Gp Australia 2022/Mercedes: la terza fila non fotografa il reale valore della W13

F1 – La sensazione è che Mercedes abbia ottenuto più del massimo raggiungibile nelle qualifiche del GP d’Australia 2022. Le W13 occupano l’intera terza fila, con Hamilton a precedere Russell attardato di poco più di un decimo di secondo del compagno di squadra. Ma attenzione a considerare oro ciò che luccica: il distacco delle Frecce d’Argento dalla vetta è piuttosto importante. Lewis sfiora il secondo, George lo supera.

Ma non finisce qua. I due inglesi sfruttano a proprio vantaggio una serie di eventi più o meno casuali. Il primo è sicuramente dato dal problema occorso all’Alpine di Fernando Alonso che è stato fatto fuori da una trasmissione bizzosa che l’ha mandato a muro. L’asturiano aveva tutto il potenziale per stare davanti alle due vetture anglo-tedesche. Altro fatto deviante è rappresentato dall’errore di Carlos Sainz che, preso dalla foga di non attardarsi da un Leclerc mattatore, è stato autore di un errore piuttosto evidente nell’ultimo assalto della Q3 tanto da chiudere in una mesta nona posizione. Ma attenzione che domani il madrileno sarà un cliente molto pericoloso per le ballerine vetture grigie.

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Lewis Hamilton precede la McLaren di Lando Norris. Gp Australia 2022

La W13 non è guarita. Quello odierno è un brodino che non lenisce lo stato debilitante. Chiaramente bisogna cercare di essere un tantino ottimisti e va registrato il fatto che il lavoro svolto nella notte tra venerdì e sabato abbia pagato. La vettura è stata leggermente abbassata ed un minimo sindacale di prestazione è spuntata fuori. Inoltre, piloti ed ingegneri hanno evitato di prendere strade fantasiose, come successo a Jeddah, che rischiavano di ricacciare le macchine nel ventre molle della classifica.

Ovviamente la musica in gara potrebbe essere ben diversa. E con questo veniamo alle note dolenti. Ossia a quelle difficoltà che, nell’arco dei 300 km, potrebbero diventare problemi. La W13 – almeno col compound morbido C5 che difficilmente vedremo domani come scelta di base – ha palesato una certa tendenza a riscaldare con lentezza le gomme. Evidenza che si è unita ad un overheating che arrivava improvviso e sistematico nel T3 del rinnovato Albert Park.

Ogni assalto in qualifica è arrivato dopo due giri di preparazione. Il primo compiuto in maniera molto oculata, il secondo alzando sensibilmente l’asticella prestazionale. Una necessità senza espletare la quale il tempo non giungeva. Emblematico il caso della Q1 in cui si è provato una sola volta a procedere con un singolo giro di riscaldamento al quale è seguita una tornata poco efficace. Da lì la necessità di reimpostare la procedura provvedendo ad un altro tentativo a “doppio riscaldamento”.

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George Russell, Mercedes AMG F1

Ma c’è dell’altro. E non è incoraggiante. La W13, sul versante pneumatici, si è ben mossa nel T1 e del T2. Pur registrando un costante ritardo dalla Ferrari e dalla Red Bull, il gap era infatti molto contenuto. E’ nel terzo settore che iniziavano i guai. Motivi? Due sostanzialmente. Il primo ascrivibile all’overheating dell’asse posteriore denunciato anche dai suggerimenti ai piloti da parte degli ingegneri di pista; il secondo riconducibile all’ormai atavico pompaggio aerodinamico che limita sensibilmente gli slanci di una vettura convalescente.

Il mix dei due elementi succitati è stata una martellata sul cronometro. Nelle sei curve che compongono il settore n°3 la Mercedes perdeva sei decimi. Praticamente, nel caso di Hamilton, quasi il 70% del ritardo dalla Ferrari n°16. Una cosante verificatasi in tutti i turni di libere e nelle tre Q della sessione ufficiale.

Le difficoltà serie iniziano, a ben vedere, già tra curva 8 e curva 9. In quello che è il tratto full gas del tracciato, arrivati a metà percorrenza, la macchina inizia a sobbalzare in maniera quasi ingestibile. Tanto che si può sentire il motore tagliare molto presto, come se si decidesse di entrare in una sorta di “modalità protetta” per evitare di sviluppare più velocità e, di conseguenza, più oscillazioni verticali.

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Lewis Hamilton perde la vettura in Curva 12 durante le libere del GP d’Australia 2022

L’inserimento ad alta percorrenza nella piega sinistrorsa n°9 è sempre stato piuttosto complesso. Per non dire del repentino cambio di direzione verso la 10 in cui il retrotreno tendeva ad alleggerirsi per il rilascio del motore. Situazione che produceva evidente sovrasterzo. Si notava chiaramente dagli on board quanto Russell ed Hamilton dovessero faticare per mantenere una traiettoria accettabile che, per giunta, non riuscivano a trovare con costanza.

