L’ingegnere del Lunedì: quella telefonata con Toto Wolff…

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L’ingegnere del Lunedì
Torger Christian Wolff

L’ingegnere del Lunedì: quella telefonata con Toto Wolff…


Hallo?

Torger sono io, Alessandro” dico con tono deciso.

“Oh salve… tu come stare qvesta zera? sibila una voce felice di sentirmi dall’altra parte della cornetta.

Di certo non bene come te” rispondo con fare ironico.

Ma tu essere campione, d’altronde sei italiano…”. Era un simpaticone e proprio non riusciva a farne a meno di stuzzicare.

Torger sfotti?” replico.

Tu sapere che io amare Italia con tutto mio cuore, perché io dovere sfottere te…”. Maestro oratore, riusciva sempre a tenersi in equilibro su quel filo sottile confinante con scaltrezza e “stronzaggine” pura.

No infatti… non lo faresti mai Torger. Per quello prendi per il culo la Ferrari e non perdi occasione per sottolineare come siano inutili” sostengo accompagnato da una fragorosa risata per poi aggiungere: “Ma non ti preoccupare, riescono a coprirsi di ridicolo benissimo da soli. Non c’è bisogno del tuo aiuto…

Io solo dire qvello che pensa, è sbagliato per te?” riprende la sua parte moralista.

Certo che no caro amico, ma credo che stia oltrepassando il limite. Tutte quelle parole su Binotto e sul motore Ferrari. Reinventarti super tifoso Racing Point dopo che anche la FIA ha chiaramente fatto capire come gli avete infinocchiati su quella faccenda. Non ti sembra di star tirando un pò troppo la corda? Non ti basta vincere? Vuoi annichilire anche l’ultima briciola di autostima che i ferraristi custodiscono gelosamente?” sostengo sfogandomi.

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Torger Christian Wolff, team principal della scuderia Mercedes AMG F1

Ma tu ricordare che io essere Berragazzo si? motteggia ridacchiando.

Tutto quello che vuoi Torger, ma a sto giro hai esagerato

Ma io solo volere dimostrare che noi di Merzedes essere migliori di tutti

Si ma l’hai fatta fuori dal bulacco capisci?, gli faccio presente utilizzando un’espressione icastica.

Tu dici?”. Sembra sinceramente sorpreso.

Sì… io dico…

Esattamene così ho immaginato il dialogo con Toto Wolff, la sera dopo il Gran Premio d’Ungheria. Ci tengo a fugare immediatamente l’eventuale dubbio. Io adoro il fulgido team principal austriaco. Un nome, una garanzia. Un manager formidabile. Strepitoso. Ma ogni tanto pure lui spara minchiate. “Fottere” Ferrari e se possibile “farlo a sangue”. Giusta preoccupazione quella di Torger… ma lo strapotere manifesto degli ultimi giorni avrebbe fatto perdere la calma pure ad un apostolo. Un atteggiamento insolente e decisamente fuori luogo mirato a dare sfoggio di uno strapotere peraltro manifesto. Stritolando la F1 tra le mani. Agitandola davanti alla folla rivendicandone la proprietà.

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la rassegnatezza di Mattia Binotto, team principal della storica Scuderia Ferrari

Cupa e malinconica, la faccia di Mattia esprime tenerezza ad ogni comparsa televisiva. Impegnato nel motivare, per giunta sempre con estrema franchezza, i fallimenti accumulati durante gli ultimi tempi. Intendiamoci… lo svizzero è parte integrante del fallimento rosso, non essendo stato capace di svolgere quel doppio incarico che ha voluto, anzi:preteso. Ma senza una dirigenza alle spalle, attenta e competente, non poteva fare molto di più. Infierire su di lui mentre annaspa nel mare della mediocrità, è un po’ come sgridare il cane che ha fatto la cacca sul tappeto quando lo hai lasciato tutto il giorno in casa. Non so se rendo l’idea…


Autore: Alessandro Arcari – @BerrageizF1 

Foto: Ferrari – Mercedes


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