Verstappen/Hamilton: due diversi modelli di dominio

Una categoria come la F1 non è pensata come uno sport di squadra, nonostante di fatto lo sia. Ogni team è infatti chiamato a vincere il titolo costruttori grazie ai risultato che entrambi i piloti riescono a raggiungere. Gli stessi alfieri che, oltre al lavoro di squadra, devono combattere l’uno contro l’altro per conquistare il titolo mondiale. Il proprio compagno è notoriamente anche il primo nemico, visto che la vettura guidata è la medesima.

Battere chi sta al proprio fianco nel garage non è certo un compito semplice, anche se esistono piloti a cui questa missione sembra riuscire in maniera quasi naturale. L’attuale griglia della massima categoria presenta due dei compagni di squadra più scomodi da trovarsi accanto, ovvero Lewis Hamilton e Max Verstappen. Il sette volte campione del mondo ha da sempre messo in difficoltà tutti, soprattutto con i risultati in pista, mentre il giovane talento di Hasselt ha mostrato una mentalità capace di sbaragliare la concorrenza ed incrinare anche i più forti.


Hamilton e Verstappen: due scomodi compagni di squadra

Arrivare in F1 è il sogno che tanti giovani provano a raggiungere, ma non sempre l’approdo nel Circus si rivela semplice. La pressione che ricade sulle spalle di una nuova promessa è infatti tanta, soprattutto quando di fianco si torva un compagno di non semplice gestione. Piloti come Lewis e Max non sono infatti i più comodi con cui lottare, nonostante l’esperienza di entrambi possa favorire una crescita veloce.

Negli anni si è palesata la capacità dei due fuoriclasse nel battere il proprio teammate. Arrivare a giocarsi, per poi vincere un titolo mondiale non è infatti cosa da tutti e mostrarsi imbattibile è una dote fondamentale per raggiungere tale obiettivo. Ma chi dei due è un rivale più scomodo da avere in casa propria?

F1
Christian Horner a colloqui con Max Verstappen (Oracle Red Bull Racing)

Le differenti carriere hanno portato a battaglie interne ovviamente diverse, con Hamilton che, guardando i soli risultati in pista, appare più fragile rispetto al campione olandese. Il sette volte iridato ha infatti spesso sofferto quei piloti in grado di scalfire la sua mentalità, portando in pista un gioco psicologico complicato da sostenere. Ne sono un esempio Jenson Button e Nico Rosberg, entrambi in grado di creare grattacapi al Re Nero e, nel caso di Rosberg, addirittura di batterlo vincendo un mondiale.

Dall’altra parte anche Verstappen ha iniziato la sua carriera con l’ostacolo dato dal compagno di squadra. Daniel Ricciardo resta, ad oggi, l’unico che è stato in grado di tenere a bada il pilota olandese. Negli anni Max è poi maturato mentalmente, portando a soffrire parecchio i suoi compagni sia in pista che a livello psicologico. Una curva di apprendimento che nel 2021 gli ha permesso di non farsi intimidire dal sette volte campione del mondo, battendolo anche in quel gioco mentale dove l’olandese sembra ora non avere rivali.


Hamilton e Verstappen “imbattibili”: quando i team giocano un ruolo fondamentale 

Il confronto tra i due rispetto ai compagni di squadra non è certo semplice ma, guardando solo a quanto accaduto in pista nel 2022, attualmente si potrebbe optare per un Verstappen migliore di Hamilton. Ciò detto valutato la differenza di età. Il pilota Red Bull ha distanziato fortemente Sergio Perez; al contrario, invece, Russell si trova davanti a Lewis. Un risultato che da un lato sorprende.

Il titolo di pilota “imbattibile” non è però frutto della sola forza dei due contendenti iridati. Nella battaglia interna che avviene in ognuna delle dieci scuderie, anche il team stesso diventa un giocatore fondamentale. Tra Red Bull e Mercedes esiste infatti una grossa differenza nel trattamento riservato ai propri alfieri. Una diversità che, senza nulla togliere all’innegabile talento di Verstappen, ha sicuramente favorito il suo cammino verso questa imbattibilità.

Mercedes in Austria con un primo step evolutivo
Toto Wolff e Lewis Hamilton all’interno del box Mercedes

In casa Red Bull si è sempre prediletta la strada di una prima e di una seconda guida ben definite. Una direzione che, di conseguenza, porta un pilota a svettare sull’altro. Max, che fin da subito ha mostrato un potenziale raro, ha così giovato della scelta del team di Milton Keynes. Una scuderia che ruota attorno ad un solo pilota, infatti, infatti a crescere sia nei risultati che mentalmente; una strada che ha dunque portato l’olandese a rifilare quasi 20 secondi al compagno e non commettere quasi nessun errore. 

In casa Mercedes le cose funzionano invece in maniera diversa. Il team guidato da Toto Wolff ha quasi sempre preferito dare pari opportunità ai suoi due piloti, lasciando a loro il compito di battersi l’uno contro l’altro per emergere e conquistare il ruolo di prima guida.

Una condizione meno semplice ma comunque utile nella formazione di quel pilota che un domani potrà essere campione. Tra Hamilton e Verstappen è dunque difficile, forse impossibile, designare il migliore. Quello che è certo è che un compagno come loro, probabilmente, non sarebbe la prima scelta di chi ambisce a quel titolo mondiale.


Autore: Chiara Zambelli

Foto: F1, Mercedes AMG F1 TeamOracle Red Bull Racing

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