domenica, Marzo 3, 2024

Red Bull, progetto RB19: scelti i tratti tecnici migliori. Perez si adatti

Il tema è caldo e forse anche oltremisura inflazionato: chi conta di più tra Max Verstappen e la Red Bull nel dominio che Milton Keynes sta imponendo alla nuova F1 voluta da Liberty Media e concepita dalla Federazione Internazionale dell’Automobile? Dilemma irrisolto e forse irrisolvibile che riconduce all’eterna ed altrettanto inevasa questione: è più importante il pilota o la  macchina?

Non è questa la sede per rispondere a queste domande. Anche perché, forse, una risposta vera e scientifica non esiste. Ciò che è concreto, invece, è quell’alchimia che viene a crearsi tra il conducente e il mezzo che governa, un mix che in alcune circostanze diventa mortifero per una concorrenza letteralmente annichilita. Ma come si è arrivati a ciò? E’ stata una mossa programmata e che ha deliberatamente favorito Verstappen, o si tratta di qualcosa avvenuto in via incidentale? 

Il solo sorgere di questo interrogativo racconta che molti credono che in Red Bull, proprio per mettere in condizioni ancora migliori un talento di proporzioni smisurate come quello di Verstappen, si prendano strade tecniche che lo esaltino, mettendo il compagno di turno in una situazione che definire scomoda è riduttivo. Contro questa vulgata piuttosto diffusa si è scagliato Chris Horner che non ci sta a sentirsi dire che il suo team avrebbe favorito Max rispetto a Sergio Perez costruendo la vettura RB19 attorno alle abilità dell’olandese.

Red Bull
Max Verstappen (Oracle Red Bull Racing) festeggia la decima vittoria consecutiva – Gp Italia 2023

Red Bull favorisce “scientificamente” Max Verstappen?

La macchina sarebbe quindi neutra, è semplicemente Max a “leggerla” meglio: “Mostra una totale mancanza di comprensione di come si sviluppano una macchina da corsa e una squadra se Toto pensa che stiamo sviluppando una vettura attorno a un singolo pilota”, ha spiegato il team principal replicando alle osservazioni di Wolff secondo cui la macchina era cucita addosso all’olandese come fosse un abito sartoriale. 

Sviluppi un’auto per essere il più veloce possibile; a volte le macchine veloci sono difficili. I buoni piloti che si vedono in condizioni di bagnato, condizioni miste, condizioni variabili. I piloti d’élite si adattano rapidamente. E penso che una delle sue abilità chiave sia la capacità di Max di adattarsi al feeling e ai livelli di grip che una vettura gli dà”, ha proseguito Horner.

Il manager, quindi, afferma che non esiste alcuna parabola di sviluppo atta a soddisfare un pilota specifico. L’imperativo è progettare e costruire l’auto più veloce in ottemperanza a quanto impongono le simulazioni, le analisi computazionali e la galleria del vento.

Quel che afferma Horner è vero, ma all’interno del team sono emerse dinamiche che parzialmente confutano queste tesi. Che la RB18, il modello che rappresenta la base di sviluppo della versione 2023 che sta facendo incetta di vittorie, sia stata fatta evolvere intorno alle caratteristiche di Max Verstappen l’hanno detto Paul Monaghan e Pierre Wachè in tempi non sospetti. La cosa è accaduta in via incidentale secondo i due tecnici perché le caratteristiche richieste dall’olandese alla fine offrivano maggiori margini di miglioramento. 

Red Bull
Lewis Hamilton (Mercedes AMG) e Valtteri Bottas (Alfa Romeo Racing) “ispezionano” la Red Bull RB18 durante i test invernali 2022

Red Bull: la parabola di sviluppo delle vetture è andata incontro alle esigenze di Verstappen

La vettura pesante e tendente al sottosterzo vista nelle prime fasi del 2022 ha cambiato personalità via via che è stata alleggerita e che è progredita aerodinamicamente. L’anteriore poco preciso è diventato sempre più solido con il retrotreno ad assecondare i movimenti in un delicatissimo bilanciamento di forze. Condizione, questa, che ha portato le macchine anglo-austriache fuori dalla comfort zone di pilotaggio di Sergio Perez che ha dovuto scontare anche un altro tipo di deficit oltre quello tecnico: la mancanza di fiducia nel suo team ben rappresentata da Helmut Marko che ne continua a mettere in discussione la permanenza.  

Basta fare un flashback a metà luglio 2022 per trovare solidi riscontri. La prima creatura “next gen” di Adrian Newey, ad un certo punto, ha preso una strada tecnica tale da condizionare negativamente le prestazioni di Perez. Lo ammise l’ingegnere capo Paul Monaghan secondo cui la Red Bull doveva essere in grado di trovare il modo di rendere le caratteristiche della monoposto più gradite al messicano. Dal Gp del Canada qualcosa iniziò a cambiare. Cosa verificatasi a seguito del fitto programma di update proposto dalla scuderia austriaca. Più la vettura diventava performante nelle mani di Max meno lo era in quelle di Sergio.

A Milton Keynes avevano capito che l’unico, vero, modo per sbloccare prestazioni era andare in quella direzione di sviluppo che producesse maggiore precisione dell’anteriore limitando drasticamente il sottosterzo. Esaltare il “vecchio comportamento”, secondo stime fatte in fabbrica, non avrebbe condotto a nulla di buono. 

Monaghan, preso atto della situazione, riferì che in Red Bull non era stato fatto un passo deliberato per rendere l’auto non di gradimento del pilota di Guadalajara. Ecco alcune dichiarazioni datate 15 luglio 2022 che sembrano ancora attualissime: “All’interno di un insieme abbastanza ristretto di regolamenti tecnici che limitano la libertà di manovra se trovi un modo per migliorare lo applicherai se è nei tuoi limiti finanziari. Potrebbe essere che durante l’implementazione degli strumenti sia stato più facile per Max adottarli. Forse il suo stile di guida è un po’ più adatto di quello di Checo al nuovo contesto, ma dovrebbe rientrare nelle nostre capacità quella di trovare qualcosa che sia un po’ più di suo gradimento”. 

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Oracle Red Bull Racing F1: l’abbraccio tra l’ingegnere capo Paul Monaghan e Max Verstappen

A Red Bull di certo non mancano le capacità per definire una linea di sviluppo piuttosto che un’altra. Si è scelto di preferire quella più proficua che va in assonanza col driving style di Verstappen. È assolutamente normale che una scuderia faccia scelte politiche e tecniche del genere per massimizzare i profitti sportivi.

I fatti stanno dando ragione a chi ha stabilito che la RB18, prima, e la RB19, poi, dovessero essere auto “comode” per Verstappen e non per Perez. Max ha le stimmate dei campioni veri e quando si può contare su un professionista del genere è automatico incentrare la vita del team sulle sue necessità. E’ tutto piuttosto chiaro, basterebbe ammetterlo. E la cosa non ridimensionerebbe di un millimetro lo straordinario lavoro che sta svolgendo il leone di Hasselt 


Autore: Diego Catalano – @diegocat1977

Foto: F1
, Oracle Red Bull Racing

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