Analisi on board Leclerc-Gp 70º Anniversario: Come una vittoria…

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Analisi on board Leclerc-Gp 70º Anniversario

Analisi on board Leclerc-Gp 70º Anniversario: Come una vittoria…


Intendiamoci… il mitico Carciofone Rosso continua ad aleggiare aggraziato tra di noi. E lo farà, probabilmente, conservando il suo status fino alla soglia della nuova era regolamentare targata 2022. Alimentare false speranze risulta poco conveniente. Eventi straordinari al di sopra delle leggi naturali, magari capaci di destare meraviglia, non si addicono affatto a un palcoscenico lontano dal profetico come quello della F1. Restano solo i fatti pertanto, ricordando come siano i dispiaceri che affievoliscono l’animo e non il lavoro e la fatica, gli impegni o le poche ore di sonno. Se i punti di riferimento sono interrogativi si complica tutto tremendamente. Un solo intento comune, quasi attanagliante, dev’essere capace di pervadere le menti di rosso vestite, sostituendo le incertezze con i fatti. Sviluppare quella capacità necessaria per andare dritti al punto senza girarci troppo attorno. Costruendo una base solida sulla quale poggiare le speranze, proteggendole durante la metamorfosi verso la realtà. Aspettando il 2022, è chiedere troppo?


Analisi on board Leclerc-Gp 70º Anniversario: Premessa

Solitamente non si desidera ciò che è facile raggiungere. Perseguire un obiettivo, specie a lungo termine, significa possedere una chiara visione di ciò che si vuole sommato ad un irrefrenabile desiderio di ottenerlo. Credere in se stessi è il primo segreto verso il successo, ricordando un piccolo particolare: il talento ti lascia a piedi se non lavori sodo per ottenere ciò che vuoi. Non bisogna mai smettere di credere ai propri sogni ricordando però di vivere nella realtà. Un atteggiamento costante, motivato, sostenuto da quella convinzione personale di farcela. Sempre e comunque…

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Charles Leclerc a bordo della sua SF1000

Seguendo l’on board di Charles Leclerc dal primo all’ultimo giro, il concetto appena espresso insorge. Emerge chiaramente in ogni fase della gara. Caparbietà e consapevolezza per un pilota mai domo, capace di spremere il mezzo meccanico trascinando i propri tecnici verso il successo. Sì… avete letto bene. Ho detto successo, lo sottolineo e lo metto pure in neretto…

Analisi on board Leclerc-Gp 70º Anniversario: La numero 16

Dopo le “inquietanti” simulazioni passo gara del venerdì, evitare le Soft per il primo stint in gara, partendo con il compound a banda gialla, era quanto di più sensato si potesse fare. Malgrado la scarsa competitività dimostrata dalla SF1000 in qualifica, Charles stampa un tempo sufficiente per passare il taglio in Q2. Memori della difficile gestione dei compound di domenica scorsa (leggi qui per saperne di più), i tecnici del Cavallino presentano una configurazione aerodinamica più carica al posteriore, “compromettendo” la qualifica con la speranza di ben figurare in gara.

Risultati alla mano la strategia perfetta sarà perfetta, fornendo a Leclerc una vettura più stabile in pista e docile sugli pneumatici. Un aspetto fondamentale si evince ancor prima della partenza. Parliamo dell’attenzione estrema di Charles a tutti dettagli, come conferma la domanda sulla temperatura momentanea per metterla a confronto con quella della domenica precedente, alla stessa ora. La differenza è minima: 1 grado.

Scattando dall’ottava piazza, lo stacco frizione ottimale non è valorizzato dal grip delle mescole Medium. L’anteriore destra della numero 16 si blocca prima dell’ingresso di curva 1, nel tentativo di evitare lo scontro con l’AlphaTauri numero 26 di Daniil Kvyat rallentato dal gruppo.

Ne approfitta un pimpante Norris, abile ad infilarsi all’esterno del monegasco. Charles pero non ci sta, gettandosi all’interno di curva 3. Complice un altro blocco di Kvyat, questa volta sul Lando, il ferrarista recupera immediatamente la posizione. Ma il Wellington Straight offre la pronta riscossa a Lando che si butta in scia. Leclerc si difende come può e alla fine del rettilineo concede alla McLaren del giovane talento britannico il fianco destro all’entrata di Brooklands

I due sono ora affiancati: Charles soffre un leggero sovrasterzo, corregge la vettura ed è costretto ad alzare il piede. Nel frattempo si unisce alla festa Albon. Il “sandwich” che ne viene fuori è memorabile. Leclerc tenta in tutto per tutto buttandosi all’interno di Luffield ma attacco ai danni di Lando non va a buon fine. 

