Ferrari lavora al progetto F1-75 per sbloccare le prestazioni high fuel

F1, sportivamente parlando, significa sofferenza: condizione tormentosa provocata dall’insoddisfazione di non poter stringere tra le mani i propri desideri. L’ambizione mancata distrugge la mente. Ma nel silenzio del proprio io, operando con passione autentica, tutto è possibile. “Quando l’uomo ha mete da raggiungere non può invecchiare”, Enzo Ferrari.

Barlume

“Dobbiamo cercare di capire. Il progetto tecnico è all’altezza delle aspettative, ma a livello pratico ci sfugge ancora qualcosa. Dilapidare il materiale a disposizione sarebbe assurdo. D’altronde abbiamo lavorato molto duro”.

Il confronto era necessario. In GES sapevano bene cosa fare e le manovre in merito erano al vaglio già un bel pò.

“Credo che tu abbia ragione Mattia. Abbiamo tutto per vincere. Non farlo porterebbe all’ennesima delusione che francamente non possiamo permetterci”.

Il lavoro all’interno della fabbrica Ferrari era frenetico. Sapere come agire era il primo passo verso la risoluzione dei problemi. Eppure la sola consapevolezza non bastava di certo. Serviva quel qualcosa in più. Elemento che gli altri, quelli anglo-austriaci, possedevano da tempo. Una caratteristica intrinseca. Innata. Dannatamente utile per il mero raggiungimento dell’obiettivo prefissato.


Scintilla

Quel mattino l’alba pareva non arrivare mai. Quando lo fece, una luce opaca filtrò tenue attraverso le vetrate dell’ufficio.

“Ci siamo ingegnere. Credo di avere la soluzione tra le mani!”

La porta si aprì di scatto. Senza preavviso. 

“Mi scusi per l’intrusione. Spero non disturbare. La nottata ha prodotto qualcosa di veramente interessante. Ci sono un paio di cose che potrebbero attenuare la complicatezza progettuale e risolvere la maggior parte delle nostre difficoltà.” 

Le dita dietro la schiena erano incrociate, ma la decisione attraverso la quale venne espresso il messaggio accese una luce. Dietro la montatura rotonda uno sguardo colpito asserì. Senza proferire parola un cenno del capo diede il via alle operazioni. La speranza si era riaccesa. Ora, si trattava solo di tenerla in vita…


4.50 AM

Verde smeraldo era caduta al suolo. Un tonfo accompagnato da qualche nota stonata lo aveva svegliato. Lo spavento non durò molto, giusto il tempo di osservare la Takamine acustica giacere al suolo. Di lì a poco il sonno pareva aver esaurito le proprie forze. Era seduto sul letto. Si grattò la nuca e iniziò a pensare al sogno.

Sfruttando la fresca capacità cognitiva le congetture correvano rapide. Ferrari, che scuderia… un team glorioso… capace di imprese davvero epiche… la storia della Formula Uno… il team più amato. 

“Non vince più, però”.

Il concetto negativo era lì. Realistico più che mai. Malgrado gli sforzi profusi, infatti, da parecchi anni a questa parte il risultato era sempre il medesimo: perdere. 


Fattuale 

Ferrari è una realtà consolidata. Cresciuta a dismisura nei decenni passati, tanto da produrre milioni di euro malgrado i verdetti della pista fossero scarsi. Gli sponsor fanno a gara per avere un posticino sulla scocca delle vetture e forse, alla dirigenza, quella che parla poco e conta il denaro, in un certo qual modo andrebbe pure bene così. Ciò nonostante il reparto corse non si dà pace.

F1
John Elkann, presidente della storica Scuderia Ferrari

Arrotato su se stesso lavora all’unisono per conseguire l’anelito tanto bramato. Poi, un giorno, arriva la FIA. Stravolge il corpo normativo e l’occasione buona si presenta. Gli ingenti proclami sventolati a profusione vengono rispettati e la strada tecnica, quella giusta, finalmente viene imboccata. 


Futuribile

Quattro gare. Tanti sono gli appuntamenti iridati per dare una risposta. Gran Bretagna, Austria, Francia e Ungheria. Sì perché sebbene il mondiale sia ancora lungo, il cambio di tendenza impera. Necessario per ribadire un concetto magari sconosciuto a più: a Maranello credono eccome nel titolo iridato. Lo desiderano fortemente malgrado le frasi di circostanza secondo le quali, nel 2022, un risultato diverso dalla vittoria sarebbe comunque valutato in maniera positiva.

Come sempre nella vita le parole lasciano il tempo che trovano. Binotto lo sa. Tecnici e ingegneri lo sanno. I meccanici pure. L’intera GES figuriamoci. Ma allora cosa serve a Ferrari per ottenere quello che vuole? Semplice: occorre non sbagliare più. O, per lo meno, mitigare gli errori e massimizzare il prodotto. Concretizzare, insomma. 

F1
lo spagnolo Carlos Sainz (Scuderia Ferrari) a bordo della sua F1-75 durante il Gran Premio del Canada edizione 2022

Secondo le informazioni raccolte da FormulaUnoAnalisiTecnica sono pronte le contromisure per affievolire l’impeto Red Bull. Saranno diversi gli up date che verranno proposti nel prossimo futuro. L’intento è quello di allargare la finestra di set up per innalzare le prestazioni in configurazione high fuel. Il target parla chiaro: correggere determinati comportamenti in gara e mettere dietro i bolidi color blue racing

Il recente passato ha messo in luce una caratteristica Ferrari ritrovata: la capacità di aggiornare la vettura. Elemento cruciale per compiere progressi. La fiducia, in tal senso, pare molto alta all’interno della gestione sportiva.

L’ultima spina conficcata nel petto dev’essere rimossa. Parliamo dell’affidabilità meccanica, cruccio dal quale non si può dipendere quando ci si trova immersi in una lotta al vertice. Sotto questo aspetto alcune rettifiche tecniche garantiranno stabilità, fattore imprescindibile per proporre la miglior versione di se, sempre, in ogni tracciato.

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l’attuale campione del mondo in carica Max Verstappen (Oracle Red Bull Racing) dopo la pole al Gran Premio del Canada edizione 2022

Red Bull, d’altro canto, non sta a guardare. I tecnici di Milton Keynes sono al lavoro sull’avantreno della RB18. Mettere in bolla l’anteriore permetterà un comportamento più fluido nelle curve lente, dove la rotazione della monoposto ha palesato incertezze che, di fatto, hanno inficiato negativamente sulla prestazione.

Nel mentre il fattore “dimagrimento” continua ad essere oggetto di attenzione. Se può interessare, ne abbiamo parlato in mattinata tramite uno scritto dettagliato fruibile a questo link

La sfida si preannuncia tosta. È inutile nasconderlo. Benché l’avversario goda dei favori del pronostico, sovvertire la tendenza è ancora possibile. Il tempo c’è, i mezzi per farlo pure. Ferrari è consapevole che le proprie capacità comportamentali nell’arco del week end devono essere potenziate. Si stanno esercitando anche su questo, a Maranello. Il motivo? Smetterla di riempirsi gli occhi con le vittorie altrui…


F1. AutoreAlessandro Arcari – @berrageiz 

Foto: F1  Scuderia Ferrari

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