Ferrari: un più efficiente modello organizzativo gestisce la corsa agli update

F1 – Nulla è fatto. Folle chi sostiene il contrario. Sebbene i numeri non mentano (leggi qui) è troppo presto per stabilire tendenze definitive. L’avvio della Ferrari è di quelli incoraggianti e pirotecnici: non si vedevano dati come questi dal lontano 2004. Ma i contesti sono diversi. In quell’anno la Rossa arrivava da tre titoli consecutivi ed era il dominus indiscusso della categoria. Oggi la Ferrari si sta riaffacciando all’aria pura dell’alta classifica dopo anni in cui ha sofferto nel tentativo spasmodico – e spesso vano – di restare agganciata al treno dei migliori.

La F1-75 è un gran progetto, la classifica non fa che ratificarlo. Ma sono altri gli elementi che fanno apprezzare la monoposto: la capacità di produrre immediatamente velocità, la gestione delle gomme, la facoltà di adattarsi ad ogni pista, la produzione di pingue carico aerodinamico e la sovrabbondanza di trazione garantita da un motore tornato a fare la parte del leone.

Questi alcuni dei fattori che stanno premiando il progetto di David Sanchez. Che, va sottolineato, sta anche godendo delle incertezze altrui. Una Mercedes smarritasi in una una vettura azzardata e ad oggi inefficace, una Red Bull alle prese con una F1 pesante e fragile come un manufatto in vetro di Murano. Una caratteristica più volte osservata nelle auto di Adrian Newey.

Ferrari
David Sanchez, Scuderia Ferrari

A Maranello c’è contezza di ciò. Si riconosce che la classifica odierna potrebbe sovrarappresentare i valori. Da qui la necessità di predicare calma e di ammettere che, pur essendo consapevoli della propria forza, il titolo si andrà a giocare nella partita degli update. Ne è consocio anche Charles Leclerc che ha bisogno di utilizzare il binocolo per individuare la posizione dei suoi avversari in classifica. Specie quella di Max Verstappen che, nonostante le tribolazioni di questo inizio campionato, resta comunque il competitor più accreditato per infastidirlo.

Il monegasco si è trovato in questa situazione di comodo vantaggio nelle categorie junior. Ma il contesto era molto diverso e del tutto insovrapponibile con quello della F1. Nelle serie propedeutiche la macchina è una constante. I team possono operare esclusivamente sugli assetti non potendo contare su migliorie tecniche che fluiscono durante la stagione. Nella massima categoria le cose vanno in un’altra maniera.

F1
Duello a colpi di staccare tra la Ferrari F1-75 e la Red Bull RB18

Le compagini di F1 hanno una tale capacità di reazione che possono essere in grado di cambiare drasticamente lo scenario alterando i rapporti di forza che ad un certo punto possono sembrare definiti e definitivi. Quindi, nonostante la F1-75 dia la possibilità ai sui piloti-interpreti di non strafare o di lanciarsi in qualcosa di estremamente speciale o spettacolare per imporsi ed estrarre performance, va valutata la capacità di lungo periodo del team di tenere botta nella “guerra” degli sviluppi che ben presto avrà inizio.

Imola potrebbe rappresentare il primo teatro di questo entusiasmante confronto tecnico. Mercedes potrebbe portare interessanti novità dopo aver provato a capire la W13 in tre gare; Red Bull dovrebbe iniziare la tanto attesa cura dimagrante per arrivare a presentare ai suoi conducenti vetture più efficaci nell’handling generale.

Leclerc, forse anche in una inedita sagacia comunicativa votata alla diplomazia di facciata, esprime una certa preoccupazione circa le capacità di reazione del team di Milton Keynes: “Tenere il passo con la Red Bull in termini di sviluppo sarà difficile. Ma la Ferrari è lo stesso team che ha fatto questa macchina e che lavorerà allo sviluppo, quindi sono fiducioso. Non c’è motivo per noi di essere indietro perché abbiamo fatto un ottimo lavoro, i ragazzi di Maranello hanno fatto un gran lavoro costruendo questa macchina“.

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Charles Leclerc (Scuderia Ferrari)

In effetti, nella seconda parte delle dichiarazioni, riemerge una certa fiducia nei propri mezzi. Il discorso è semplice: chi ha definito la filosofia di una monoposto vincente sarà lo stesso soggetto che la svilupperà. Non fa una piega. Ma dovrebbe? E’ il passato che può far venire qualche ansia ai tifosi. Basta tornare indietro di poche stagioni. Nel 2017 e nel 2018 la Ferrari possedeva due ottime vetture. Ma, ad un certo punto, quando stava dando filo da torcere alla Mercedes, intraprese una via di sviluppo inefficace.

Gli anglo-tedeschi, dal canto loro, non sbagliarono un colpo e indirizzarono la macchina nelle giusta direzione accaparrandosi nuovamente entrambe le corone dall’oro. Altri tempi, altre difficoltà. In quegli anni Maranello lottava con una non efficace correlazione pista – simulatore. Problema che oggi sembra essere stato del tutto superato. Inoltre, la concorrenza era molto più solida, agguerrita, vicina in classifica e non vincolata da un regolamento finanziario stringente e da uno tecnico che ha favorito chi aveva più ore di galleria e di CFD.

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Ala posteriore della F1-75 ricoperta di flow viz durante le FP1 del gran premio d’Australia

Sono proprio il contesto normativo e quello sportivo che si è creato in questo abbrivio di 2022 a dare ottimismo al Cavallino Rampante. “Ci sono alcuni sviluppi in arrivo e sono fiducioso che andrà nella giusta direzione – ha riferito Leclerc dopo il trionfante GP di Melbourne Quindi non mi concentrerei troppo sugli altri. Penso che dobbiamo concentrarci su noi stessi“.

La Ferrari ha evidentemente impresso una svolta nelle sue modalità operative. Un cambio di passo che sta alla base di questo strabiliante avvio di stagione: “Negli ultimi due anni – ha spiegato Leclerc vedo davvero un salto in avanti nel modo in cui abbiamo analizzato ogni fine settimana, nel modo in cui abbiamo identificato anche i nostri punti deboli e quanto velocemente abbiamo reagito per cercare di migliorare nei punti in cui stavamo lottando. Quindi sono fiducioso che il team possa fare un ottimo lavoro con lo sviluppo quest’anno“.

Comunque finirà questo mondiale una cosa è certa: il modello gestionale proposto dalla Ferrari si sta finalmente mostrando efficace. Dopo anni passati ad inseguire è Maranello ad essere diventato il faro da osservare. Certo, sono serviti sacrifici ingenti e grandi delusioni sportive, ma le tribolazioni, alla lunga, stanno pagando. La storica scuderia italiana può finalmente affrontare il futuro in F1 con solide certezze.


F1-Autore: Diego Catalano – @diegocat1977

Foto:F1TV, Scuderia Ferrari

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