Scongiurato lo scontro con Norris, è costretto ad accodarsi in decima posizione vendendo sfilare entrambe le vetture. L’impressione che potesse essere l’ennesima gara in salita per la Ferrari dura solo poche curve. La voglia di Charles si palesa d’immediato, deciso a non mollare la preda. Interessante notare la traiettoria differente che nei primi giri Leclerc traccia all’ingresso di Brooklands, prendendo l’apex in maniera anticipata per poi lasciar andare la vettura a centro curva. La SF1000 sembra da subito ben bilanciata anche nelle zone più tortuose del tracciato, ben figurando alla Vale e alla Club dove Charles gestisce bene l’erogazione della potenza utilizzando la tecnica dello short shifting già dai primissimi giri.

Tornata numero 3. Marcos avverte che utilizzo dell’ala mobile è sbloccato, informando il distacco su Sainz alle sue spalle anche se, al momento, lo spagnolo non sembrerebbe capace di avvicinarsi al ferrarista. Alla tornata successiva viene ordinato a Charles di spostare la mappatura dell’ibrido sul valore SOC 6. Questo parametro insieme a Soc 5 è solitamente il più utilizzato in gara, in quanto generalmente garantisce un consumo di energia pari a quella rigenerata. Un paio di giri e Albon viene richiamato ai box lasciando spazio alla numero 16 che si trova ora alle spalle di Norris. 

Marcos si apre in radio ordinando di passare alla modalità SOC 4, facendo presente la necessita di spingere per i prossimi 10 giri. Malgrado Charles comunichi di sentirsi bloccato nelle curve veloci, il suo ingegnere gli fa sapere che sta tenendo un ritmo eccellente, aprendo un gap nei confronti di Albon e Gasly.

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la Ferrari di Charles Leclerc si fa minacciosa

La Ferrari di Leclerc inizia a farsi ingombrante negli specchietti di un Norris preoccupato, mentre Marcos chiede per la prima volta l’update sulla condizione degli pneumatici accedendo alla schermata apposita per monitorare tutti i valori riguardanti i compound. Poi concede l’utilizzo dell’over boost K1 chiedendo di modificare i valori dell’ibrido per la ricarica se necessario. Mezzo giro e Charles si apre in radio. Parlando della strategia, cifrando la comunicazione e tenendo ben presente la posizione di Gasly malgrado al momento occupi la quattordicesima piazza. In effetti erano un paio di tornate che il suo ingegnere di pista lo teneva aggiornato sui tempi del francese.

Giro 12. Si incrementano le notifiche tra Charles e Marcos. Arriva la comunicazione di utilizzare il manettino del Multifunction, cuore pulsante della monoposto. Il comando “GX” gestisce la velocità della trasmissione in un particolare momento della gara. In questo caso, visto la prossimità con la vettura di Norris, una cambiata più rapida potrebbe essere certamente gradita.

Alla tornata 12 si inizia a pensare ad un’eventuale modifica sull’ala anteriore durante la prossima sosta. Charles si trova a suo agio con la vettura, potendo disporre di un buon bilanciamento decisamente inaspettato al via. Il maggior carico al retrotreno sta facendo la differenza rispetto alla settimana scorsa, offrendo una gestione degli pneumatici nettamente migliore. Sulla base di questo fatto, il monegasco inizia a credere che realizzare una strategia più aggressiva non sia affatto una brutta idea…

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Lando Norris prende la corsia box per effettuare la sua prima sosta

Nel mentre, McLaren richiama il suo pupillo Lando ai box lasciando strada libera alla numero 16. Senza indugiare Marcos si apre in radio ordinando a Charles di spingere per i successivi 3 giri, avvisandolo successivamente di passare alla modalità SOC4 per usufruire di un quantitativo maggiore di energia cinetica. Se per la Ferrari amministrare le coperture sembra al momento “relativamente facile” lo stesso non si può certo dire per Mercedes, attanagliata da un continuo blistering che di fatto compromette le brillanti prestazioni delle frecce nere.

Effettuando la sua prima sosta Bottas si posiziona davanti al monegasco. Marcos lo avvisa aprendosi in radio. Quel “and you are racing Bottas in front” forse risulta un po’ troppo pretenzioso tenendo presente la differenza di competitività tra le due vetture. Ma chissà… un pò di adrenalina in certi momenti può fungere da ulteriore spinta. Tuttavia, come ampiamente prevedibile Valtteri scappa in pochi giri. Marcos ci riprova questa volta con Hamilton, aprendosi in radio due giri dopo, ripetendo la stesso copione…

In questo caso la Mercedes si trova alle spalle di Leclerc. Il monegasco, malgrado “l’invito” del suo ingegnere, è conscio di non poter lottare contro la numero 44. Come sostiene in radio, evita di opporre resistenza al sorpasso di Lewis, facendosi saggiamente da parte e perdendo meno tempo possibile. È abbastanza curioso notare come un pilota impegnato nella guida possa essere, a volte, più lucido di un ingegnere…

