Charles Leclerc leader delle qualifiche del Gp del Belgio

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Dopo quattro settimane di sosta forzata la Formula Uno ritorna sul circuito più affascinante dell’intero calendario. Non mancano le novità nel paddock di Spa Francorchamps, a partire dal clamoroso scambio di sedili tra Alexander Albon e Pierre Gasly di cui tanto si è discusso nei giorni precedenti, per finire al mercato che vede un Valtteri Bottas confermato, un po’ a sorpresa, in Mercedes, Esteban Ocon accasarsi in Renault e Sergio Perez rinnovare per ben tre anni con la Racing Point. Queste le questioni di “corredo”, nel frattempo la pista ha già emesso il proprio verdetto: Charles Leclerc leader delle qualifiche del Gp del Belgio.

Su una pista stranamente molto calda per gli standard delle Ardenne tardo-agostane (41,5 i gradi dell’asfalto, 29 quelli dall’aria) è la Ferrari, rispettando le previsioni pre Gran Premio, ad imporsi ad una concorrenza apparsa intontita almeno fino alla Q2. Una SF90 in versione “dragster”, condizione figlia e frutto di un concetto aerodinamico che massimizza l’efficienza e che ha consentito ai piloti di Maranello di contare su due monoposto con velocità di punta strabilianti al rilevamento delle speed trap. Ma la novità è rappresentata anche da un secondo settore, quello più guidato, in cui la Rossa si è difesa alla grande. In virtù di questi elementi Charles Leclerc, alla terza pole stagionale, mette in riga la concorrenza col tempo di 1’43”587 che rappresenta il nuovo record del tracciato. Il talentino monegasco si consacra nell’università del motorsport dando una paga ampia ad un Vettel che becca oltre sette decimi. In ogni caso il tedesco completa una superba prima fila ricacciando le due Mercedes in seconda fila. Ora gli ingegneri di Maranello sono chiamati a dare ai due piloti vetture all’altezza di una qualifica così consistente e migliorare le performance viste in simulazione gara venerdì pomeriggio.

Musi lunghi in casa Mercedes. Che questa fosse una pista ostica per le caratteristiche della W10 era chiaro sin dall’inizio, ma ci si attendeva di più dall’introduzione della nuova power unit. Hamilton ottiene la terza posizione dopo una mattinata nefasta in cui il campione del mondo in carica ha assaggiato le barriere di curva 12. Macchina rimessa in sesto alla velocità della luce e Lewis che batte in compagno di squadra fresco di rinnovo che si scioglie nell’ultimo assalto della Q3. Il finnico deve accontentarsi della quarta piazzola in griglia. Il team di Brackley ripone tutte le speranze sul passo mostrato venerdì nelle simulazioni. Ma sarà operazione titanica avere ragione dei due missili rossi.

La W10 di Lewis Hamilton dopo il botto nelle terze libere

Quinto tempo per Max Verstappen cui non basta il pubblico amico e una RB15 molto veloce nel secondo settore. Spa Francorchamps non è la pista migliore per esprimere il potenziale della creatura di Adrian Newey. Il motore Honda, ancora, palesa tuttora un deficit in cavalleria rispetto alla concorrenza. Accanto all’olandese si piazza un ottimo Daniel Ricciardo su una Renault resuscitata dopo alcune gare veramente opache. Un’altalena prestazionale che si fa fatica a comprendere.

La quarta fila si apre con Nico Hulkenberg che, prima dell’assalto iniziale, fa infuriare non poco il duo della Mercedes per un giro di lancio molto lento. Sia il tedesco, alla ricerca di un sedile per la prossima stagione, che Ricciardo subiranno un arretramento di cinque posizioni in griglia per la sostituzione di elementi della power unit. Un vero peccato. Accanto all’alfiere della Losanga partirà Kimi Raikkonen, lo specialista di Spa. Ennesima prestazione da incorniciare per il finlandese che si è presentato con un’evidente zoppia che pare non aver sortito effetti manifesti: immarcescibile. A chiudere la top ten cronometrica, troviamo Sergio Perez su una Racing Point ritrovata e Kevin Magnussen che si gode la sovrabbondanza di cavalli della power unit Ferrari

