domenica, Maggio 19, 2024

Ferrari, Marc Gené: l’uomo che sussurrava al Cavallino Rampante

Marc Gené: “La Ferrari SF 23 non ha più veri punti deboli“. Giuro, quando l’ho letto non ci credevo. Intervenuto sul canale Twitch di Soy Motor, il nostro ha spiegato, parlando della rossa: “Ora è tempo di fare buone gare e salire sul podio quando possibile. L’Ungheria dovrebbe essere per noi una buona pista. Ora andiamo alle gare con una mentalità diversa, non abbiamo più dei veri e propri punti deboli sulla nostra vettura”. Quale mentalità? Quella dell’Inghilterra, con la paura ad attanagliare il muretto Ferrari?

Davvero la SF-23 non ha più punti deboli? Anche lì, insomma… Tuttavia, ad essere sincero, ho ripensato a una cosa… Una mia cara amica, con cui ogni tanto guardo un gran premio, domenica scorsa se ne è uscita con questa frase felicissima: “Vorrei essere amata come Gené ama la Ferrari“. Ammetterete che è un amore totalizzante il suo. L’ultimo a criticare, il primo a elogiare. Quello capace di trovare in mezzo a una pioggia di pupù un motivo, che vede solo lui, per essere contenti.

E non tiratemi fuori che è stipendiato dalla Ferrari. E’ vero, ma l’amore non si può fingere! E lì mi si è aperto un mondo. Ho realizzato che se Pascoli oggi fosse vivo, non scriverebbe il saggio “Il fanciullino” (pubblicato nel 1897, dove spiegava la sua poetica), ma scriverebbe il saggio “Il fanciullino Gené”. Detto in sintesi, dai è domenica, siete in relax e potete sorbirvi una micro lezione di letteratura: per Pascoli il poeta è tale se riesce ad emozionarsi, ad essere autentico.

Ognuno di noi è stato fanciullo (quindi buono per definizione e senza odio ne’ rancori), ma crescendo tendiamo a perdere quella voce interiore che si stupisce e meraviglia in continuazione a causa dei ritmi della vita moderna, delle ansie, delle preoccupazioni e via discorrendo. Il poeta (o la poetessa) riescono a tenere viva quella meraviglia e quello stupore anche da adulti.

Ferrari
Marc Gené a colloquio con Charles Leclerc all’interno dei box Ferrari

In realtà il pensiero pascoliano è assai più complesso, ma ci basta questo per ora. Fine delle lezione. E capite perché mi si è aperto un universo pensando a Marc. Perché lui è la quintessenza dell’amore indefinito verso la Ferrari e dell’ottimismo sordo a ogni crudele realtà e dello stupirsi sempre nuovo. E se Steve Jobs (anche lui c’entra con Pascoli) era diventato il maestro del cosiddetto effetto “WOW“, Gené sarà ricordato per il suo “WOA“, spesso condito da: “Non ho mai visto questo Callo!” .


Ferrari, Gené: l’amore incondizionato fa straparlare

In realtà il nostro, preso dall’enfasi, non ricorda che magari quelle cose sono già successe. Ma non conta, per lui come per il poeta immaginato da Pascoli è sempre la prima volta. E un cielo stellato, di per se stesso, ogni volta suscita emozioni nuove. Credo di non aver mai sentito Marc affranto o demoralizzato. E se è accaduto, immagino gli sia passata in un attimo. E in quel momento il suo pensiero sarà andato sicuramente al Cavallino Rampante.

Gené, classe 1974, catalano, pilota forse non dal talento assoluto ma di grande qualità, palmares mica male (ha vinto anche l’edizione 2009 della 24 ore di Le Mans e la 12 ore di Sebring del 2010) dal 2005 entra nell’orbita Ferrari prima in qualità di collaudatore F1 e poi di ambasciatore del marchio, per non abbandonarla più (la Ferrari intendo).

Ferrari
Carlo Vanzini (Sky Sport F1) con Marc Gené (Scuderia Ferrari) in cabina di commento

E da quando la F1 è approdata su Sky, è diventato un commentatore fisso, rigorosamente con la camicia d’ordinanza rossa e lo stemma del cavallino rampante. Qualcuno potrebbe obiettare che non è il massimo avere un dipendente Ferrari a commentare un gran premio, ma come potremmo noi negarci il suo incrollabile ottimismo anche quando la Ferrari naviga nelle retrovie?

Altre costanti di cui tenere conto: nonostante la sua lunghissima e attuale militanza in un team italiano, non riesce ancora a coniugare correttamente gli ausiliari italiani avere ed essere e usa in maniera estremamente creativa le preposizioni semplici e articolate della nostra lingua. Mi direte, ma cosa vuoi che sia… d’altronde la scuderia italiana sui social comunica quasi esclusivamente in inglese! Vero. E poi, l’ottimismo è il sale della vita! E allora viva Marc Gené! WOA!


Autore: Mariano Froldi – @MarianoFroldi

Immagini: Scuderia Ferrari

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1 commento

  1. Bravo! 🙂
    almeno Lei un poco d’italiano avrebbe potuto scriverlo meglio… perché credo che Lei sia Italiano 🙂
    Un saluto

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