Zero pod: il concetto aerodinamico del futuro che “spaventa” i tecnici

Dettaglio: sostantivo maschile di vitale importanza nel mondo della F1. Fare la differenza spesso parte da qui. Da un’idea, poi sviluppata attraverso parecchie ore di lavoro che, se resa fattuale, può cambiare le sorti di una stagione intera. Ci ha provato Ferrari approfittando del nuovo corpo normativo. Ci è riuscita Red Bull, dando vita a una monoposto con qualche piccolo difetto poi risolto durante il mondiale terminato di recente.

L’opera d’arte ingegneristica di Adrian Newey ha fatto ancora una volta centro. La RB18 ha dominato gran parte del campionato, battendo l’interessante e incompleto progetto del Cavallino Rampante. Guidato in maniera eccellente da Max Verstappen, il bolide austriaco ha battuto la concorrenza

Tuttavia, con uno sguardo d’insieme più ampio sul panorama tecnico della massima categoria, esiste un altro approccio aerodinamico assai interessante. Parliamo della vettura che sposa il concetto “sidepod zero“, la Mercedes W13 versione “B”.

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il britannico George Russell (Mercedes AMG F1 Team) a bordo della sua W13

Presentate durante la seconda settimana dei pre season test in Bahrain, le frecce d’argento hanno stupito tutti per l’aggressività delle proprie linee. I problemi però non sono certo mancati. Per rendere quasi effettiva questa “folle” idea, i tecnici di Brackley hanno profuso sforzi immani. Alla fine però, a quanto pare, stanno riuscendo in parte a conciliare i sogni con la realtà.


Un team di F1 come lavora e valuta l’operato altrui?

Una scuderia ai vertici studia le soluzioni proposte dai suoi competitor. Le valuta e se ritenute vincenti le copia o adatta al proprio concept. In Formula Uno da sempre tale atteggiamento si muove indisturbato all’interno del paddock. E in molti casi, osservando la storia, ha contribuito non poco verso l’obbiettivo prefissato: vincere.

Durante l’ultimo anno, il reparto tecnico delle varie squadre ha valutato in maniera molto approfondita ogni singola filosofia possibile. Provvedimento necessario per sviluppare non solo la vettura 2022, ma bensì utile per gettare le basi delle future monoposto. Pare superfluo sottolineare quanto fosse importante prendere la decisione giusta in questo contesto.

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George Russell, Mercedes W13, Gp Imola 2022

Nella fase iniziale di progetto verso la nuova era regolamentare 2022, diverse filosofie sono state testate tramite software al CFD. L’obbiettivo era quello di mettere a confronto i risultati ottenuti. Inoltre, fattore di vitale importanza, si trattava di capire, per dirla alla Binotto, quali filosofie godessero di limitazioni inferiori e, di conseguenza, potessero essere sviluppate nel lungo periodo.

Per di più, a differenza di quanto poteva succedere in passato, il fattore budget cap ha di fatto complicato tremendamente lo scenario, in quanto cambiare radicalmente filosofia da una stagione all’altra presenterebbe diverse insidie.


F1: Red Bull “snobba” il concetto Mercedes

Prendendo in esame le recenti osservazioni di Newey, fulgida mente al servizio della F1 da oramai svariate annate, scopriamo che la strada intrapresa da Mercedes non è stata nemmeno presa in considerazione, reputata presumibilmente di complicata applicazione e quindi difficilmente praticabile.

Potremmo definire tale atteggiamento non del tutto corretto, in quanto nel prossimo futuro le ipotesi sviluppate a Brackley potrebbero nascondere margini di guadagno superiori. Adrian ha voluto spiegare come, al momento, “sprecare” importanti risorse per indagare la soluzione zero pod non sia possibile.

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Adrian Newey, capo progettista del team Oracle Red Bull Racing

Pur disponendo di validi software per testare soluzioni innovative come Ansys, peraltro partner tecnico di Red Bull, lo studio del concetto Mercedes richiederebbe troppo tempo, in quanto si dovrebbe simulare la vettura completa per ricercare i limiti di sviluppo.


F1: Mercedes coltiva la filosofia “zero pod”

A quanto appreso dalla redazione di FUnoAnalisiTecnica, per ora non solo Red Bull ma nessun’altra scuderia prenderà spunto o copierà il progetto Mercedes. Questo, ovviamente, a meno che non siano emersi grandi e comprovati vantaggi rispetto ai propri progetti.

A margine di tale riflessione, forse, la verità non verrà a galla nemmeno durante la stagione 2023 e dovremo aspettare i prossimi anni per capire chi ha trovato la visione migliore. Per il momento dobbiamo certamente elogiare il team tedesco capace, ancora una volta, di scovare tra le pieghe regolamentari una soluzione completamente inedita.

Malgrado attualmente tale contesto non abbia prodotto un vantaggio conclamato e la totalità dei benefici non sia stata ancora sfruttata a dovere, il principio “zero pod” potrebbe dare grosse soddisfazioni negli anni a venire, giusto al contrario di molte opinioni comuni…


Autore: Alessandro Arcari – @berrageiz Niccoló Arnerich –@niccoloarnerich  

Foto: Oracle Red Bull Racing – Mercedes AMG F1 Team

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