I problemi della AlphaTauri agitano la Red Bull

F1 – Al netto dei primi due appuntamenti mondiali è chiaro che oramai le carte siano state ufficialmente scoperte da ogni singola scuderia, e che pertanto gli scenari che man mano vanno delineandosi iniziano ad offrire un rinnovato (quanto inaspettato) quadro complessivo della situazione generale. Tuttavia, potrebbe essere leggermente avventato dare oramai per garantite determinate prestazioni: ma se è pur vero che due indizi fanno una prova più o meno certa, magari anche due gare d’esordio potrebbero fare altrettanto.

Senza alcun dubbio siamo tutti sconvolti dalle prestazioni deludenti delle frecce d’argento (pur avendo collezionato un fortuito terzo gradino del podio in apertura mondiale), e da quanto nessuno dei due piloti sembri brillare in particolar modo: anzi sembrerebbe addirittura Russell ad averne di più, forse perché abituato in Williams a trarre il meglio da “quello che c’è” è più avvezzo a questa tipologia di scenario rispetto al sette volte campione del mondo, adagiato ormai da anni in una scintillante e rassicurante comfort zone.

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Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1, durante le prove libere del GP del Bahrain 2022

Siamo rimasti parimenti sorpresi anche dal doppio ritiro Red Bull proprio durante la prima gara: quando cioè ci si aspettava che Max Verstappen da campione del mondo in carica, si presentasse presumibilmente in costume ed infradito, correndo tanto per. Fortunatamente il weekend appena concluso ha risollevato le sorti di un incipit catastrofico, conquistando vittoria e quarto posto; tuttavia le perplessità permangono a causa di pesanti problematiche riscontrate dalla scuderia sua simile, Alpha Tauri.

Nella fattispecie, Yuki Tsunoda non è riuscito nemmeno a completare il giro di ricognizione una volta lasciati i box ed ha dovuto piantar lì la sua monoposto, a causa di un problema di trasmissione nel motore (tra l’altro avendo anche già riscontrato ulteriori intoppi nelle libere del venerdì). Il suo team principal, Franz Tost, dichiara che effettivamente c’è stata una diminuzione della pressione dell’olio, pertanto è stato necessario fermare la vettura; tuttavia l’incognita rimane il motore stesso, poiché al momento bisogna indagare sul suo definitivo guasto o sulla probabile ipotesi di intervenire per cercare di salvare qualcosa.

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Pierre Gasly a bordo della Alpha Tauri AT03 durante i testi invernali di Barcellona

D’altro canto anche Pierre Gasly ha avuto un’apertura mondiale tutt’altro che rosea: con un’interruzione nelle FP3 al venerdì ed un incendio proprio durante la gara, oltre ad essere stato costretto al ritiro, non ha potuto recuperare nessun componente della power unit, ed ha già dovuto sostituire la batteria (ogni pilota ne ha a disposizione solo due per anno e se fosse necessaria una terza, si interverrebbe con penalità in griglia) perché pare che il fuoco provenisse proprio da lì.

Questo è un problema che ad avviso di Tost avrebbe una certa urgenza risolutiva, ma che purtroppo non collima con lo svolgimento dell’indagine: per questioni di sicurezza, la batteria viaggerà verso il Giappone all’interno un congegno specifico in nave (e non in aereo come usualmente accade), per cui le tempistiche saranno inevitabilmente parecchio dilatate.

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La risata compiaciuta del team principal britannico Christian Horner (Red Bull Racing Honda)

A tal proposito infatti anche Christian Horner, team principal Red Bull, si dice preoccupato perché sebbene loro siano motorizzati RedBull Powertrains, le varie unità rientrano sempre nella progettazione e produzione degli stabilimenti giapponesi Honda F1: anche lui quindi, desidera che i problemi vengano compresi e risolti nel più breve tempo possibile.

Va specificato però che in Red Bull il doppio ritiro era di altra natura: è stato provocato da un problema al sistema di alimentazione, per cui è chiaro che entrambi i team siano preoccupati, ma sicuramente c’è anche un differente “peso” di preoccupazione.

In ogni caso, dirlo sarà anche banale e scontata retorica, ma è chiaro che alla base di tutto non bisogna mai perdere di vista il fatto che stiamo pur sempre parlando di giovani sportivi la cui vita scorre a più di 200 all’ora, e che nonostante le prestazioni e le vittorie a cui aspirano, è necessario che si tenga sempre ben presente la loro stessa sicurezza.


F1-Autore: Silvia Napoletano @silviafunoat

Foto: F1, AlphaTauri, Oracle Red Bull Racing, Mercedes AMG F1

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