Magnussen – Haas: quando la F1 sa ancora sorprendere.

F1 – La storia del motosport è costellata di personaggi che raramente salgono alla ribalta delle cronache ma capaci di vere proprie imprese che hanno contribuito a far innamorare generazioni di appassionati perché trasmettono la sensazione che nulla possa essere precluso nonostante non si disponga del mezzo migliore.

E’ questa la storia più bella offerta dal plumbeo pomeriggio imolese, in cui un ragazzo danese di ventinove anni con la sua monoposto sovverte ogni pronostico e per una volta si siede al tavolo dei grandi. Questo ragazzo risponde al nome di Kevin Magnussen che, con la sua “Ferrarina” si piazza in quarta posizione nelle qualifiche della sprint race, miglior risultato nella storia del team angloamericano dal debutto in Formula 1 datato 2016.

Un figlio d’arte dal fantastico debutto in F1, con il secondo posto nel gran premio d’Australia edizione 2014, che per diverse ragioni non è riuscito a esprimere il suo talento e scaricato troppo frettolosamente dal team Haas per evidenti necessità finanziarie.

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Podio di Melbourne edizione 2014. La squalifica di Ricciardo consegnerà il secondo posto al debuttante Kevin Magnussen

Poi accade l’imponderabile e, messi da parte antichi attriti con Gunther Steiner, il coriaceo vichingo ritorna in extremis a bordo del team angloamericano non senza qualche scetticismo dovuto al periodo di congedo dalla Formula 1 nonché la scarsa conoscenza delle nuove monoposto a effetto suolo.

Gunther Steiner e Kevin Magnussen celebrano il quinto posto nel gran premio del Bharein

La dinamica della bagnatissima sessione di qualifica è la sintesi della storia sportiva di Kevin che, quando tutto sembra perduto, c’è (quasi) sempre una possibilità di riscatto e bisogna afferrarla con quella fame di chi grandi opportunità non ne ha avute molte.

All’inizio della Q3 un testacoda alle acque minerali sembrava aver segnato la già ottima qualifica del pilota danese, tuttavia grazie a un mix di freddezza e buona sorte è riuscito a riprendere la via della pista:

Mentre andavo in testacoda alle Acque Minerali ho visto che è entrato l’antistallo. Sapevo che se mi fossi fermato non sarei più uscito da lì, per cui ho mantenuto la calma, ho sbloccato l’antistallo e sono subito uscito dalla ghiaia, anche se non sapevo in che direzione stavo puntando”.

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Kevin Magnussen esce dalla ghiaia alle acque minerali

Come se nulla fosse, riabbassa la visiera e si rituffa (mai verbo fu più onomatopeico) in pista acciuffando uno strepitoso quarto posto mettendosi alle spalle non solo il giovane compagno di squadra, ma colleghi che complessivamente hanno vinto 210 gare e 13 titoli mondiali nelle condizioni ambientali in cui solitamente emerge il talento dei fuoriclasse.

L’alfiere della Haas ha poi espresso la sua soddisfazione ai microfoni di Sky Sport: “È stato fantastico oggi. A Jeddah ed in Bahrain abbiamo fatto delle ottime prove, ma è bello confermarsi vicino alla vetta. Siamo stati più forti sul bagnato rispetto all’asciutto

E la prestazione non sembra affatto casuale dato che nelle prove libere del mattino aveva ottenuto lo stesso risultato finale in condizioni meteorologiche assi simili a quelle delle qualifiche con la pista in continua evoluzione al pari delle precipitazioni.

Inoltre durante la Q1, unica sessione svolta con pista asciutta, Magnussen ha confermato il suo potenziale e quello della monoposto con il settimo tempo assoluto, risultato che unitamente alle previsioni di asciutto per la gara sprint, consente di sognare in grande.

Proiettandosi in ottica sprint race, il danese ha confessato di non avere idea di quale potrà il livello di performance: “Sembra che domani sarà asciutto, quindi faremo del nostro meglio, non so cosa aspettarmi. Andremo a divertirci e dargli tutto ciò che abbiamo come abbiamo fatto oggi“.

In realtà la posta in palio domani sarà davvero molto alta in relazione al nuovo sistema di assegnazione del punteggio delle sprint race che premia i primi otto classificati, una occasione per cercare di fare un’impresa difficilmente ripetibile sulla distanza della gara domenicale.

Domani potrebbe essere un appuntamento con la storia per la scuderia a stelle e strisce, perché non è irrealistico ipotizzare che Magnussen possa avere un passo migliore di una McLaren i cui recenti risultati sono superiori al reale valore del mezzo come affermato da Lando Norris, autore di uno splendido terzo posto, nelle dichiarazioni post qualifica:

Queste condizioni ci hanno permesso di ottenere questa posizione, ma in caso di pista asciutta molto probabilmente non saremmo arrivati terzi. oggi abbiamo sfruttato al meglio la situazione e ci siamo concessi la migliore opportunità per fare dei bei punti in questo weekend”. E allora vai Kevin, prova a scrivere una pagina di storia come un moderno Davide contro Golia.


F1-Autore: Roberto Cecere – @robertofunoat

Foto: F1,

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