Abu Dhabi 2022/preview tecnica: efficienza Red Bull, downforce W13 e trazione Ferrari

L’ultimo atto del campionato di F1 2022 sta per arrivare. Una stagione assai deludente per la storica scuderia italiana capace, ancora una volta, di “minimizzare” le ottime doti intrinseche di partenza della vettura. Il terremoto mediatico scatenatosi durante gli ultimi giorni, per di più, non aiuta di certo.

Pare infatti che, nonostante la secca smentita Ferrari attraverso i canali social, la posizione di Mattia Binotto sia piuttosto traballante. Sotto questo aspetto sarà interessante ascoltare le parole del manager di Losanna, presente nel consueto appuntamento del sabato dedicato ai team principal.

Per quanto concerne il fine settimana arabo l’obbiettivo della rossa resta sempre il medesimo: cercare di dare il massimo e, perché no, provare a centrare la vittoria oramai assente dall’estate. A mettergli i bastoni fra le ruote, oltre a Red Bull, la rediviva Mercedes, squadra capace di portare al trionfo un progetto zeppo di problemi dopo un inizio stagionale da incubo.


Gp Abu Dhabi 2022: bilanciamento aerodinamico

Il tracciato di Yas Marina è composto da varie zone guidate sommate ad alcuni che prevedono un’alta velocità di percorrenza. Nel terzo settore, inoltre, troviamo molte curva lente a 90°, tipiche dei circuiti cittadini. Dal punto di vista strettamente aerodinamico, le monoposto più efficienti potranno godere di un certo vantaggio. Le velocità di punta saranno cruciali in gara, nelle fasi di attacco e difesa. Proprio per tale semplice motivo, le vetture che soffrono di eccessivo drag dovranno adottare configurazioni sulle ali più scariche. Niente di nuovo, insomma…

Ferrari e Mercedes sanno bene come “rattoppare” il setup e riuscire ad essere rapidi nei diversi tratti della pista. A margine della considerazione, però, va detto che non sempre è stato raggiunto il giusto compromesso. In questo caso il bilanciamento dovrà essere spostato maggiormente sul posteriore per favorire la trazione. Tale scenario ha spesso favorito la RB18 durante il campionato. La F1-75, al contrario, solitamente si è adattata bene a tracciati dove era richiesto un bilanciamento più avanzato.

L’asfalto di Abu Dhabi è liscio senza la presenza di tediosi bump. Normalmente si tratta di un elemento che potrebbe avvantaggiare Mercedes, in quanto si possono utilizzare piattaforme aerodinamiche molto più stabili. Come abbiamo potuto osservare il team di Brackley è in forte ripresa e malgrado il manto di alcune delle ultime piste, le W13 “B” hanno comunque dimostrato un’alta competitività.

F1
George Russell – Lewis Hamilton (Mercedes AMG F1 Team) a bordo delle redivive frecce d’argento

Le prestazioni ottenute sono in parte figlie della direttiva anti porpoising DT039, sommate alla pletora di continui e fattuali up date prodotti nel corso del campionato. Le frecce d’argento, malgrado il particolare concept sidepod zero, ha dimostrato di possedere molta spinta verticale generata dal corpo vettura. Questo sebbene i tecnici abbia faticato non poco a capire come sbloccare le caratteristiche della monoposto.

Mentre se facciamo un passo indietro, ricordando le caratteristiche della W12, l’arma in più nella lotta con Red Bull era proprio l’efficienza aerodinamica. Abbiamo sottolineato questo fatto per ribadire un conetto molto importante, in F1, a livello aerodinamico: il rapporto tra downforce generata e resistenza all’avanzamento sarà di fondamentale importanza anche qui ad Abu Dhabi.


Gp Abu Dhabi 2022: bilanciamento meccanico

Dal punto di vista meccanico, senza dubbio alcuno, Yas Marina richiede un alto livello di trazione. A tal proposito, considerando i tratti che caratterizzano la F1-75, l’auto modenese dovrebbe essere in grado di offrire prestazioni certamente di rilievo, tenendo presente che Red Bull e Mercedes, durante gli ultimi appuntamenti iridati, hanno mostrato un’accelerazione longitudinale minore.

Tale fattore potrebbe rappresentare un chiaro beneficio per la scuderia di Maranello, assolutamente da sfruttare in quanto, affrontando il tracciato arabo, gran parte del grip prodotto è appunto longitudinale.

F1
Charles Leclerc (Scuderia Ferrari) Sprint Race

Per contro in alcune curve è richiesta una certa precisione all’avantreno, necessaria per consentire ai piloti di salire più agevolmente sui cordoli e sfruttate tutta quanta la pista. Il bilanciamento tra anteriore e posteriore non sarà per nulla facile da ottenere. Sulle vetture con un coefficiente di trazione inferiore, come detto, sarà adottata una messa a punto spostata verso l’asse posteriore, provvedimento che potrebbe generare una diminuzione del grip frontale dando vita al deleterio fenomeno del sottosterzo.


F1. Gp Abu Dhabi 2022: amministrazione compound

Come sempre accade nella massima categoria del motorsport, il fattore pneumatici reciterà un ruolo cruciale ai fini della prestazione, sia per quanto concerne la qualifica che la gara (clicca qui per il meteo del fine settimana).

Le mescole scelte da Pirelli, C3, C4 e C5, fanno parte della gamma più morbida di quelle a disposizione, avendo una finestra di attivazione molto bassa. Il surriscaldamento degli pneumatici, pertanto, sarà una tendenza molto comune a tutte le monoposto del lotto. Di riflesso curare l’outlap sarà estremamente significativo.

Durante la gara l’aspetto degrado reciterà un ruolo centrale in quanto, sebbene liscio, l’asfalto di Yas Marina è parecchio abrasivo con una micro rugosità alquanto elevata. Ecco perché, valutando l’indole negativa della F1-75 a consumare eccessivamente i compound, potrebbero scattare un tyre saving massiccio sulla rossa che, di conseguenza andrebbe ad inibire il passo delle Ferrari.


Autori e grafici: Arcari Alessandro – @berrageiz – Niccolò Arnerich – @niccoloarnerich

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