venerdì, Marzo 1, 2024

Aston Martin/Honda: un blocco tecnico che spaventa la F1

La notizia, anticipata da molti focus presenti sulle pagine di Formula Uno Analisi Tecnica, era nell’aria e ora è divenuta ufficiale: Aston Martin e Honda si sono dette di sì. Il matrimonio sarà consumato nel 2026, all’alba della nuova rivoluzione regolamentare che stavolta investirà anche le power unit che saranno semplificate nell’architettura con l’abolizione dell’MGU-H.

Il percorso, che con gli annunci ufficiali ha trovato finalmente uno sbocco, era stato tracciato quando il colosso nipponico dell’automotive aveva deciso di mollare la F1. Un processo dal quale è scaturita l’interruzione del rapporto con la Red Bull che si è accasata con Ford nel tentativo di creare un nuovo modello vincente. Ma Sakura non aveva abbandonato l’idea di essere ancora protagonista nel 2026, dopo che la F1 ha stabilito quella semplificazione di cui sopra che va più incontro alle esigenze tecnico-commerciali della “Grande H”.

In questo momento di passaggio, in cui Honda è partner di Milton Keynes, l’ex direttore tecnico di HondaToyoharu Tanabe, è rimasto a capo di un piccolo gruppo di ingegneri che hanno rappresentato l’azienda nelle riunioni del gruppo tecnico della F1 riguardanti la definizione dei regolamenti relativi ai propulsori del futuro. Una porta sulla serie che non si è mai chiusa, quindi. 

Honda
Toshihiro Mibe, amministratore delegato Honda

Ma non finisce qui. Masamitsu Motohashi, che ha sostituito Tanabe a fine 2021, ha completato la sua ultima gara a Melbourne come capo delle operazioni a bordo pista della Honda per tornare in Giappone col fine di portare la sua esperienza al gruppo F1. Un passo che spiega come si stesse preparando alacremente il campo alla permanenza nella massima serie dell’automobilismo sportivo.

Motohashi si è fatto latore del messaggio inviato da Toshihiro Mibe, che due anni fa è diventato Amministratore Delegato del gruppo nipponico. Colui il quale, in parole semplici, ha iniziato a rivedere la decisione presa dai predecessori: quella di dire addio al Circus dei gran premi.


Honda: perché rimanere in F1?

Ma cos’è che ha convinto i colletti bianchi di Sakura a ritornare sui propri passi dopo che, tre anni fa, apparivano irremovibili nelle loro idee? Perché Honda presenzia stabilmente alle riunioni del comitato tecnico sulle regole del 2026 e ha contestualmente mantenuto un piccolo gruppo che lavora anche sulla definizione di queste norme?

Semplice, le regole sui carburanti sostenibili e quelle che portano ad una maggiore potenza elettrica derivante dall’MGU-K con la contestuale abolizione dell’MGU-H sembrano andare incontro alla parabola tecnica che il colosso nipponico sta descrivendo nell’automotive. A Honda serviva un alleato per mettere in partica i suoi piani rivisti. E’ così che Aston Martin ha vinto la concorrenza della McLaren, realtà che per mesi sembrava in predicato di rinverdire i fasti di una collaborazione che negli anni ’80 fu molto prolifica.

Toshihiro Mibe, nella nota che ratificato, durante la nottata italiana, l’accordo tra le parti ha evidenziato che sono proprio sostenibilità e semplificazione gli elementi che hanno indotto al ripensamento : “Uno dei motivi principali per cui abbiamo deciso di accettare questa nuova sfida in F1 è la scelta di diventare una serie sostenibile, in linea con gli obiettivi che stiamo perseguendo per la riduzione delle emissioni di carbonio.

“Inoltre – ha proseguito il dirigente nipponico – la piattaforma faciliterà lo sviluppo delle nostre tecnologie di elettrificazione. Riteniamo che il know-how che acquisiremo in questa nuova sfida potrà essere applicato direttamente alla produzione dei nostri futuri veicoli elettrici di serie. Honda e Aston Martin condividono la stessa determinazione per raggiungere le vittorie. Insieme cercheremo di conquistare il titolo di campione del mondo, come Aston Martin Aramco Honda”. 