La seconda decina


Primo della seconda decina è Romain Grosjean che precede di un soffio Lando Norris su una McLaren apparsa lontanissima parente di quella che si era lasciate preferire, a suon di prestazioni convincenti, negli appuntamenti che hanno preceduto la pausa estiva. La settima fila si apre con Lance Stroll che esce nuovamente sconfitto, tredicesima volta su tredici gare, nel confronto col compagno di team. Il canadese, al pari del collega di fila, subirà una penalizzazione per il montaggio della nuova power unit Mercedes.
Quattordicesimo tempo per Alexander Albon che non ha forzato poichè già consapevole di dover scattare in fondo per il montaggio della quarta specifica di motore Honda. Il thailandese ha lavorato per l’intero weekend con questa spada di Damocle sulla testa e ha preferito, di concerto col team, di orientare tutte le forze ad una gara in salita.
Quindicesimo tempo per Giovinazzi che non marca tempi nella Q2 perché tradito dal motore nelle fasi finali della prima parte di qualifiche. Con ogni probabilità anche il pilota pugliese rientrerà nel gran valzer dei penalizzati andando a rendere ancor più cervellotica la definizione della starting grid.

Il momento in cui la power unit Ferrari dell’Alfa Romeo di Antonio Giovinazzi va in fiamme

Primo escluso alla fine della Q1 è Pierre Gasly che, nella nuova avventura in Toro Rosso, si toglie almeno lo sfizio di battere il compagno di squadra Kvyat che ottiene il diciottesimo tempo ma che partirà in fondo per il cambio della PU Honda. Tra i due alfieri del team di Faenza troviamo Carlos Sainz che rimane “fregato” dalla seconda bandiera rossa apparsa nel finale di Q1 per la rottura della power unit Ferrari dell‘Alfa Romeo di Antonio Giovinazzi. Lo spagnolo subirà un arretramento di cinque posizioni in griglia per la sostituzione di alcuni elementi del motore della sua McLaren.

Penultimo tempo è quello di George Russell che paga distacchi cronometrici importanti acuiti da un tracciato molto lungo che dilata le differenze prestazionali tra le monoposto. Il pilota britannico precede nuovamente Robert Kubica la cui power unit prende fuoco nel giro di lancio del primo tentativo determinando la prima bandiera rossa della Q1. Un campanello d’allarme rumorosissimo per gli ingegneri di Brixworth che registrano la seconda rottura dell’inedita specifica del V6 dopo quella di Sergio Perez esplosa nelle seconde libere.

Nuvole d’olio dal retrotreno della Williams di Robert Kubica

La griglia di partenza, come spiegato nelle righe precedenti, non rispecchierà le risultanze dei tempi mostrati in calce a causa dei tanti arretramenti frutto della sostituzione delle power unit su diverse monoposto. Si attende il documento ufficiale della FIA per comprendere il reale schieramento di partenza.
L’appuntamento è per la gara che partirà alle 15:10.

I tempi delle qualifiche del GP del Belgio

Autore: Diego Catalano@diegocat1977

Foto: F1, Ferrari, Mercedes

2 Commenti

  1. Chiedo scusa, ma una riga, dico, una riga per il giovane Hubert, no? Muore un pilota di 22 anni su quella pista dove domani (FORSE) si correrà un GP e non mettete un ricordo di un giovanissimo come prima notizia?!?
    Ha senso, adesso, parlare di pole position, Ferrari, Leclerc, qualifica o gara?!

    • L’articolo che commenti è uscito prima che si consumasse la tragedia e che arrivassero quelle notizie che hanno sconvolto tutti noi. Se per ora non abbiamo fatto riferimento al tragico accadimento è solo per rispetto del ragazzo.
      Ci tenevo a precisare questa cosa.

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