Anche la successiva Curva 11 ha dato diversi grattacapi agli alfieri della compagine di Brackley. Specie a Lewis Hamilton che l’ha sbagliata diverse volte nelle quattro sessioni salvo poi, da campione scafato, farla al meglio delle possibilità che la vettura offre in questo momento. Il giro che è valso la quinta posizione è un piccolo capolavoro dato che “il 44” ha illuminato tutti i settori di verde. Praticamente un ideal lap.

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George Russell, Mercedes AMG F1

Ovviamente i commenti post qualifiche in casa Mercedes sono stati votati ad una cauta soddisfazione perché le premesse non erano affatto delle migliori. “Stiamo ancora cercando di capire la macchina. Oggi c’era tanto porpoising – ha spiegato George Russelle ci ha limitati nelle curve veloci. E’ lì ho perso un sacco di tempo“. Dichiarazioni che vanno in direzione di quanto evidenziato poc’anzi.

Non sono a mio agio con la vettura in questo weekend, quindi sono contento delle qualifiche. Avremmo firmato per una quinta e sesta posizione prima. Il nostro obiettivo per domani? Finire davanti alla McLaren, non c’è motivo per il quale non possiamo riuscirci. Proveremo a tenere dietro anche Sainz ed Alonso che comunque sono molto veloci. Abbiamo trovato il miglior compromesso possibile, sarà una gara lunga” ha chiosato il driver di King’s Lynn.

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il sorriso del britannico Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1 Team

Chi è apparso particolarmente raggiante è Lewis Hamilton che era reduce da un GP di Jeddah condizionato da errori di setup e mancate letture del momento topico in gara da parte del muretto. Eventi che gli hanno tolto un potenziale quinta posizione finale. “Rispetto a ieri e all’ultima gara – ha esordito il sette volte iridato – oggi è stata una buona giornata. Sono davvero grato per il lavoro in fabbrica nel trasformare la macchina rispetto a ieri. Ho quasi ottenuto la quarta piazza, che sarebbe stato un bel risultato, ma domani lotteremo per quella posizione“.

Target ambizioso quello posto dal britannico che poi passa all’analisi della vettura: “Direi che questa auto è la peggiore che io abbia mai sperimentato a livello di pompaggio. Se l’altezza di guida va continuamente su e giù, quando fai la curva, non sai mai in quale posizione la prenderai. La macchina potrebbe sovrasterzare o sottosterzare a seconda di dove la prendi, quindi guidarla è una vera sfida. È come un serpente a sonagli. Dobbiamo trovare il giusto equilibrio tra altezza della vettura e prestazioni. George e io abbiamo provato cose leggermente diverse sulle nostre auto, speriamo di aver dato buoni riscontri alla squadra“.

Le parole di Lewis fotografano chiaramente quali siano le sfide che i piloti devono gestire. La vettura è imprevedibile. Se ci si ritrova ad affrontare una curva nella fase ascensionale del pompaggio, con relativa perdita di carico a causa dell’improvvisa mancanza dell’effetto Venturi, ecco che la traiettoria è fatalmente compromessa. Finché perdurerà questo stato di cose sarà impossibile uscirne.

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Toto Wolff (Mercedes AMG F1 Team)

Toto Wolff ne è coscio: senza aggiornamenti c’era poco altra da spettarsi. “A Melbourne siamo nelle stessa situazione vista già in Bahrain e in Arabia Saudita. E’ inusuale ciò che stiamo vivendo. Siamo in difficoltà a capire l’auto. Qualsiasi cosa facciamo è un esperimento ma non abbiamo la possibilità di sviluppare la W13 solo su un circuito come con i test. Per questo ora tutte le nostre gare è come se fossero delle prove“.

Non una situazione piacevole per nessuno in Mercedes. Ma è una fase necessaria per diventare poi competitivi. È inutile portare degli sviluppi perché dobbiamo prima ancora capire come far funzionare questa vettura. È troppo presto per parlare di mondiale. L’anno passato – ha spiegato il dirigente austriaco – avevamo una monoposto che non sembrava competitiva per mezzo campionato che poi lo è diventata con gli sviluppi di Silverstone. Sono sicuro che nel momento in cui capiremo come far funzionare questa monoposto lotteremo per pole e vittorie“. Hamilton e Russell possono incrociare le dita…


F1-Autore: Diego Catalano @diegocat1977

Foto: F1, Mercedes AMG F1

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