Gp Singapore 2023/Analisi on board Red Bull: una RB19 spenta abdica alla Ferrari di Sainz

Max Verstappen e la Red Bull affrontano il gran premio più difficile della stagione. E non tanto per la posizione di partenza, ma per le prestazioni offerte da una RB19 irriconoscibile che è stata addirittura estromessa dalla Q3. Nel “clan” di Milton Keynes, per la prima volta in campionato, non c’è fiducia e si ascoltano parole votate all’incapacità di capire cosa sia davvero accaduto per trasformare una macchina perfetta in un mezzo dal posteriore incontrollabile e dall’anteriore poco preciso. Le vecchie virtù che mutano in nuove paure.

Con queste premesse Verstappen, che scatta dall’undicesima piazzola, cerca di raddrizzare un weekend nato storto e che rischia seriamente di spezzare la striscia di quindici vittorie consecutive che la Red Bull ha avviato ad Abu Dhabi 2022. Prima di calarci nell’analisi on board osserviamo le condizioni ambientali al momento dello start:

Temperatura asfalto: 37°C.
Temperatura aria: 30°C.
Vento: 1 km/h da Sud.

Red Bull
Max Verstappen (Oracle Red Bull Racing) – Gp Singapore 2023

Gp Singapore 2023/Analisi on board Red Bull: lo start e le prime fasi di gara

Prima di raccontare l’evento dal punto d’osservazione di Verstappen guardiamo quali sono state le sue scelte di pneumatici per il primo stint di gara. L’iridato punta sulla gomma hard, un’opzione deviante rispetto a quella operata dalla maggioranza dei piloti che hanno puntato, come prevedibile, sulla media. Durante il giro di schieramento Lambiase comanda due lunghi burnout prima che l’olandese si fermi nella sua piazzola.

Lo scatto della Red Bull n°1 è cauto. Max si tiene lontano dai rischi per non compromettere la sua rimonta.

L’olandese non perde tempo e si mette subito a caccia della zona punti. Al passaggio n°3, quando si può usare il DRS, troviamo Max in nona posizione. Le comunicazioni sono scarne e si limitano ai distacchi. In questa fase Max è in un trenino di vetture che hanno tutte la possibilità di aprire l’ala mobile. La cosa complica i piani di rimonta per il campione del mondo che non può che attendere per aggredire.

Il sorpasso su Magnussen, che vale l’ottava piazza, arriva al giro 6 quando la Haas esce dalla zona DRS.

Lambiase avverte il pilota di chiudere il gap con Esteban Ocon. Max, con gomma hard, deve sia gestire la durata del primo stint (che dovrebbe essere molto lungo), sia aggredire per non perdere troppo terreno. Situazione complessa.

Al giro 11 Max è in zona DRS su Ocon ma il francese può parimenti aprire l’ala perché segue Alonso. Il pilota decide di non rimanere in aria sporca e si mette a distanza di sicurezza in attesa degli eventi. Dopo sei giri la situazione è sostanzialmente invariata ma il francese della Alpine non può più attivare il DRS perché Fernando ha guadagnato un piccolo margine. Nonostante ciò Max non affonda e poco dopo si apre in radio lamentandosi delle gomme.

Al passaggio 19 il primo momento da gestire: è deliberatala safety car. Tutti gli altri ne approfittano, Max prosegue e si trova d’un tratto in seconda piazza alle spalle di Sainz che ha montato gomma hard.

Al termine del passaggio 22 la SC rientra e Max deve difendersi da un Russell su gomma fresca. L’olandese resiste ben poco agli attacchi della W14 n° 63. Il copione si replica poco dopo quando è Norris a passare. Al passaggio 27 Max deve cedere anche a Hamilton e poco dopo a Leclerc.

Le prestazioni di Verstappen crollano. Lambiase comunica il passo del battistrada Sainz. Non giunge replica. E’ chiaro che si sta provando ad allungare lo stint iniziale per effettuare una sola sosta. A metà gara la situazione è la seguente:

Max si apre in radio e dice “I’m driving on ice“. In effetti la RB19 è parecchio scivolosa e i tempi lo confermano. “STRAT-8” gracchia la radio.


Gp Singapore 2023/Analisi on board Red Bull: la sosta ai box e la seconda fase di gara

Dopo uno stint mostruosamente lungo, Verstappen si ferma per cambiare le gomme al passaggio n°41. Copertura media per il bi-iridato che precipita in quindicesima piazza in una strategia che per ora non ha pagato. Adesso apprezzeremo il ritmo della RB19 che si mette a caccia di punti.

Al giro 43 Ocon è fermo dopo Curva 1. La direzione gara delibera VSC. L’olandese, fresco di switch gomme, non si ferma ma recupera un paio di posizioni per la sosta dei suoi rivali più vicini.

Tornata 46: la VSC termina. Max è undicesimo a ridosso della zona punti. Ci entra due tornate dopo quando si beve l‘Alfa Romeo di Zhou. Subito dopo scala in nona piazza con un comodo sorpasso su Hulkenberg mettendo nel mirino Lawson che viene superato al giro 52.

La rimonta di Max è lenta ma inesorabile. La pratica Piastri viene archiviata subito: P7. Il massimo a cui la RB19 n°1 può puntare è la sesta piazza occupata da Gasly. Al giro 58 il francese capitola. Verstappen, all’ultimo giro, scala in quinta piazza per l’errore di Russell che, nel tentativo di superare Norris, va a muro.

C’è molto da analizzare per Red Bull dopo una gara opaca e senza mai essere stata in lotta per il podio. Un RB19 involuta che cede il passo per la prima volta in stagione. Tra sette giorni il Circus è di scena in Giappone, uno dei temi caldi sarà capire se gli uomini di Milton Keynes avranno trovato il bandolo della matassa di una situazione tecnica fattasi improvvisamente complicata.

Ecco l’ordine d’arrivo del Gp di Singapore 2023:

Red Bull

Autore: Diego Catalano – @diegocat1977

Foto: F1TV, Oracle Red Bull Racing

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