Max Verstappen: un fuoriclasse che non ha ancora completato la sua crescita

Il mondiale 2022 di F1 ha messo in evidenza ancora una volta la forza della Red Bull e del suo alfiere di punta, Max Verstappen. Dopo il primo titolo conquistato nel 2021, il campione olandese è tornato in pista con la consapevolezza di chi l’obiettivo lo ha portato a casa con tanto sudore. Una sicurezza in se stesso che a Verstappen non è mai mancata e che gli ha permesso di sbaragliare la concorrenza vincendo, con due gare ancora da correre, 14 dei GP sui 20 disputati.

Trovare difetti al campionato affrontato dal due volte iridato e dal suo team è complicato. Il talento di Verstappen è innegabile, ma forse per arrivare ad essere uno dei più grandi piloti manca ancora un piccolo passo da fare. A livello tecnico, infatti, il giovane olandese deve ancora completare il suo processo di maturazione. Un ultimo tassello da aggiungere a quel puzzle perfetto che lo metterebbe sullo stesso piano di quei piloti “vecchia scuola” in grado di capire la macchina in ogni singolo aspetto.

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Max Verstappen (Oracle Red Bull Racing) esulta dopo aver ottenuto la pole position nel Gp Messico 2022

F1. Verstappen: un talento puro che manca ancora di conoscenza tecnica?

La fine del campionato 2022 di F1 è ormai vicina. Al termine mancano infatti la gara in Brasile e il finale di stagione ad Abu Dhabi; due appuntamenti con i quali Verstappen ha intenzione di chiudere l’anno battendo un record già conquistato dopo l’ultimo GP. Vincere 14 gare in una sola stagione è infatti un risultato che nessuno negli anni è riuscito ad ottenere. Il giovane olandese ha così superato due pilastri come Schumacher e Vettel, confermando una stagione che lo ha visto il più delle volte imbattibile.

La crescita che Verstappen ha mostrato dal suo esordio in F1 si è ben percepita. Di quel ragazzino, forse ancora un pizzico acerbo per il Circus, oggi resta solo un lontano ricordo. Il talento innato che il campione olandese ha sempre avuto è stato ben coltivato. Nonostante le polemiche relative al budget cap sforato dalla sua squadra è impossibile dire, soprattutto dopo una stagione dominata, che Verstappen il titolo non lo meritasse. A rafforzare questa evidenza arriva anche l’annata del suo compagno di scuderia: Perez non lo ha mai impensierito davvero l’olandese.

A livello di talento e di maturità si può quindi dire che Verstappen abbia raggiunto quell’apice che fin dal suo debutto gli era stato chiesto. Il driver di Hasselt forse però non può dirsi un pilota ancora davvero completo. Quello che manca ad un talento in grado di non avere rivali per quasi un’intera stagione è l’altra caratteristica che rende un pilota completo: la piena conoscenza tecnica. Piloti “vecchia scuola” come Hamilton, Alonso e Vettel sono infatti in grado di comprendere la monoposto in ogni millimetro e di indirizzare di conseguenza i lavori. Una caratteristica che per Max rappresenta ancora una lacuna da colmare. Almeno è questo il giudizio di chi l’ha visto all’opera.

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Sebastian Vettel (Aston Martin) – Stagione 2022

F1. Verstappen, essere completo richiede ancora un ultimo sforzo

Nel mondo dello sport paragonare i campioni è sempre un esercizio complicato. La F1 non appresenta un’eccezione soprattutto per via dei continui cambiamenti tecnici a cui il Circus si è sottoposto. Non solo. La nuova generazione di piloti ha anche una mentalità ben diversa da quei grandi che hanno fatto la storia di questo sport.

Il “difetto” di un pilota come Verstappen è forse proprio questo. Il talento mostrato da sempre in pista è intoccabile, ma la sua crescita non è per nulla terminata. A tal proposito Guillaume Rocquelin, ex responsabile degli ingegneri di pista in casa Red Bull, ha confrontato il giovane olandese con chi di mondiali con il team di Milton Keynes ne ha vinti quattro. Parliamo ovviamente di Sebastian Vettel.

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Max Verstappen (Oracle Red Bull) esca dall’abitacolo della sua RB18 dopo la vittoria del Gran Premio d’Italia 2022

Carattere a parte, Vettel al tempo aveva già una conoscenza tecnica avanzata. Il pilota tedesco, così come altri, è infatti sempre stato in grado di “sentire” la macchina e di direzionare di conseguenza alcuni lavori tecnici permettendo un sensibile miglioramento del mezzo. Una qualità che sulla carta lo rende un pilota più completo rispetto a Verstappen. I grandi della “vecchia scuola” hanno infatti coltivato fin da subito questa caratteristica che ad oggi sembra quasi essere andata un po’ persa.

I giovani talenti infatti badano meno a quelle che sono le sfaccettature tecniche che una monoposto riserba. Meno domande, meno appunti, forse una minor curiosità dettata anche da un mondo al di fuori delle pista che ha un po’ spento la voglia di conoscere e imparare la totalità di quello che si fa. Per arrivare ad essere completi come un Vettel serve però anche questo e il cammino di Verstappen appare dunque ancora lungo.

Non sempre però c’è la volontà di fare un ultimo passo e questo un giorno porterà ad avere piloti ben diversi da quelli pronti a sporcarsi le mani per essere parte di un team e non solo per trascinarlo verso vittorie su vittorie. Un driver, dopotutto, deve essere anche questo.


Autore: Chiara Zambelli@chiarafunoat

Foto: F1, Aston Martin, Oracle Red Bull Racing

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