Vittoria Ferrari a Singapore: Sainz ha vinto alla Sainz

Carlos Sainz, con la Ferrari, ha vinto alla Lauda. No, ha vinto alla Prost. Non ho conosciuto Lauda (ero piccino) e ho conosciuto Prost. Le gare e le macchine erano comunque diverse anche nel 1993, ultimo titolo di Alain. Al di là dei facili e inevitabili paralleli storici, credo semplicemente che Sainz abbia vinto alla Sainz. E credo che sia, la sua a Singapore, una di quelle vittorie che faranno scuola, che resteranno negli annali. Di certo la sua vittoria più bella sino ad ora.

In pratica Carlos si è conquistato la pole e poi si è fatto trovare pronto in ogni momento della gara, potendo gestire le sue gomme con parsimonia (nella prima parte protetto da Leclerc). Ed ha avuto ben chiaro cosa sarebbe accaduto negli ultimi giri. Così ha pensato, strategicamente, di usare quel maledetto marchingegno che si chiama DRS e che ha come naturale funzione quella di favorire i sorpassi, se tu che stai seguendo un avversario sei sotto al secondo, in modo creativo e “difensivo”.

E sta qui la genialità (che fosse una precisa scelta lo ha confermato lo stesso Carlos). Vincere senza combattere. Sun Tzu approverebbe. In pratica: Norris non ha velocità di punta per superarti e il circuito non lo agevola. Tu gli lasci prendere DRS rallentando volutamente (si tratta di frazioni di secondo) e lui così può difendersi dalle due Mercedes che hanno più ritmo, hanno il DRS a loro volta ma non avranno abbastanza velocità da superarlo.

Semplice, efficace, geniale e anche garibaldino. Perché devi sperare che Norris non faccia casini. Forse non ho reso l’idea di quanto sia stata sopraffina la gestione di Carlos negli ultimi giri, ma è stata un piccolo grande capolavoro. Tra l’altro ciò fa pensare che Carlos, se necessario, ne avesse per difendersi dalle Mercedes. Ma perché rischiare? Il capolavoro di Carlos nobilita tutto il fine settimana e impedisce all’astronave Red Bull di continuare con il suo filotto che sembrava infinitamente noioso.

Ferrari Sainz

La Red Bull RB19 potrà pure vincerle tutte da qui sino alla fine. Ma una squadra, almeno una volta, l’ha battuta. Si chiama Ferrari. Come accaduto nel 1988 a Monza, quando la corazzata aveva sempre un motore Honda ma si chiamava McLaren, ed in circostanze assai più fortuite e romantiche, la Ferrari fece doppietta e fu, quella, l’unica gara persa dalla McLaren MP4/4 (15 gare vinte su 16). Abbiamo già scritto che per entrare platealmente nella storia la Red Bull avrebbe dovuto fare il record “esagerato”. Ora non può più riuscirci. Resterà sempre una delle monoposto più vincenti in assoluto. Ma non la più vincente. Ed è un poco merito di Ferrari.

Tornando con i piedi per terra, alla fine dei conti si tratta di misera e magra consolazione, soprattutto se si pensa ai roboanti proclami iniziali che giungevano da Vigna a Maranello. Ma intanto una gara la si è vinta. E non per sfortune altrui, ma costruendola sin dal fine settimana con un assetto azzeccato che ha limitato gli evidenti difetti della scorbutica SF-23B, aiutata in ciò anche da un circuito che ne poteva esaltare i pochi pregi (efficienza aerodinamica, trazione).

Chi ha perso la grande occasione, mentre Red Bull vagava per i pascoli dell’irrilevanza (almeno per questo fine settimana), è stata la Mercedes. Che ha sì, stabilmente, un ottimo ritmo gara, ma è meno performante in qualifica. Certo, mi direte, c’era l’incognita Russel, secondo. E il team di Maranello questa volta ha architettato tutto per bene, con Leclerc che partendo con le calzature più morbide ha bruciato Russel proteggendo Sainz.

