domenica, Marzo 3, 2024

Mercedes: ritrovare la coesione tra reparti per riprendere il cammino

Può un meccanismo perfettamente sincronizzato iniziare a perdere colpi senza preavviso? A chi non è capitato di possedere uno strumento che, improvvisamente, ha smesso di funzionare. Questo è più o meno quanto accaduto alla Mercedes, un’equipe che per otto anni è stata il riferimento indiscusso per la F1. Poi, con un tonfo rumorosissimo, la stella (a tre punte) è caduta spegnendosi e lasciando tutti stupefatti. 

Pochi, infatti, si attendevano che la Formula Uno di nuova generazione, quella delle auto basate sull’effetto Venturi, sancisse la resa totale a quella Red Bull che nel 2021 aveva beffato all’ultimo istante un Lewis Hamilton che pregustava l’ottava corona iridata che oggi è un’amara ossessione. Due anni di stenti sportivi quelli dei detentori della striscia di vittorie di titoli più lunga della storia che hanno logorato alla fondamenta una struttura che si riteneva emblema e simbolo di perfezione. Benchmark primario che si trasforma in un paradigma che di colpo diventa sinonimo di incapacità di reagire.

E proprio questo è l’elemento che, più di ogni altro, lascia sorpresi. In due stagioni intere, nonostante gli sforzi, Mercedes non ha saputo reagire per provare ad insidiare i rivali. Proprio per questo, nella prima fase di un campionato che si è chiuso in seconda piazza con un vantaggio esiguo (tre punti) sull’altra grande delusione stagionale, la Ferrari, è stato necessario serrare i ranghi e ridare le chiavi in mano ad un tecnico che ha contribuito a scrivere pagine importanti nella saga Mercedes: James Allison.

Mercedes
Ex direttore tecnico del team Mercedes Mike Elliot

Il responsabile tecnico del team (e di due vetture non di certo valide), Mike Elliott, è stato prima promosso in altre e più fumose mansioni che investivano progetti non meglio definiti in un arco temporale indeterminato per poi essere salutato con un accordo di facciata che non ha convinto proprio nessuno. Forse nemmeno chi l’ha scritto in tono amichevole per offrirlo ai media. 

L’ex ingegnere ferrarista, strappato al progetto vela Ineos in cui era stato piazzato da Jim Ratcliffe, uno che da quando è arrivato in Mercedes non ha goduto di chissà quali vittorie, ha da qualche tempo il compito di rilanciare l’azione di un team spentosi prima nell’anima che nelle vicende tecniche. 

James Allison è in sella per ristrutturare i comparti aziendali  più che per indicare la nuova direzione tecnica. Cosa che invero ha già fatto quando ha deciso di cestinare le forme slanciate per rincorrere qualcosa che somigliasse di più alle linee definite da Adrian Newey con la RB18 prima e poi affinate con la RB19 dei record. 


Mercedes: Allison deve ricostruire la fiducia dei reparti aziendali e allontanare “dinamiche distruttive”

Al podcast People Performance, il britannico ha assicurato che il suo lavoro ha riguardato la riorganizzazione e non la tecnica pura. L’obiettivo? Ridare unità operativa ai diversi dipartimenti che dopo il 2021 hanno preso a muoversi quasi come schegge impazzite. Allison come un direttore d’orchestra, quindi.

Mercedes
James Allison (Mercedes AMG F1 team)

Quando un gruppo di lavoro vince per tanti anni mantenendo un livello altissimo e poi subisce un calo, questo è disorientante per tutti. Essere battuti da un’altra squadra e vedere che il cronometro non ti dà più ragione può minare le fondamenta. Si viene investiti di una pressione a breve termine che può scuotere l’organizzazione interna del team”. 

“Le persone vengono richiamate all’azione, ma anziché lavorare sempre in sintonia può succedere che dinamica del veicolo, aerodinamica e progettazione inizino a operare a compartimenti stagni alla ricerca delle soluzioni a tutti i problemi”.

Ecco spiegati i motivi di una crisi tecnica che si spera sia in via di superamento. Perché se non si ritrova quella compattezza primordiale, la Red Bull – e le avversarie accorrenti – rischiano di prendere il largo più di quanto sia accaduto nei due anni precedenti. 

“Se non si sta attenti – ha sottolineato lo specialista di Louth – tutti iniziano a lavorare a testa bassa e si smette di parlare tra di loro. Ritengo che siamo entrati in queste dinamiche distruttive quando abbiamo perso il titolo nel 2021 e la squadra si è frammentata più del dovuto“.

Su cosa si è quindi concentrato il lavoro di Allison dal suo ritorno in pianta stabile dopo un paio di anni di servizio part-time? Sostanzialmente sul far da collante tra i principali ingegneri che guidano le divisioni più importanti dell’azienda. 

Allison ha riferito, testuali parole, che queste figure dovevano tornare a parlarsi di più tra di loro per cercare di togliersi di dosso un po’ di pressione. E’ anche questo ciò che fa un direttore tecnico di lunga esperienza e con un palmares di trofei molto ricco: “Nulla a che vedere con dadi, bulloni, molle, ammortizzatori, ali o fondi vettura. Il mio ruolo è stato quello di riunire i responsabili dei settori alla base della genesi della macchina per far sì che tutti loro tornassero a parlarsi”.

Mercedes
Lewis Hamilton (Mercedes AMG F1 Team) – Gp Messico 2023

Gli effetti di questo lavoro organizzativo – e perché no psicologico – si dovranno vedere nel corso del campionato prossimo. Ma già ora, a Brackley e Brixworth, sede del Mercedes AMG High Performance Powertrains diretto da Hywel Thomas, altra figura che è stata chiamata a dare di più, si respira un’aria diversa. E le continue sortite atte a stimolare lo spirito di squadra da parte di Lewis Hamilton non fanno che confermarlo. 

Sembra lontana la stagione del rinfaccio, quando il pilota affermava di essere in controtendenza rispetto agli altri membri del tema nel chiedere l’abbandono del concept zero sidepod. Ora si rema tutti nella stessa direzione grazie alle nuove carte nautiche fornite dal “marinaio” James Allison.


Autore: Diego Catalano – @diegocat1977

Foto: F1, Mercedes AMG F1 Team

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