domenica, Aprile 14, 2024

Mercedes W15: sospensione anteriore “variable rear leg” per modificare la % di anti-dive

Mercedes, dopo due anni al di sotto delle aspettative ha partorito la W15. Una monoposto di F1 nata da un foglio bianco, perché l’impostazione zero pod e derivati non era all’altezza della situazione. Una delle prerogative di questa vettura, voluta fortemente dal reparto che si occupa della dinamica del veicolo, risponde al nome di sospensione posteriore. Un lavoro mirato che vede la comparsa dello schema push-rod al retrotreno della vettura tedesca, provvedimento che sta creando qualche grattacapo di troppo alla scuderia pluripremiata.

Gli on board in questo caso non mentono, strumento straordinario per capire il comportamento dell’auto in pista. Tramite le telecamere che ci forniscono una visuale dall’interno, possiamo rilevare il lavoro svolto da Lewis Hamilton e George Russell sul volante della vettura. Si nota uno scarso feeling perché l’handling dell’ultima opera di ingegneria aero-meccanica di Brackely, almeno per il momento, pare fare le bizze. Un’auto “dispettosa” in certi frangenti che non consente ai suddetti di massimizzare il rendimento.

Mercedes W15
Lewis Hamilton (Mercedes AMG) perde il posteriore della W15 in ingresso di curva 1 – Test F1 Bahrain day 2

Prendendo in esame la Mercedes W15 durante i pre-season test, la nostra redazione ha messo sotto la lente di ingrandimento una caratteristica molto interessante e solitamente inusuale. Dalle foto scattate in Bahrain, infatti, possiamo osservare come il triangolo superiore della sospensione collocata all’avantreno è stato modificato. Per farlo i tecnici hanno lavorato sul secondo braccio (rear leg) del wishbone superiore. La posizione di questo link è fondamentale per variare la percentuale di anti-dive installato.


Mercedes W15:

Durante i test, pertanto, gli ingegneri hanno abbassato ulteriormente questo braccio, responsabile in forma diretta della messa a punto dell’anti-dive che, di riflesso, diventa una variabile e non più un dato fisso con cui avere a che fare. Ricordiamo che, tramite la vista laterale della monoposto, prolungando i triangoli si trova un centro di beccheggio la cui posizione è fondamentale. Di fatti, la differenza in altezza tra questo centro e quello di gravità determina la lunghezza del braccio delle forze d’inerzia.

Lo stesso discorso che abbiamo già fatto per il rollio, ma in questo caso parliamo di beccheggio, per cui una rotazione attorno a un altro asse. In base all’inclinazione del triangolo, determinata dal secondo braccio, si varia la posizione relativa del centro di beccheggio rispetto al centro di gravità. Questi valori determinano la dinamica del veicolo e qualsivoglia piccola variazione può determinare ù

grandi cambiamenti nel comportamento.

In linea generale il cinematismo della sospensione non viene modificato. Gli aggiustamenti riguardano gli elementi interni. Probabilmente, lo scorso anno, quando a Montecarlo Mercedes ha aggiornato la sospensione, era già emersa la necessità di variare la percentuale di anti-dive, parametro importante anche per la gestione del fondo. Per questo hanno progettato un secondo braccio che potesse essere “traslato” verticalmente in base alla necessità.

Parliamo di un parametro in più da mettere a punto che, se gestito al meglio sotto stretta indicazione dei piloti, può aiutare in grande misura a trovare la corretta quantità di anti-dive durante l’arco del week end. Scopriremo presto se questo tratto distintivo della Mercedes W15 sarà un parametro che subirà diversi cambiamenti anche durante la stagione. Oppure si tratta di un aggiustamento definitivo messo in atto nei test pre-stagionali, con l’obiettivo di validare il lavoro dello schema sospensivo push-rod montato all’anteriore della vettura.

In ultima istanza una considerazione concernete ai fatti. Considerando i problemi di set-up che tecnici anglo-tedeschi stanno incontrando per tarare la sospensione posteriore, tenendo presente che la nuova cinematica ha modificato la motion ratio da quest’anno, non è da escludere che gli accorgimenti apportati all’avantreno possano aiutare nel bilanciamento della piattaforma aerodinamica della monoposto che, sino ad ora, ha mostrato una certa instabilità assai indigesta sull’asse posteriore.


Autori: Alessandro Arcari – @berrageiz – Niccoló Arnerich – @niccoloarnerich 

Immagini: Mercedes AMG F1 Team F1TV

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