giovedì, Giugno 13, 2024

McLaren: il nuovo wind tunnel offre riscontri incoraggianti

La McLaren è stata indubbiamente una delle sorprese della stagione 2023. E se ciò accade è per la capacità di recupero che ha mostrato in corso d’opera. La MCL60 è una vettura nata male, problematica, che Andrea Stella, neopromosso team principal in sostituzione di Andreas Seidl volato ad Hinwil, non aveva esitato a bocciare dopo i test invernali del Bahrain, momento dal quale è partita una rivisitazione tecnica che ha portato il mezzo nella direzione delineata l’anno passato dalla Red Bull.

La vettura dal concepimento tribolato era nata nel vecchio impianto della Toyota Gazoo Racing Europe sito in Colonia che gli ingegneri della scuderia che fu di Ron Dennis utilizzavano dal 2010. Una collaborazione lunga col colosso nipponico formalmente terminata con l’inaugurazione del nuovo impianto ma che potrebbe proseguire sotto altre forme.

Il team principal italiano aveva spiegato che tante cose della macchina di quest’anno sono rilevanti anche per il modello 2024. Ma, nonostante ciò, la monoposto attuale non sarà più messa in galleria del vento che verrà dedicata per intero alla nuova auto. La vettura per la prossima stagione, quindi, nascerà per intero nel nuovo impianto di Woking

McLaren
Paragon, la sede della McLaren Racing

Il wind tunnel è operativo da qualche settimana e, in fase di testing calibrativo, ha visto la presenza di tecnici di stanza in Germania che hanno contribuito a supportare McLaren nell’attivazione della nuova struttura. La conferma fu data nei giorni scorsi dall’amministratore delegato della TGR-E, Rob Leupen, che spiegò come nel processo di integrazione della nuova galleria siano stati coinvolti gli uomini Toyota.

Una dinamica piuttosto normale visto che, nel corso degli anni, il rapporto tra McLaren e l’equipe di Colonia è andato oltre il normale  utilizzo della struttura. Entrambe le parti hanno fatto in modo che il sistema rimanesse aggiornato, sviluppandolo continuamente. Un lavoro che ha accresciuto le competenze delle parti e che è stato fondamentale per definire l’impianto di Woking che alla fine della pausa estiva è entrato a regime.

Ma ormai l’esperienza tedesca è alle spalle. McLaren aveva bisogno di una struttura nuova, al passo coi tempi e soprattutto integrata nella fabbrica inglese. Il wind tunnel di Woking, dunque, si è reso necessario sia per avvicinarsi alla sede, tagliando tempi e costi, sia per testare modelli più grandi a velocità più elevate. 

Con le ore contingentate la galleria diventa uno strumento confermativo di quanto osservato nelle analisi computazionali, non si può perdere troppo tempo per valutare diverse variabili. Ogni secondo diventa quindi prezioso. Il modello che solcherà le 24 piste del prossimo mondiale sarà dunque il primo a nascere per intero in casa senza che sia esternalizzata la fase di test nella sede di Colonia. 

F1
Interno del wind tunnel di Brackley, Mercedes AMG F1

McLaren: superati i timori sulla mancata continuità dei due impianti

Stella, prima che l’impianto diventasse del tutto operativo, si era detto tranquillo circa gli eventuali problemi di correlazione tra galleria e macchina fisica perché il lavoro di validazione della struttura era stato seguito in maniera certosina. La galleria è stata progettata con alcuni criteri per migliorare la correlazione con la pista, cosa che le prime corse hanno confermato.

Alla base dei progressi compiuti dalla MCL60 c’è una nuova modalità operativa che prevede l’accorpamento delle funzionalità interne di cui l’avvicinamento della galleria del vento è il perno concettuale. “Comodità logistica” e alleggerimento degli oneri finanziari sono i due vantaggi tangibili che emergono in questi giorni e che alla lunga potrebbero dare molte più risorse ad una scuderia che cova grandi ambizioni. 

Il modello 2024, la sua versione embrionale, è già oggetto di test presso il McLaren Technology Centre. Gli ingegneri, che hanno raccolto dati dall’evoluzione della MCL60, hanno capito che è necessario far evolvere il telaio e alcuni altri aspetti del layout della vettura per sfruttare ulteriormente l’aerodinamica in un’interazione tra aree che è uno dei motivi del successo della Red Bull RB19, la stella polare da seguire.  

“Più sai, più puoi fare”, ha spiegato Andrea Stella che ha ribadito che ora hanno capito quali elementi erano inefficaci e in quale direzione andare: “Ora siamo più informati, e quindi dovremo effettivamente modificare il layout della vettura per il prossimo anno incassando più benefici aerodinamici. Abbiamo iniziato a lavorare sullo sviluppo della vettura 2024 nella nuova galleria del vento, e questo processo è stato molto fluido”.

McLaren
McLaren

I feedback che stanno arrivando sono molto incoraggianti, cosa che determina una certa fiducia sul futuro imminente che si chiama 2024: “Eravamo pronti ad affrontare alcune anomalie ma in realtà è stata davvero una buona continuità tra il lavoro che stavamo facendo in Toyota e quello che stiamo svolgendo al McLaren Technology Centre. Ovviamente ha un enorme vantaggio dal punto di vista logistico e sull”impatto finanziario“.

Anche se la F1 pensa di bandire le gallerie del vento (si dice dal 2030, ma non c’è certezza), questi strumenti sono ancora indispensabili per le scuderie che investono soldi e tecnologie e, nelle opportune sedi, provano a far cambiare idea a chi vorrebbe una categoria virtualizzata anche nella sfera progettuale. Quel tempo non è ancora giunto e per tale ragione McLaren, con le nuove strutture, ritiene di aver posato una pietra pesantissima nella lunga rincorsa al vertice.


Autore: Diego Catalano – @diegocat1977

Foto: F1
, McLaren

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