GP Messico 2019-Analisi gara: Ferrari sbaglia, Mercedes ringrazia…

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Trattativa Hamilton – Mercedes, Wolff: “Soldi non sono questione primaria
Toto Wolff festeggia con Lewis Hamilton la vittoria nel Gran Premio del Messico

GP Messico 2019-Analisi gara:


Mercedes non si ferma più. Oramai gli aggettivi si sprecano. L’imprevisto successo di Hamilton avvicina il pilota di Stevenage al sesto titolo piloti. Se poi aggiungiamo la rimonta della vettura 77, capace di conquistare il terzo gradino del podio beh… giornata praticamente perfetta. Nota dolente, per Ferrari, ancora una volta la strategia. Partite in prima fila, le Rosse conquistano un secondo posto con Vettel, e un quarto con il pole man Leclerc. Francamente troppo poco. La delusione, ancora una volta c’è. E’ palpabile.

Red Bull, sciagurata con Verstappen, disputa un buon week-end con Alexander Albon. Il giovane pilota tailandese conquista un ottimo quinto posto. Max, come dicevamo, butta letteralmente al vento una grande occasione con l’errore in qualifica, bissato dalla partenza troppo aggressiva in gara. Bocciato. Comunque positiva la sua rimonta dopo la sosta forzata ai box. Alla fine arriva un sesto posto. Una menzione speciale per il padrone di casa Sergio Perez. Checo, autore di una prestazione super, risulta il migliore degli altri. Molto bella la sfida all’ultima curva con Daniel Ricciardo, capace di “incendiare” il pubblico amico. Chiudono la top ten le due Toro Rosso, conquistando punti iridati importanti.


GP Messico 2019-Analisi gara: Il rischio calcolato di Mercedes

Nelle ultime stagioni l’appuntamento messicano non ha mai regalato troppe soddisfazioni al team di Brackley. Visti i particolari problemi di raffreddamento che la W10 soffre da inizio stagione, il diciottesimo round era temuto dal team tedesco. Secondo i tecnici teutonici le possibilità di vittoria erano minime. Sarebbe potuta arrivare solo grazie ad una strategia vincente. Cosi è stato. Le gomme Hard, montante sulla vettura numero 44 al giro 23, hanno fatto bingo.

GP Messico 2019-Analisi gara

Grazie ai dati raccolti durante le libere, tenendo in conto l’innalzamento delle temperature di ben 15 gradi, Mercedes ha capito che poteva osare. Allungando il primo stint con Valtteri, la situazione per il finlandese è stata più gestibile. Mentre con l’inglese non era tutto così scontato. Il danno sul fondo, subito nel contatto al via con Verstappen, ha di fatto pregiudicato il carico della sua W10. Pertanto i meriti di Lewis sono ancora superiori.

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Le prestazioni super di Verstappen con gli pneumatici hard durante i primi 10 giri hanno convinto ulteriormente Mercedes a giocarsela. Lewis era molto preoccupato e, come sempre, ha reso pubblici i propri dubbi via radio. Toto, a fine gara, svela il retroscena: “Di tutti noi solo James Vowles, capo stratega, era convinto che la strategia utilizzata fosse quelle vincente. Aveva ragione”.


GP Messico 2019-Analisi gara: Strategia Ferrari

Partire con due vettura in prima fila e non vincere non può certo dirsi un buon risultato. Qualcosa non ha funzionato. Questo è chiaro. A differenza di Mercedes, la gestione dei compound Pirelli ha creato diversi grattacapi alle SF90. Durante i primi giri le due Rosse non sono riuscite a “scappare” dalle Red Bull di Alexander Albon. Soprattutto Leclerc, parso praticamente da subito in gestione gomme, ha dimostrato un ritmo non eccezionale.

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Coprire la posizione su Albon, pittando anticipatamente con la vettura numero 16 non è stata una grande idea. Cosi facendo, si è costretto il monegasco ad una improbabile rimonta, lasciando il solo Vettel a lottare per la vittoria. Albon non sembrava avere il passo per vincere. Marcare con Leclerc la strategia di Lewis, che in quel momento era il pilota più pericolo in pista, era la mossa più logica. La sosta dell’ex Alfa Romeo, montando un altro treno di medie, ha di fatto “smascherato” la strategia a due soste della Ferrari.

GP Messico 2019-Analisi gara

Al contrario, con la SF90 numero 5, la scelta è caduta sull’unica sosta. Nell’intenzione dei ferraristi, ritardare la prima sosta voleva dire poter disporre di pneumatici più freschi a fine gara, potendo attaccare in maniera più efficiente. A posteriori si è rivelata una mossa errata, visto che i compound Hard non hanno avuto nessun problema di degrado. Secondo i dati Mercedes se 1 avesse effettuato la sosta il giro dopo l’inglese, avrebbe mantenuto la posizione.


GP Messico 2019-Analisi gara: pneumatici Hard la scelta corretta…

Durante le prove libere i problemi di graining sofferti da moltissimi team hanno allarmato un po’ tutti. Le temperature basse, unite alla pista pulita per via degli acquazzoni notturni, hanno contribuito al crearsi di questa situazione. In gara, invece, la faccenda è cambiata completamente. I compound hanno dimostrato una durata ottima, spiazzando tutte le scuderie.

GP Messico 2019-Analisi gara: Ferrari sbaglia, Mercedes ringrazia...
Lewis Hamilton con la sua Mercedes W10

La pista si è gommata poco a poco cambiando di fatto la situazione. Inoltre, come accennato in precedenza, l’innalzamento della temperatura ha fatto la vera differenza. I 44°C della domenica hanno cancellato lo spauracchio graining, soprattuto sui compound medi. Il range di temperatura delle hard ha lavorato perfettamente su tutte le vetture, allungando la vita degli pneumatici. I 66 giri di Verstappen, con le gomme più dure, dimostrano quanto appena detto.


GP Messico 2019-Analisi gara: Red Bell i favoriti…

Senza dubbio un fine settimana non troppo positivo nel computo generale per il team austriaco. Nonostante il buon lavoro di Albon, il quinto posto come miglior risultato non può certo soddisfare i tecnici di Milton Keynes. La grande competitività dimostrata dalla RB15 numero 33 non è stata sfruttata a dovere. Il giovane olandese, dati alla mano, aveva la vettura da battere. Dopo aver gettato alle ortiche la pole, anche in gara, data l’eccessiva verve iniziale, Max compromette tutto. Peccato.

Autore: Cristiano Sponton @csponton

Co-autore: Alessandro Arcari@berrageizf1

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