F1 2022/compare prestazionale: Ferrari e Red Bull appaiate. Mercedes aumenta il gap…

Calato il sipario sul quinto round del mondiale di F1, in quel di Miami, è già tempo di valutazioni sull’effettivo valore delle performance espresse dalle monoposto. Il numero di Gran Premi disputati unitamente alla eterogeneità dei circuiti sui quali hanno sfrecciato le nuove wing car, consente di proporre una fotografia verosimile del livello raggiunto dalle varie auto, del gap prestazionale tra i diversi progetti tecnici e l’impatto dei piani di sviluppo implementati dalle scuderie.

Il processo di analisi di qualsiasi dinamica deve, per definizione, minimizzare i fattori che possono contaminare il significato qualitativo dell’analisi stessa. I fattori che possono modificare sensibilmente il livello qualitativo di una vettura di F1, lo sappiamo, sono innumerevoli ma con un peso specifico diverso.

Per tale ragione andremo a considerare valori espressi in qualifica, al netto della Sprint Qualifying di Imola che, a causa delle mutevoli condizioni climatiche, non consente una valutazione attendibile del reale potenziale offerto. Dimostrazione che la pioggia rappresenta l’unica variabile che può elevare in maniera esponenziale il contributo del pilota rispetto alla potenziale del mezzo, e in tal senso, il quarto posto ottenuto da Kevin Magnussen nelle sessione classificatoria in terra romagnola ne è la conferma.

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Max Verstappen (Oracle Red Bull Racing) precede Charles Leclerc (Scuderia Ferrari F1)

Durante le qualifiche le monoposto hanno il medesimo quantitativo di carburante, stessa “anzianità” dei pneumatici, condizioni di pista pressoché paritetiche (track evolution a parte) e massima estremizzazione delle mappature relative alla componente ibrida delle power unit.

Attraverso l’esame della migliore performance di ciascun team in qualifica, si evince che la lotta per le prime due file è una battaglia ristretta a Ferrari e Red Bull. Solo Mclaren e Haas sono riuscite a cogliere un posto in seconda fila, sfruttando gli errori di Sainz in Australia e ad Imola. Al di sotto delle prime, non sembrano essere ancora definite chiare gerarchie in ragione di una continua alternanza delle prestazioni del midfield. Dovuta con ogni probabilità all’adattamento del binomio pilota/monoposto allo specifico layout dei circuiti esaminati.


“Compare” prestazionale vetture di F1

La visualizzazione schematica proposta in basso offre diversi spunti di riflessione. Colpiscono gli enormi progressi del team McLaren rispetto al disastroso inizio di stagione in Bahrain, la costante ascesa di Alfa Romeo e il sensibile recupero messo in atto da Alpha Tauri e Aston Martin.

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Andamento delle performance in qualifica nei primi cinque gran premi del mondiale

La scuderie sorta dalle ceneri di Racing Point è stata protagonista con un inizio di stagione da incubo. Complice anche l’assenza di Sebastian Vettel nei primi due round del mondiale causa Covid-19. Mentre invece, l’impasse tecnica della stella a tre punte, merita un approfondimento che non si può limitare solo al valore quantitativo dei risultati conseguiti. L’analisi puntuale dei piazzamenti raggiunti in qualifica, eccezion fatta per il disastroso week-end di Imola, evidenzia lo stallo prestazionale della W13 versione “B” che, di fatto, ha sostanzialmente raccolto il testimone della Ferrari come scuderia leader del pacchetto di mischia.


F1. Mercedes: il gap in qualifica aumenta…

Alla rappresentazione quantitativa dei valori in campo di Mercedes è stata associata l’esame qualitativo del gap cronometrico rispetto alle monoposto battistrada. Il dato più preoccupante per il team anglo-tedesco riguarda il distacco più contenuto in qualifica rispetto al tempo della pole position, che è stato ottenuto nella tappa inaugurale del mondiale in Bahrain.

Nonostante il piano di sviluppo del team campione del mondo abbia consentito di apportare diversi aggiornamenti di micro aerodinamica, la W13 non è stata in grado di ridurre la distanza prestazionale da Ferrari e Red Bull.

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Distacco cronometrico della Mercedes rispetto al tempo della Pole Position

Per garantire un minimo di attendibilità alla misura del gap nelle qualifiche del Gran Premio di Imola, sono strati considerati i tempi della Q2 in cui le condizioni meteorologiche hanno consentito a tutti i team di utilizzare gli pneumatici slick. Un’altra vista che tiene conto del risultato complessivo di ogni squadra si può desumere a partire dalla posizione media in qualifica nei primi appuntamenti del mondiale 2022.

Tale visibilità è una rappresentazione quantitativa del risultato conseguito dai team, in quanto non entra nel merito della pura performance delle monoposto ma si basa sulla migliore posizione conquistata in griglia da uno dei due piloti.

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Posizione media in qualifica

Oltre alla quasi perfetta parità di risultati conseguiti in qualifica da Ferrari e Red Bull, è interessante osservare l’allineamento tra Mercedes, Alpine e Alfa Romeo, vera sorpresa di questo inizio di stagione specie per le ottime prestazioni espresse al sabato da Valtteri Bottas.

In occasione del prossimo Gran Premio in terra spagnola, alcune scuderie, tra le quali Ferrari e Alfa Romeo, porteranno in pista le versioni evolute delle proprie monoposto attraverso importanti pacchetti di aggiornamento. Sarà quindi davvero interessante valutare l’impatto degli sviluppi sull’inerzia prestazionale osservata durante le prime cinque gare di questo lunghissimo campionato.


Autore e grafici: Roberto Cecere – @robertofunoat

Foto: F1

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