Alesi: “A Vettel è mancato uno come Newey per vincere il titolo in Ferrari”

Quando è giugno pensi al Canada. E’ questo il mese in cui, solitamente, la Formula Uno si sposta tra i laghetti dell’isolotto di Notre Dame per far tappa sul circuito intitolato a Gilles Villeneuve. E quando si cogita sul GP nordamericano, tra i tanti nomi, emerge quello di Jean Alesi. Uno sportivo che ha avuto una carriera non propriamente fortunata e che, paradossalmente, grazie a un pizzico di buona sorte riuscì ad ottenere la sua unica vittoria nella massima categoria proprio nel Paese della foglia d’acero. Il francese di origini sicule è un ferrarista di ferro, uno che ha sacrificato la sua parabola sportiva per realizzare il sogno rosso accettando una proposta contrattuale della Ferrari quando era in rampa di lancio dopo aver mostrato doti funamboliche a bordo di un modesta Tyrrell. Un secco no alla Williams che lo corteggiava (e sappiamo negli anni Novanta cosa sono state le vetture sfornate da Grove), un sì convinto all’amore d’infanzia. Una scelta che a Jean è costata parecchio ma che non ha mai rimpianto. Ecco perché proprio lui è ben titolato a discettare di questioni interne a Maranello visto che ne conosce dinamiche, spinte e modalità operative.

La vicenda oggetto delle riflessioni del francese è quella che tiene banco nelle ultime settimane: il “licenziamento” di Sebastian Vettel col succedaneo ingaggio di Carlos Sainz Jr. che andrà formare, con Leclerc, una coppia giovane e ambiziosa chiamata a riportare l’iride in Italia. Un rimestamento di compagine che genera una condizione anomala visto che il Mondiale 2020 si correrà con un quattro volte campione del mondo ricacciato in un angolino in virtù della sua posizione da dimissionario. Alesi ha parlato di questi ultimi, clamorosi, sviluppi in seno alla Ferrari a Sky Sports UK: “Leclerc e Sainz sono due giovani piloti ma di grande professionalità. Carlos è un gran lavoratore ed ha potuto farsi le ossa in due realtà consolidate e di grande tradizione: Renault e McLaren. Credo che sarà più facile controllare una coppia così senza avere in squadra un campione del mondo con il quale alcune dinamiche possono essere più scomode da gestire”. Un punto di vista che sembra essere il linea con quello di Binotto che ha deciso di interrompere il rapporto col tedesco.

Alesi: "A Vettel è mancato uno come Newey per vincere il titolo in Ferrari"
Jean Alesi al comando del Gran Premio di Monaco 1996

L’ex driver della Prost GP, nonostante sposi la linea aziendale della Ferrari, spende parole di ammirazione per Vettel il cui compito più arduo sarà quello di trovare un sedile buono per il 2021.Sebastian ha il mio massimo rispetto. Ha messo l’anima nel tentativo di diventare campione del mondo anche alla guida della Ferrari. Purtroppo non è riuscito a centrare questo obiettivo. Non è stata colpa sua e nemmeno della squadra, semplicemente qualcosa non è andato nel verso giusto. Sono rimasto sorpreso comunque dal fatto che abbiano deciso lui e la Ferrari di annunciare così presto il mancato rinnovo del contratto”. Una posizione, quest’utlima, che ha sorpreso molti addetti ai lavori – a partire da Toto Wolff – e che ha generato la reazione piccata di Mattia Binotto che 24 ore fa ha fatto un appello alla non ingerenza negli affari interni della Scuderia (leggi qui).

I tifosi della Rossa hanno visto in Vettel un pilota che, per origini geografiche e legame con l’ambiente, poteva in qualche modo ripercorrere l’epopea del più grande di tutti: Michael Schumacher. Un campione che Alesi conosce molto bene visto che si sono scambiati il sedile nel 1996 e considerato che hanno sviluppato gran parte delle rispettive carriere correndo negli stessi anni. Cosa non ha funzionato? Cosa ha determinato il restare all’asciutto di mondiali nonostante le rosee premesse dopo il matrimonio consumatosi nel 2015? L’ex Sauber ha un’idea ben precisa a riguardo: “Schumacher è arrivato in Ferrari portandosi dietro diversi tecnici di fiducia dalla Benetton con i quali era già abituato a lavorare. Ha impiegato quattro anni a vincere per poi farcela. Con Vettel, invece, è stato tutto diverso. È giunto a Maranello e ha provato a lasciare la sua impronta, ma non ha potuto portarsi dietro Adrian Newey dalla Red Bull ad esempio.

Alesi: "A Vettel è mancato uno come Newey per vincere il titolo in Ferrari"
Christian Horner e Adrian Newey, Red Bull Racing

Una considerazione che marca le differenze con quanto accaduto negli Anni ’90 e che forse spiega anche il perché di una Benetton ridimensionata. Un’opportunità di vincere il mondiale per lo stesso Alesi che si trasformò in un’esperienza difficile, mediamente avara di soddisfazioni. E al contempo è forse una critica velata alla Ferrari rea di non aver costruito uno staff tecnico tale da supportare un quattro iridato che da solo non poteva portare a Maranello quel campionato che latita dal 2007. Nel rapporto tra Vettel e la Ferrari diverse cose potevano funzionare meglio e diversamente. Il tedesco ha un’altra cartuccia da sparare nella stagione che prenderà il via in Austria tra quattro settimane esatte, ma pare assai difficile che possa avere il totale e pieno supporto di un team che tra meno di sei mesi punterà su un altro pilota.

Autore: Diego Catalano @diegocat1977

Foto: Red BullF1, Ferrari

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2 COMMENTS

  1. Bell’articolo, però dopo tante sviolinate d’amore fra Jean e la Ferrari, l’unica foto che mettete è sulla Benettoon?!

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