lunedì, Luglio 22, 2024

Red Bull RB20: coerenza tecnica sommata ad alcune novità

Red Bull sta ultimando la RB20 dopo aver dominato la campagna agonistica 2023. La banalità di apertura sottolinea il livello raggiunto dalle vetture austriache. Una RB19 solida in qualunque scenario, capace di performare al massimo delle sue possibilità sempre e comunque, esclusa la parentesi Singapore. Per il resto un’auto che ha dettato legge essendo una “sola” evoluzione della RB18, in quanto il reparto tecnico di Milton Keynes ha migliorato e corretto le basi del progetto 2022.

L’impostazione operativa scelta ha prodotto un’auto al di sopra delle aspettative anche se, diciamolo, le alte scuderie top ci hanno messo del proprio insistendo su concetti limitanti. Da un parte Mercedes che sino a maggio scorso ha nutrito la filosofia “Zero Pod“, fallita miseramente. Dall’altra una Ferrari che ha creduto fortemente ai dettami realizzati nella prima stagione delle wing car, per poi, dal Gran Premio di Spagna, creare una sorta di ibrido tra principi aerodinamici.

Un aiuto verso Red Bull ha fatto quindi presenza, scuderia che si è permessa il lusso di non aggiornare la sua vettura dall’estate in poi, continuando a vincere indisturbata sebbene con meno superiorità. Ragion per cui i campioni del mondo in carica hanno dedicato più tempo e risorse alla RB20. Parliamo di un aspetto che “spaventa” gli avversari, sebbene i protagonisti che dovranno difendere il titolo in facciano trapelare un certa preoccupazione.

Red Bull RB20
Scatto dall’alto dedicato alla RB19 di Max Verstappen (Oracle Red Bull Racing), in azione durante il Gran Premio di Singapore 2023

Eppure Horner e Newey non sono poi così sicuri di continuare a inanellare trionfi senza problemi. Al contrario il genio di Stratford-Upon-Avon nutre alcuni dubbi verso il futuro. Questo non significa che il britannico sia insoddisfatto del lavoro svolto, ma l’inquietudine che il resto dei team possa aver realizzato un salto competitivo più alto esiste. D’altronde una squadra che ha sofferto un “ritardo prestazionale”, se azzecca i nuovi dettami può dar vita a margini di miglioramento più grandi.


Red Bull RB20: la strada della perseveranza abbracciata da Adrian Newey

Vincere è sempre difficile in F1, ma confermarsi lo è ancora di più. Lo sa bene il buon vecchio Adrian, unica vera mente brillante che abita il paddock. Durante gli ultimi mesi il gruppo di lavoro diretto dal britannico ha dovuto prendere una decisione ben precisa. Le strade percorribili erano due: perseverare il diktat che ha reso grande Red Bull aggiornando i concetti fondamentali utilizzate sino ad ora, oppure dare spazio a un equipe parallela per studiare nuove concezioni tecniche sulla quali costruire la monoposto.

La RB20 sarà svelata il 15 Febbraio. Un unveiling attesissimo tenendo presente chi sta dietro alle soluzioni aerodinamiche e meccaniche 2024 prodotte dalla scuderia austriaca. Nell’arco temporale dedicato alla progettazione della prossima opera di ingegneria erede della strepitosa RB19, il piano operativo è stato accompagnato dal suddetto dilemma: perseverare i recenti dettami o studiare nuove soluzioni ancora più fattuali. Propendere per la prima ipotesi dando continuità la scelta.

Red Bull RB20
Adrian Newey – Oracle Red Bull Racing

“Approccio che vince non si tocca” verrebbe da dire, in quanto la terza creatura dell’era wing car nasce sulla falsa riga delle precedenti. Questo sostiene Adrian al podcast Red Bull Talking Bull. Tuttavia, considerando che sebbene si tratti di un risorsa audio/video interna è comunque fruibile a chiunque, svelare tutti i segreti della vettura 2024 “non era cosa”. Motivo per il quale, malgrado la continuità progettuale farà senza dubbio presenza, un paio di soluzioni innovative faranno presenza.

Per di più, a quanto appreso dalla nostra redazione, un buona fetta degli sforzi profusi riguarda l’ulteriore comprensione degli schemi sospensivi per due ragioni: integrare maggiormente tali componenti con l’aerodinamica della RB20 per ottimizzare la struttura vorticosa e, contestualmente, garantire una dinamica del veicolo più effettiva per gestire al meglio le altezze da terra, discriminate sostanziale per garantire la corretta generazione di carico in tutte le fasi di marcia.


Autore: Alessandro Arcari – @berrageiz

Immagini: Oracle Red Bull Racing

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