Aston Martin
la power unit Mercedes 2023 montata sull’Aston Martin AMR23

Aston Martin – Honda: accordo tecnico-commerciale

Perché proprio Aston Martin e non McLaren? Innanzitutto per ragioni commerciali. Oggi Aston Martin e Mercedes sono due società che si contendono lo stesso segmento di mercato automobilistico. Il matrimonio con Honda spezza questa contraddizione commerciale. La partnership, dunque, potrebbe evolversi in scambi tecnologici nel reparto produttivo, il che sarebbe vantaggioso per entrambe le parti.

Ma ovviamente la ragione principale del legame che si propone essere un blocco potentissimo che già spaventa i competitor è la vittoria. Lawrence Stroll è ossessionato dal trionfo ed ha investito fior fiori di quattrini senza cavare il ragno dal buco. Ma il magnate canadese non demorde e lo dimostra ciò che sta mettendo su a livello strutturale. Honda è stata affascinata da questa determinazione e per tale motivo ha mollato la pista che portava a Woking.

La scuderia di Silverstone è in procinto di inaugurare la nuova sede che va a pensionare la storica factory fondata da Eddie Jordan. Il trasferimento sarà graduale visto che entro fine mese alcuni uffici saranno operativi. Tom McCullough, performance director della squadra, sostiene che la nuova struttura offrirà notevoli vantaggi visto che si tratterà di una realtà unipolare che consente di superare i problemi dati dal modello attuale è composto da diverse strutture non direttamente interconnesse.

Farà una differenza più grande di quanto si possa immaginare, anche solo per la comunicazione. Ci si imbatte in persone alla stessa postazione caffè, agli stessi bagni, ci si confronta con le persone con cui si lavora a stretto contatto. Al momento siamo in edifici diversi, addirittura in siti diversi“, aveva spiegato l’ingegnere che ha posto anche l’accento sulla nuova galleria del vento che arriverà nel 2024 inoltrato.

Aston Martin
La nuova sede della Aston Martin in fase di ultimazione

Oggi Aston usa quella di Brackley di proprietà della Mercedes da cui si commiaterà a fine 2025. Anche in questo caso la parola d’ordine è integrazione poiché la struttura nuova sorgerà accanto ai capannoni che stanno via via andando a regime. “Se si ha un problema o si impara qualcosa, ci si può fermare, tornare indietro, produrre nuovi pezzi e riaccenderla”.

Questo dà una flessibilità extra. Si può operare davvero sette giorni su sette. Al momento, il tempo a disposizione nel tunnel è limitato, quindi bisogna essere molto attivi e non si può reagire velocemente. Ma quando hai la galleria del vento sul posto chi disegna i pezzi è nell’edificio accanto. Questo aiuterà sicuramente la comunicazione“, aveva spiegato McCullogh.


Aston Martin – Honda: l’impatto sulla F1

Aston Martin e Honda non scherzano affatto. La scuderia, come dimostrato, sta impiantando strumenti all’avanguardia in una sede rinnovata; Honda intende continuare a vincere come ha sottolineato Mibe quando ha riferito che l’obiettivo dichiarato è il campionato del mondo.

Lawrence Stroll è stato altrettanto chiaro nei target stabiliti dal legame: “Vorrei dare il benvenuto ad Honda e HRC nel team Aston Martin. Condividiamo lo stesso slancio, la stessa determinazione e la medesima ambizione per avere successo in pista. La Honda è un colosso e il suo successo nel motorsport è radicato nel tempo ed è impressionante. Vorrei ringraziare Mibe, Watanabe e HRC per il futuro entusiasmante che ci attenderà a partire dal 2026″.

La scuderia britannica, con l’operazione Honda, è riuscita a creare un blocco esclusivo che somiglia molto a quello che ha portato la Red Bull a strappare gli allori iridati alla Mercedes. E non è un caso se la campagna acquisti di Stroll, Whitmarsh e Krack si stata effettuata proprio a Milton Keynes dove è stato “pescato” Dan Fallows la cui mano si è vista chiaramente sulla AMR23 che così bene sta facendo nel campionato in corso.

Da qui al 2025 il team non potrà fare altro che crescere in infrastrutture e sul fronte tecnico mentre Honda non “perderà la mano” alla F1 continuando su un doppio binario: da un lato il supporto alla Red Bull, dall’altro l’implementazione della nuova power unit che nel 2026 si prefigge di vincere sin da subito. Gli avversari sono avvisati: un nuovo top team si profila all’orizzonte e bisognerà moltiplicare gli sforzi se si vorrà avere la meglio di aziende così ambiziose ed affamate.


Autore: Diego Catalano – @diegocat1977

Foto: F1
, Aston Martin, Honda Racing

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