martedì, Giugno 18, 2024

Ferrari: Pirelli non sembra aver capito il proprio prodotto

Pirelli fa le gomme, Ferrari le usa. Osservando con occhio attento la visione d’insieme di un fine settimana di F1, ci rendiamo conto che il Cavallino Rampante, rispetto ad altre scuderie, fa una fatica enorme nel gestire le mescole. Contesto che non si riferisce alla sola campagna agonistica 2023. Parliamo infatti di una relazione parecchio travagliata tra le parti che ha trovato il solo punto di incontro nell’oramai lontano 2013, prima della rivoluzione “silverstoniana” che cambiò totalmente gli equilibri del campionato.

All’epoca il costruttore di proprietà cinese si arrogò il diritto di cambiare la costruzione dei compound. Senza “chiedere il permesso” alle scuderie sfruttando la clausola relativa alla sicurezza, il provvedimento distrusse in toto le velleità di successo di due squadre in concreto: Ferrari e Lotus, le uniche vetture che all’epoca si dimostrarono capaci trattare con garbo le “calzature”.

A distanza di anni la storia si ripete. Lo fa guarda caso proprio nel medesimo scenario: Gran Premio di Inghilterra. Questa volta la motivazione indotta riguarda il salto qualitativo inaspettato delle vetture di nuova generazione riferito all’innalzamento della spinta verticale inaspettato delle attuali monoposto. Il cambio non è di proporzioni bibliche e per dovere di cronaca possiamo dire che nessun pilota ha mosso lamentele. I valori in campo non sono cambiati affatto.

Ferrari
Charles Leclerc (Scuderia Ferrari) percorre il complesso delle Becketts a bordo della sua SF-23 durante il Gran Premio d’Inghilterra edizione 2023

Tuttavia c’è chi ancora un volta pare scontento. La questione non si riferisce direttamente alla variazione recentemente apportata sugli pneumatici, ma bensì alle informazioni offerte da Pirelli concernenti il loro prodotto 2023. “Indicazioni per l’uso” che non convincono affatto la storica scuderia italiana tanto che Vasseur, senza troppi fronzoli, lo afferma candidamente.


Ferrari, Vasseur punta il dito: la colpa è del gommista

Il progetto 675 non funziona come dovrebbe. Sottolinearlo significa scadere nella banalità. Ciononostante risulta corretto farlo in quanto, addossare le colpe a Pirelli di una cattiva amministrazione delle coperture non pare corretto. C’è però una questione che non può e non deve passare in sordina. Al contrario va sottolineata: le varie impostazioni da adottare in gara sull’utilizzo delle gomme suggerite dal fornitore unico sono quasi sempre erronee.

I calcoli relativi ai compound da utilizzare per poter godere della strategia più rapida durante la corsa vengono prodotti in base ai dati forniti dai team. Se le evidenze raccolte dalle squadre non sono corrette, pertanto, difficilmente il risultato dell’analisi sarà veritiero. Sebbene resti da capire “la divisione delle colpe” all’interno di tale contesto, il risultato comunque non convince nessuno.

Ogni domenica la nostra redazione si incarica personalmente di realizzare una preview strategica, tramite la quale possiamo senza dubbio corroborare le parole del team principal di Maranello. Il manager di Draveil sostiene che criticare a posteriore è una pratica “villana” nel suo svolgimento. Questo perché, basicamente, secondo il nostro, se il numero di tornate disponibili in gara di una precisa mescola non corrisponde alla realtà, i briefing deputati alla scelta strategica delle gomme risultano fortemente avvelenati da questo aspetto.

Ferrari
Frederic Vasseur, team principal della Scuderia Ferrari

Frederic indica come una delle cause primarie della brutta prova inglese l’aspetto suddetto, sommato alla presenza di un vento trasversale che “rompeva” la struttura vorticosa della SF-23 causando squilibri aerodinamici. Al netto dei fatti, a quanto pare, il team principal della Ferrari pare convinto che gli stessi tecnici della Pirelli non capiscano appieno il proprio prodotto, in relazione ai punti di carico imposti dalle vetture e relativa pressione di esercizio durante il rotolamento dello pneumatico.

Tenendo presente che per il francese i dati forniti dalle scuderie sono più che attendibili, semplificando il concetto, come possono gli ingegneri del reparto dinamico deputati alla gestione gomme della Ferrari capire come utilizzare i compound se, a quanto sostiene Vasseur, la prima a fornire informazioni fuorvianti sulle strategie risulta la stessa Pirelli? Il quesito è di quelli importanti e al momento, in attesa di ulteriori conferme, non trova risposta.


Autore: Alessandro Arcari – @berrageiz

Immagini: Scuderia Ferrari

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