Gp Olanda 2022/Analsi on board Fp3: Ferrari agisce sui gruppi sospensivi e limita il sottosterzo

L’ultima sessione del quindicesimo round di F1 si avvicina. Si tratta di una buona occasione per mettere insieme tutti i dati raccolti nella giornata di ieri, nel tentativo di massimizzare le prestazioni e puntare, se sarà possibile, alla pole position. Questo l’anelito che Ferrari deve necessariamente nutrire per cancellare la nefasta parentesi si Spa-Francorchamps.

I presupposti per ottenere un simile risultato ci sono tutti. Resta da perfezionare ulteriormente la messa a punto, per garantire trazione e velocità di percorrenza corrette per sfidare le due RB18. La Red Bull, ovviamente, non è affatto d’accordo però. Tuttavia il venerdì difficile è già alle spalle e la voglia di rivalsa si palesa. Il gap patito durante le Fp2 non è certo veritiero e ci si attende un prepotente ritorno.

L’ala dei bolidi austriaci è simile a quella utilizzata sulla F1-75, ma il piano principale risulta meno pronunciato. Il motivo è piuttosto semplice: la grande downforce generata dal fondo vettura permette ai tecnici vestiti blue racing di adottare una assetto più efficiente.

Prendendo in esame il confronto fotografico precedente, per di più, notiamo come gli ingegneri capeggiati da Adrian Newey abbiano montato una beam wing con un’incidenza maggiore, per cercare di incrementare il lavoro del diffusore e creare deportanza al retrotreno.


F1. Gp Olanda 2022: live Fp3

Oggi si fa sul serio. Il momento di scoprire le carte in tavola oramai è arrivato. Il team di Maranello, autore di un ottimo avvio di fine settimana, deve confermare la bontà del lavoro messo a segno nelle precedenti sessioni. Secondo le info raccolte da FUnoAnalisiTecnica, Ferrari si aspetta una Red Bull solida e concreta. Per batterla servirà pertanto il massimo sforzo.

I meccanici della rossa stanno ultimando i dettagli per mettere in pista le vetture modenesi. Sono in corso d’opera i soliti check: power unit, sistema ibrido, impianto frenante e trasmissione. Up date sulle condizioni meteorologiche. Temperatura dell’aria 22,7 °C, 28,5 quella della tracciato. Venti moderarti dai quadranti orientali 2,8Km/h, Umidità al 40%.

Il ferraristi stanno per salire a bordo delle monoposto. Tutto è pronto. Si attende solo il via libera per calcare l’asfalto olandese. Si conferma la configurazione al posteriore. Gli alfieri di Maranello abbandonano la pit lane. Ambe due le auto montano un set di Pirelli a banda rossa. Nell’out lap si procede con il warm up sulle mescole, molto curato. Il cambio, come ieri, è ancora settato su Gx position 3. Mode push e si parte con il giro lanciato.

F1
il monegasco Charles Leclerc (Scuderia Ferrari) pronto a scendere in pista a Zandvoort

Concluso il primo tentativo Charles chiede subito un cambio massiccio di carico sviluppabile all’avantreno: “plus 10“. Marcos suggerisce un’uscita migliore alla 12, sottolineando come solo nel T1 perde 1 decimo e mezzo da Verstappen. Per Sainz si parla di attenzione maggiore nel T2. Per il momento le Ferrari sembrano ben bilanciate anche se un po’ di sottosterzo resta. Il porpoising continua a palesare la sua presenza, anche se no va al imitare la prestazione.

Le mappature utilizzate sul motore a combustione interna restano blande. Si procede quindi con un doppio cool down per poi intraprendere un lavoro di constant pushing. L’ingegnere spagnolo di Leclerc corregge la guida del monegasco: apex e uscita su curva 8 e 10 devono migliorare per raggiungere il livello del compagno.

L’ibrido viene ora configurato su Soc 2 per la numero 16 che a differenza di Carlos resta in pista. Lo spagnolo ex McLaren ha preferito interrompere il run per fare il punto della situazione all’interno del garage. Ancora una tornata e anche il pilota di Monaco prenderà la via dei box. Questo primo run ha decretato una buona vettura, più pulita nelle trattorie rispetto alle Fp2. Resta da valutare la differenza di mappatura sulla RB18.

Sainz torna in pista. La sua auto monta un treno di Soft nuove. Parte ora per il suo primo tentativo lanciato del secondo run. Questa volta la PU sembra avere più potenza. Il crono vale la prima piazza. Adami consiglia di avere un approccio più cauto alla 9 per poi gestire meglio la 10. Per questo si valuta un differenziale diverso per questo tratto. Doppia tornata per raffreddare le mescole.

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il monegasco Charles Leclerc (Scuderia Ferrari) a bordo della sua vetture durante le Fp2 a Zandvoort

Nel mentre Leclerc torna alla guida del suo bolide. Compound rossi anche per lui. Il monegasco ha faticato un pelo nel portare in temperature le gomme. Inoltre ha trovato del traffico nel T2 sebbene non sembra averlo infastidito più di tanto. Le modifiche alle barre anti rollio operate sull’avantreno hanno funzionato, così come diverse correzioni al gruppo sospensivo al posteriore. Provvedimento che sommato a più carico ha innalzato le prestazioni delle monoposto italiane. Il miglior tempo del monegasco lo conferma.

Carlos ha abortito il secondo tentativo per un errore, ma si definisce comunque soddisfatto, prima di entrare nel garage, anche se non è stato capace di massimizzare la tornata. Charles chiede ed ottiene ancora più downforce all’avantreno. Effettua pertanto un passaggio in pit lane, dove i meccanici agiscono sull’ala anteriore.

Il programma di lavoro poteva prevedere una rapidissima prova high fuel poi scartata. Pertanto si realizzeranno solamente i consueti test di partenza sul rettilineo principale. Il monegasco userà ancora le Soft come il compagno. Escono ora dai box. Sainz sulla destra, Leclerc sulla sinistra. Bene per entrambi lo stacco frizione. Il nuovo sistema pare funzionare al meglio. Interessante vedere come l’overboot K1 viene utilizzato sino a curva 7, simulando un vero e proprio start.

La congettura finale non può prescindere da un fattore: le prove libere restano pur semper avvolte da dubbi sulle configurazioni utilizzate. Di conseguenza ipotizzare i livelli di performance resta sempre molto difficile. Ciò nonostante dobbiamo rilevare un handling più adeguato in seguito ai cambi sospensivi sopracitati e la diminuzione del sottosterzo ha favorito una guida più fluida.


Autore: Alessandro Arcari – @berrageiz

Foto: Scuderia Ferrari

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