giovedì, Maggio 30, 2024

La linea di demarcazione che separa nuovi costruttori dalle operazioni di “rebranding”

In F1, la possibile partnership tra Red Bull e Ford rappresenta una novità nelle strategie a lungo termine del team di Milton Keynes (clicca qui per approfondire). La trattativa fallita con Porsche proprio sul filo di lana, sembrava aver consolidato l’autarchia tecnologica della squadra austriaca nel comparto motoristico.

In recenti dichiarazioni Christian Horner ha spesso rivendicato con orgoglio la scelta di produrre tutte le componenti della monoposto nella propria factory, un unicum finora perseguito da Ferrari e Mercedes. La potenziale collaborazione con Ford appare antitetica rispetto alla strategia sposata dal team campione del mondo, in relazione alla produzione delle power unit gestita “in house” dalla divisione Red Bull Powertrains.

Tra l’altro proprio RBPT ha di recente ottenuto l’ok della FIA quale nuovo costruttore, status che garantisce agli uomini capitanati da Horner di poter beneficiare di maggiori investimenti nello sviluppo delle power unit 2026. La perplessità sorge dunque spontanea: quali sono i razionali per considerare un motorista come nuovo costruttore?

F1
I loghi di Red Bull e Ford sulla Sauber C14 nella stagione 1995

Nel recente passato il ritorno del glorioso marchio Alfa Romeo è stata una pura operazione di marketing fortemente desiderata da Sergio Marchionne. Tuttavia, vetture della Sauber, erano presenti solo gli sticker del leggendario brand italiano. La ricerca di nuovi costruttori potrebbe degenerare in operazioni di rebranding che tradiscono lo spirito dei regolamenti sulle power unit 2026? I primi segnali in tal senso non sono confortanti.

La recente manifestazione di interesse avanzata dal gruppo Andretti Autosport si avvale del supporto del colosso americano dell’automotive, General Motors. Tuttavia, nella recente intervista in esclusiva per Formula Uno Analisi Tecnica, Mario Andretti ha anticipato che l’eventuale partecipazione del team nelle prossime stagioni di Formula 1 non è vincolato al marchio Cadillac, ma bensì sarà supportata da Renault almeno per iniziare (clicca qui per approfondire).


F1. Nuovi costruttori o rebranding per mere ragioni promozionali?

A questo punto risulta necessario precisare un fatto: non avendo sottoscritto le normative sulle power unit 2026 entro novembre dello scorso anno, qualsiasi costruttore interessato ad entrare nel Circus dovrà giocoforza programmare il proprio ingresso ufficiale a partire dalla stagione 2027. Pertanto sia Cadillac che Ford potranno unirsi ai costruttori già presenti in Formula 1 con un anno di ritardo.

La fondata preoccupazione di Liberty Media è che sotto le mentite spoglie di “new manufacturer” le scuderie celino semplici spornsorship. Di fatto le tecnologie delle future unità di potenza sarebbero realizzate dai costruttori già presenti in F1. Finora solo Audi ha proposto un business plan convincente sul versante delle future unità turbo ibride.

F1
Il logo Aston Martin sui sidepod RB14

Il rebranding Red Bull datato 2018, anno in cui si iscrisse come Aston Martin Red Bull Racing, o la sponsorizzazione del team Sauber che le consente di presentarsi ai nastri di partenza come Alfa Romeo F1 team Orlen, svilisce la storia dei rispettivi marchi e trasmette un messaggio ingannevole al pubblico meno esperto.

Tutto questo proprio in una fase storica in cui la massima categoria del motorsport ha raggiunto un livello di globalizzazione senza precedenti, ottenendo dei riscontri di enorme successo in mercati dove il pubblico fatica a comprendere le suddette logiche di business.


F1. Il regolamento tecnico parla chiaro

Il regolamento tecnico relativo alle future power unit è molto preciso in merito allo status dei nuovi costruttori. Un nuovo motorista sarà considerato tale se non ha omologato una power unit nel periodo 2014/2021, oppure se non ha ricevuto significative proprietà intellettuali da un costruttore di propulsori che non è un nuovo motorista.

La FIA ha anche contemplato la possibilità che un motorista possa essere riconosciuto “parzialmente nuovo” a discrezione esclusiva della commissione tecnica della Federazione Internazionale. Questo particolare status garantirà minori vantaggi economici e un numero inferiore di prove al banco. I razionali per la qualifica di costruttore parzialmente nuovo si basa su tre fattori: il livello tecnologico delle infrastrutture, il know-how nell’area dei motori endotermici (ICE) e le competenze in campo elettrico (ERS).

La Federazione dovrà verificare se il candidato motorista ha effettiva necessità di effettuare investimenti per la realizzazione di infrastrutture e l’assunzione di personale con esperienze pregresse in F1 e, in aggiunta, il loro know how relativo a costruzione e progettazione di motori endotermici (ICE) ed elettrici (ERS).

A breve termine tanti nodi verranno al pettine e le manifestazioni di interesse per l’ingresso in Formula Uno saranno vagliate dall’organo federale. L’obbiettivo è quello di comprendere e diversificare le candidature in linea con lo spirito del regolamento da altre che, oltre al mero brand, non hanno nulla da offrire alla massima categoria del motorsport.


Autore e render: Roberto Cecere – @robertofunoat

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