sabato, Luglio 20, 2024

Commissione medica FIA: Ripartenza? Sì ma occhio!

Commissione medica FIA: Ripartenza? Sì ma occhio!


Stare al passo con il coronavirus non è cosa facile. Solamente due settimane fa, con i dati sui positivi che non ne volavano sapere di scendere, ci si chiedeva se fosse giusto o no cominciare a riaprire tutto, mentre adesso si spinge per una riapertura più repentina dal momento che sembriamo in grado di riuscire a tenere la ‘situazione sotto controllo‘. Non possiamo ancora parlare di tornare allo stile di vita risalente ai tempi pre-virus, ma continuando a rispettare tutte le norme igienico-sanitarie potremmo lentamente ritornare alla vecchia quotidianità. Questo è un discorso che vale sicuramente per l’Italia, ma che può essere esteso anche al resto dell’Europa e del Mondo.

Preso da questo nuovo ‘stato di euforia’, recentemente Helmut Marko (consigliere Red Bull) non si è sentito di escludere totalmente la possibilità di far partecipare i fan ai Gp sin dal primo appuntamento stagionale in Austria: “Si era proposto di correre a porte chiuse fin dai primi giorni di crisi, quando il rischio di infezione era molto maggiore. L’apertura dei confini è arrivata abbastanza rapidamente, quindi aspettiamo e vediamo cos’altro può succedere‘‘ ha riferito all’emittente ‘ORF’. Ipotesi un po’ troppo ottimistica, ma sappiamo quanto siano affidabili le parole del Dr Marko a volte.

Commissione medica FIA: Ripartenza? Sì ma occhio!
Dr Helmut Marko consulente Red Bull Racing

Tuttavia, sono giunte dichiarazioni di una certa importanza anche dal presidente della commissione medica della FIA, Gerard Saillant, che non ha certo appoggiato l’idea dell’austriaco, ma che comunque fanno ben sperare in una ripresa decisa e duratura: “Penso che ora la situazione sia molto diversa rispetto quella avuta a Melbourne. Le conoscenze che abbiamo attualmente riguardo al virus sono maggiori ed in continua evoluzione. È sicuramente possibile prevenire molte situazioni in relazione alla diffusione dell’infezione ha chiosato intervistato da ‘Sky Sport’.

Qualora avessimo un caso positivo, o anche 10 casi positivi, sarà possibile gestirli perfettamente tramite un percorso speciale. Dal punto di vista medico, questa eventualità non sarà un problema.” Se avessimo deciso di riportare solo questa parte non ci sarebbe stato altro da aggiungere, anzi sarebbe stato ‘perfetto’. Saillant avrebbe esattamente rispecchiato l’ottimismo del momento alla perfezione (in Germania si è persino tornati a giocare a calcio, noto sport di contatto…). Ma bisogna frenare gli entusiasmi.

“In termini di conseguenze sportive e mediatiche invece, la situazione è abbastanza diversa” conclude il presidente della commissione medica. “Dobbiamo cercare di prevedere ed anticipare le conseguenze. Occorre conoscere l’esatta posizione della linea oltre la quale sarà impossibile continuare.” Saillant è risultato un po’ enigmatico, però proviamo a fare delle ipotesi: Cosa potrebbe andare storto? Ci è stato detto che nemmeno se si riscontrasse un numero considerevole di positivi ci si fermerebbe, quindi cosa potrebbe accadere?

Commissione medica FIA: Ripartenza? Sì ma occhio!
Gerard Saillant, boss della commissione medica della FIA

Se dovessero registrarsi dei contagi tra meccanici e tecnici, non ci sarà nessun problema. Assieme al team arriverà sul posto un’altra equipe che sosterà in albergo (o in una struttura a loro dedicata) e fungerà da riserva in caso ce ne fosse bisogno. Ma se a contrarre il covid fossero i piloti? Immaginate si fossero già disputate tre o quattro gare e un ‘Driver X’ (ipotetico) si trovasse in testa alla classifica. Immaginate che risulti positivo al test e che si debba fare 1 mese di quarantena a casa. Ovviamente il team potrebbe continuare a gareggiare con due vetture mettendo al suo posto un altro pilota, ma quale sarebbe il ritorno mediatico e sportivo?

Ovviamente per ‘Driver X’ sarebbe un duro colpo, che lo metterebbe in condizione di perdere molti punti (se pensate a quanto possa essere fitto il calendario quest’anno). Potrebbe addirittura costargli il titolo. Si è deciso di prendere in considerazione lo scenario riguardante un possibile leader, per attirare maggiormente l’attenzione, ma il discorso varrebbe per qualsiasi pilota a prescindere dalla posizione in campionato. Il coronavirus potrebbe altresì condizionare negativamente una possibile lotta a due o a più contendenti… Non possiamo saperlo.

Non meno importante, c’è anche un’immagine da proteggere. Non sarebbe bello vedere una Formula Uno pronta a sostituire contagiati su contagiati solo per permettere allo show di continuare. Quindi sì, sarà bene cercare di stabilire una linea di demarcazione e operare delle scelte oculate affinché non ci si ritrovi nella condizione di effettuare scelte difficili. Tornare a gareggiare per poi doversi fermare di nuovo causerebbe ai team delle perdite ancora più gravi di quelle che si avrebbero restandosene a casa.

Autore: Marco Sassara@marcofunoat

Foto: Carlos Sainz Jr – Formula Uno

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