è terminato il tempo delle diplomazie di comodo: la FIA dia un segnale forte, serio e coerente.


F1-Autore: Diego Catalano – @diegocat1977

Foto: F1TV, Red Bull Racing, Mercedes AMG F1, FIA

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