domenica, Marzo 3, 2024

Red Bull spinge sulla PU: obiettivo mantenere il vantaggio acquisito

E’ possibile migliorare un progetto come la Red Bull RB19 che rasenta la perfezione? Ovviamente sì, ma bisogna considerare il contesto e le catene normative che non sono così semplici da spezzare. Nel 2024 i rivali di Milton Keynes saranno più agguerriti che mai, anche perché si dicono convinti di aver capito come operano le creature di Adrian Newey tanto da pensare di poterne mutuare e applicare i principi di funzionamento. 

I miglioramenti a cui andrà incontro la RB20 devono essere parametrati necessariamente a quelli che eventualmente saranno i rivali che, partendo da più lontano, potrebbero avere un margine di recupero più ampio.

Poi ci sono i lacci regolamentari che non permettono di lavorare in libertà sul fronte economico e tecnico. Gli effetti incrociati del cost cap e dell’Aerodynamic Test Regulation sono parecchio penalizzanti per i primi della classe che, pur avendo scontato le afflizioni della penalità somministrata dalla FIA l’anno scorso, hanno pur sempre meno margine di manovra rispetto ai concorrenti.

Red Bull
La Red Bull RB19di Max Verstappen che si è esaltata durante le qualifiche del Gp del Giappone 2023

Red Bull: la cura del dettaglio per mantenere il vantaggio

Red Bull, considerando quanto su esposto, potrebbe fare una fatica nera a replicare un 2023 costellato di record. L’obiettivo di Chris Horner e ciurma è quello di vincere ancora. Farlo anche in maniera dominante? Dettagli non di prim’ordine anche se da quelle parti a nessuno dispiacerebbe marchiare a fuoco la categoria con un’altra stagione a scappare veloce come una lepre mal braccata. Una cosa è certa: sarà necessario moltiplicare gli sforzi per mantenere un margine sulla concorrenza. Per farlo serve il contributo di tutti, anche di chi si è promesso ad un rivale e, a rigor di logica, non avrebbe interessi a spingere sull’acceleratore dello sviluppo. 

Senza troppi giri di parole, è Honda che può rappresentare quell’elemento che può dare un’ulteriore spintarella allo slancio della scuderia fondata da Dietrich Mateschitz. Come? I regolamenti in materia di progressi motoristici sono rigidissimi. L’anno scorso gli sviluppi sono stati del tutto congelati, condizione che perdurerà fino al 2026 quando la F1 abbraccerà la nuova era propulsiva. Le uniche deroghe ad uno schema cementato riguardano il superamento di eventuali problematiche relative all’affidabilità.

Il meccanismo è complesso e prevede la presentazione di progetti che la FIA deve valutare e sottoporre agli altri costruttori prima di dare l’avallo definitivo. Ma, nonostante ciò, il costruttore del Sol Levante ritiene che si possa ancora fare qualcosa per migliorare quel gioiellino che il V6 installato sulle Red Bull e sulle AlphaTauri. A darne conto è stato direttamente il presidente di Honda Racing, Koji Watanabe, che ha affermato che l’azienda che dirige lavorerà con Red Bull Powertrains per migliorare l’affidabilità della power unit.

Red Bull - Honda
Koji Watanabe, CEO di Honda Racing

Ciò sta a significare che si rimarrà necessariamente all’interno dei regolamenti vigenti che limitano gli aggiornamenti relativi a potenza e prestazioni. Nonostante queste restrizioni, Watanabe è persuaso del fatto  che ci siano ancora dei margini di manovra per fare dei progressi in altri aspetti cruciali del motore:

In termini di potenza e prestazioni, non siamo autorizzati a fare alcun miglioramento ma possiamo ancora fare progressi in altre aree”, ha spiegato il dirigente a De Telegraaf. Per supportare la sua tesi ha portato alcuni esempi tangibili: “La Ferrari ha sviluppato il motore in modo significativo e anche l’ERS (Energy Recovery System) di Mercedes è molto forte. Miglioreremo anche il nostro motore per il prossimo anno in termini di durata. Quindi, c’è sicuramente di più in cantiere“.


Honda “sfrutta” Red Bull per favorire la crescita di Aston Martin

Honda, anche se divorzierà ufficialmente dalla Red Bull alla fine del 2025 è grata alla scuderia (sentimento ampiamente ricambiato a Milton Keynes) per i successi ottenuti in una sinergia alla quale, nelle battute iniziali, in pochi credevano. “Come Honda, siamo onorati di lavorare con Red Bull e Max Verstappen che è già uno dei più grandi piloti nella storia di questo sport. Capisce molto bene la cultura giapponese e quindi quella Honda. Gli ingegneri della nostra fabbrica lo adorano. È stato qui un paio di volte per vedere l’intero processo di sviluppo e visitare la fabbrica di Sakura. Il fatto che i nostri ingegneri abbiano avuto l’opportunità di parlare con lui li ha motivati ancora di più“.

Aston Martin
Fernando Alonso a bordo della Aston Martin AMR23 durante il Gran Premio del Giappone 2023

Al di là di questi normalissimi e sinceri atti di stima, Honda non intende fermarsi per due ragioni. La prima, più scontata, è che le vittorie portano ritorni d’immagine – e quindi economici – esorbitanti. La seconda è che molte delle tecnologie oggi in uso, specie sulla quota endotermica, possono essere riversate sulle propulsioni di nuova generazione. 

Il colosso giapponese vuole offrire ad Aston Martin, realtà in grande espansione al di là di una seconda parte di mondiale non in linea con le attese, un V6 turbo-ibrido subito competitivo per essere la base di un pacchetto immediatamente vincente. Se ciò accadesse, Honda sarebbe percepita come il vero artefice dei successi Red Bull. Cosa che oggi avviene in misura minore visto che risulta offuscata dal genio di Adrian Newey e dal talento smisurato di Max Verstappen.


Autore: Diego Catalano – @diegocat1977

Foto: F1, Oracle Red Bull Racing, Aston Martin

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