Francamente, visto che non c’è nulla di importante per cui lottare, se non qualche vittoria di tappa e forse il secondo posto mondiale, a me importa poco di chi vinca. Purché sia una Ferrari. Ma arrivo anche a dire che non so se Charles avrebbe potuto gestire e pensare ciò che ha fatto volutamente Sainz. Semplicemente perché sono due piloti diversi. Uno dannatamente veloce, l’altro più solido e pragmatico. Soprattutto con una monoposto che non è facile da portare al limite.

Non ho alcun problema a pensare (e ribadire) che Charles sia globalmente superiore a Sainz. Ma negli ultimi due fine settimana è stato Carlos a fare il top driver. Poco male. Sono problemi di “abbondanza” di cui non ci si deve preoccupare se una volta va al massimo l’uno, un’altra l’altro… Pensate invece a chi ha Max e Checo… Se scompare Max, quasi sempre Checo naufraga.


Gp Singapore 2023: Ferrari vince alla Sainz

Sainz. Voto: 10 e lode. Ne ho già parlato, inutile dilungarsi…

Ferrari Sainz

Ferrari. Voto: 10. Non c’è molto da imputare, non sto a spaccare il cappello su chi meriti di più fra il pilota e la squadra. Avevano un piano in testa e lo hanno messo in pratica.

Leclerc. Voto: 7. Non è colpa sua né del team essere uscito nel traffico. In ogni caso solido quarto posto e altri punti in classifica costruttori.

Russell. Voto: 9. La voleva tantissimo questa vittoria, lo ha sbandierato ai quattro venti. Ed ha peccato di esuberanza. Ma preferisco questi piloti a quelli che fanno il compitino. Sempre.

Hamilton. Voto: 7. Sornione.

Max Verstappen. Voto: 6. La macchina non ne voleva sapere di funzionare, eccettuato a fine gara (quando però tutti gli altri stavano gestendo). Un fine settimana storto può capitare a chiunque. Anche Max e la RB19 sono umani, forse…

Ferrari  Sainz

RB19: Voto: una volta tanto fa il catorcio. Speriamo si ripeta nuovamente e frequentemente…

Adrian Newey: “Dobbiamo capire cosa è successo!”. Ti prego, Binotto, resta in quel corpo!

Alonso. Voto: 5. Involuzione spaventosa della sua Aston Martin. E lui non lo manda a dire…

Tsunoda. Voto: karma. Il pilota non s’è presentato dagli steward (Red Bull è proprietaria di Alpha Tauri), probabilmente per non danneggiare Verstappen. E il karma non gli ha fatto fare neanche un giro. Partito e ritirato. Perfetto.

Ferrari Sainz

Commissari FIA.: Sottozero. Tre impeding, due abbastanza solari, neanche una sanzione a Max. Qualcuno ha scritto: “Non è una punizione abbastanza pesante partire undicesimo? Confondendo le sanzioni con le posizioni conquistate in griglia, che sono due cose diverse. Ma soprattutto… perché ogni volta le stesse infrazioni vengono punite in modi diversi?”

Francamente questo sta diventano un problema gigantesco. Max e la RB non avevano certo bisogno di questi “favoritismi” (se lo sono stati volutamente o meno, poco cambia). E soprattutto questa continua mania interpretativa, la mancanza di uniformità, rende lo sport meno serio, meno onesto. E dà voce ai “complottisti”. Non se ne esce senza una riforma radicale di direzione di gara/commissari. Ma in Fia paiono non sentirci da quell’orecchio…

Nuovi interventi su flessibilità di fondo e ali decisi da Tombazis. Voto: hanno funzionato? Qualcuno imputa l’improvvisa debacle di Red Bull alle nuove “norme” in materia di elasticità di alettoni e simili. Non credo possa aver inciso. Soprattutto in un circuito che non premia l’aerodinamica. Vediamo a Suzuka, circuito vero.

P.S.: Suzuka probabilmente rimetterà a posto i valori in pista, soprattutto per l’insaziabile Max Verstappen. E poi, vuoi che la Honda faccia brutta figura a casa sua? Nel frattempo, però, salutatemi Marko. Con tanto, tanto affetto..

Autore: Mariano Froldi – @MarianoFroldi

Immagini: Scuderia Ferrari

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