Ferrari non si fida di Red Bull: debrief accurato sulla gestione gomme

F1 – Se qualche settimana fa qualcuno avesse predetto che al primo appuntamento stagionale fra i primi tre piloti in griglia di partenza ci sarebbero state due rosse, probabilmente non ci avrebbe creduto nessuno (nemmeno Mattia Binotto). Eppure in Bahrain si è appena delineato uno scenario tanto sorprendente quanto auspicato da molti: pole position di Charles Leclerc, seguito dal campione del mondo in carica Max Verstappen, ed a completare il podio del sabato, il madrileno Carlos Sainz.

Certo, i tifosi del Cavallino Rampante avrebbero preferito una prima fila completamente dipinta di rosso, e ci sarebbero stati tutti i presupposti del caso, specie se si tiene in considerazione il fatto che il miglior tempo del poleman è stato 1.30.558 e quello del suo compagno di squadra 1.30.687, intervallato dall’olandese con 1.30.681: praticamente un soffio.

L’amareggiato Carlos difatti, perlomeno a mio avviso, non è riuscito a dissimulare il sapore aspro che queste qualifiche gli hanno lasciato: una volta sceso dalla sua F1, dal suo volto traspariva tutto il rammarico per l’epilogo delle Q3. Se è vero che “la notte porta consiglio”, a lui per sua stessa ammissione, ha portato solo tanto studio di video, telemetrie e parametri delle prestazioni del compagno di squadra, proprio per cercare di capire come fare per trarre il meglio da questa promettente monoposto.

Il risvolto di oggi non è stato quello che sperava, ed è stato lo stesso madrileno ad ammettere che Charles ha eseguito una prestazione migliore perché è stato in grado di spingere la vettura al massimo, più di quanto lui purtroppo non sia riuscito a fare nonostante l’aiuto del team; tuttavia nonostante gli imprevisti incontrati, si dice già molto concentrato sulla gara di domani come saggio che sia.

E proprio a proposito di saggezza, lascia un attimo perplessi la composta reazione del pilota monegasco alla conquista della prima pole in apertura campionato: a parer di qualcuno fin troppo pacata, lucida e razionale.

D’altronde Charles ha già dimostrato in passato di avere spesso avuto una maturità più grande della sua stessa età, e medesima cosa ha fatto anche oggi: nonostante l’obiettivo più importante sia stato comunque raggiunto, si dice non del tutto soddisfatto della sua guida, e tiene i piedi ben saldi a terra ricordando anche che la gara di domani sarà lunga e complessa, per cui la differenza sarà fatta essenzialmente su concentrazione e calma. Precisa anche che bisognerà tenere d’occhio la questione gomme, visto che oggi in concreto non si è potuto avere modo di analizzarne il degrado.

F1
Carlos Sainz (Scuderia Ferrari) a bordo della sua F1-75 durante le qualifiche del Gran Premio del Bahrain edizione 2022

Dello stesso avviso è anche il team principal Mattia Binotto, anche se specifica che dalla loro hanno il vantaggio di aver conservato un set di gomme morbide in più. Oltre questo, esprime la sua soddisfazione per la pole position tutt’altro che prevedibile ed ovvia, ed elogia anche il terzo qualificato, che forse a suo avviso ha peccato un po’ di voglia di strafare poiché un piccolo errore nell’ultimo tentativo ha inciso negativamente sul giro che sperava di portare a termine.

Dunque questo iniziale risultato sembrerebbe a tutti gli effetti già una piccola-grande dimostrazione del bel lavoro svolto dal team in questi mesi: e se tra i primi 7 motori in griglia, 4 sono Ferrari, qualcosa vorrà pur dire.

Insomma, in casa Ferrari oggi si respira la classica ventata d’aria fresca che mancava da un po’: occhi aperti sulle RedBull a sandwich tra i due cavallini rampanti, e vedremo domani al via cosa succederà. Pronti con i popcorn?!


F1-Autore: Silvia Napoletano @silviafunoat

Foto: F1, Scuderia Ferrari

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