Ferrari, così non va!

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Ferrari, così non va!
Sebastian Vettel con la sua Ferrari SF1000

Ferrari, così non va! Le prestazioni non sono state degne del nome che porta, oltre ad stata umiliata in pista con il doppiaggio subito da Lewis Hamilton a 3/4 di gara. È difficile trovare qualcosa che funzioni o parlare di dove siano i problemi perché, di questa SF1000, c’è poco o niente da salvare. Il reparto tecnico ha la scusante di aver pensato una vettura con a bordo un super motore ma questo non può alleviare le responsabilità di chi lavora a Maranello di aver partorito questo progetto fallimentare.

Nel 2017 erano riusciti a concepire una monoposto superiore alla Mercedes ma poi si sono persi e, specialmente lo scorso anno, sono stati tenuti a galla solo dalla potenza della power unit che ha nascosto i tantissimi limiti della SF90. Serve cambiare passo. Ma difficilmente in questi due anni ci riusciranno visto che il progetto è completamente sbagliato e bisognerebbe partire dal classico foglio bianco per poter avere qualche possibilità di risalire la china.

Sappiamo che le regole non lo permettono quindi bisogna reagire al più presto per salvare il salvabile ed evitare le umiliazioni (sportivamente parlando) subite domenica in Ungheria.

Ferrari, così non va!
Mattia Binotto, team principal Scuderia Ferrari

Della gara c’è ben poco da analizzare visto il passo che ha dimostrato la SF1000 che è stato addirittura peggiore rispetto a quello visto in Austria. Questa cosa l’avevamo messa in risalto fin dalle qualifiche dove, analizzando il distacco chilometrico, si era capito che la posizione ottenuta in qualifica era stata colta più per demeriti degli altri che per un miglioramento della SF1000.

In Austria c’era la scusa che si trattava di una pista di motore ma, anche su un tracciato dove serve avere carico e bisogna andare veloci nelle curve medio lente, il risultato è stato veramente deludente. Per dirla tutta è stato molto più deludente rispetto al precedente.

Il passo gara è stato anni luce più lento rispetto a Mercedes, Red Bull e Racing Point e il risultato ottenuto da Vettel è stato il massimo che si poteva agguantare. La gara del tedesco è stata solida e costante e gli va dato un grosso merito al primo pit stop quando ha consigliato al team di montare le gomme medie al posto delle soft. Morbide che hanno utilizzato sulla vettura 16 di Leclerc con esiti disastrosi.

Una scelta che fatico a comprendere perché avevo intuito anch’io, con i pochi dati a disposizione, che quel compound su pista fredda e green non andava. Leclerc, giro dopo giro, ha perso ritmo a causa del graining che ha colpito principalmente l’anteriore sinistra.

Credo che non ci siano molte parole da aggiungere al grafico in basso nel quale si vede chiaramente quanto la Ferrari vada piano in questo periodo. Una situazione ben peggiore rispetto alla disastrosa F14T.

Ora attendiamo i prossimi GP per capire come riusciranno a reagire gli uomini di Maranello. Il clima, in fabbrica, non sarà di certo sereno e non è escluso che, nei prossimi giorni, comincino a rotolare le prime teste. I maggiori indiziati sono Cardile e Sanchez con quest’ultimo che ha qualche chance in più rispetto al primo.

Per Silverstone servirà un deciso passo avanti perché il risultato sportivo potrebbe essere ancora peggiore rispetto a quello ungherese. Quella inglese è una pista completa che esalterà le doti motoristiche e di efficienza della W11. Bisogna reagire con l’obiettivo minimo da raccogliere che sarà quello di evitare un altro doppiaggio.

Autore e grafici: Cristiano Sponton@csponton

Foto: Ferrari

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