Con una manovra pulita, godendo della velocità extra concessa dall’apertura dell’ala mobile, Lewis passa all’interno della Stowe in scioltezza. Charles si accoda e continua la sua gara mentre Marcos fa sapere che il lavoro svolto è ottimo. Nei giri successivi oltre ai distacchi da Gasly arriva un comando specifico:

Driver default C60 On

Utilizzate per attivare sensori, modalità o allarmi, queste stringhe alfanumeriche vengono impiegate in gara solamente in particolari condizioni di necessità. Dopo aver selezionato il menù Driver Default, sono gestite dal pilota attraverso due pulsanti posizionati nella parte destra del volante (10- e 1+), vicino al comando del Pit Limiter. Nel caso specifico, sapere a cosa si riferisse il comando chiesto da Marcos sfugge ancora alle mie competenze. Una tornata e ci siamo. Charles viene richiamato ai box concitatamente, avvisato che gareggerà la pozione con Norris una volta rientrato in pista.

I 3,3 secondi impiegati per montare gli pneumatici Hard sono troppi per tornare in pista davanti al britannico. Marcos chiede la modalità SOC 6, informando sulle posizioni guadagnate ai danni di Gasly e Albon. Malgrado un primo giro di certo non esaltante, il primo stint della numero 16 va definito certamente positivo. Agevole più del previsto, la gestione degli pneumatici non ha creato problemi lasciando esprimere alla vettura tutto il potenziale a disposizione.

I tempi sono maturi. Norris è alle strette, braccato da una Rossa che vuole effettuare il primo sorpasso della gara. Marcos si apre in radio concedendo a Charles l’utilizzo K1 plus, abbinato alla massima modalità di ricarica elettrica con la minima erogazione Soc8. Malgrado potrebbe sembrare un controsenso non disporre di tutta la potenza dell’ibrido, in realtà questa combo è stata pensata per massimizzare l’utilizzo dell’overboost in particolati fasi della gara.

Senza pensarci due volte Charles si butta all’interno della Village. Malgrado il leggero bloccaggio il ferrarista prende la posizione su Lando alla The Loop. Godendo di una trazione migliore Norris passa al contrattacco affiancando il monegasco in curva 5. Purtroppo per il britannico la numero 16 vola via anche grazie all’utilizzo dell’ala mobile, chiudendo il sorpasso che vale la momentanea decima piazza.

Occupando la nona piazza, il tedesco della Ferrari non ha ancora effettuato la sosta cerando di allungare il primo stint il più possibile. Due tornate e Sebastian entra ai box lasciando la posizione a Charles. Prossimo obbiettivo Ricciardo. Marcos autorizza il monegasco a spingere per chiudere il gap con l’australiano. 

Leclerc sembrerebbe convinto di essere sul Plan C chiedendo delucidazioni al riguardo. Lo spagnolo fa presente che la strategia è differente da quella che pensava Leclerc, sottolineando come il plan A sia quello da seguire. Ciò nonostante le perplessità del ferrarista persistono continuando a nutrire dubbi sulla strategia da adottare. Per questo si riapre in radio accertandosi della situazione. Marcos lo rassicura ancora, avvisandolo che il lavoro svolto è ottimo.

Malgrado il blister si palesi sui compound di altre vetture, la Rossa del talento Ferrari sembra al momento immune da tale fenomeno. Nel frattempo, il pit stop di Ricciardo regala un’altra posizione al monegasco che si colloca in 6 piazza. Gli update su Ricciardo e Stroll riempiono le comunicazioni dei giri successivi, mentre Leclerc continua a spingere mantenendo un buon passo. Marcos chiede a Charles di iniziare a pensar ad un eventuale modifica all’ala anteriore per la prossima sosta, segnalando che al momento la numero 16 è la vettura più veloce in pista. Al giro 30 il ferrarista fa sapere che la monoposto è ben bilanciata, non necessitando alcun flap update.

Un paio di tornate e la strategia cambia ancora. L’ingegnere spagnolo mette al corrente il monegasco che al momento sono sul Plan B. Nelle due tornate successive, Hulkenberg e Stroll effettuano la seconda sosta montando le Hard, lasciando incustodito il quarto posto acciuffato prontamente da Leclerc. A volte le sensazioni di un pilota valgono più di mille calcoli telemetrici legati ai dati raccolti durante la gara. Le percezioni di Charles erano giuste. La convinzione di poter andare fino in fondo con le Hard, passando al tanto chiacchierato Plan C, era più che fondata… 

Forse condizionato dalla gara passata, il muretto Ferrari se ne accorge con una decina di giri di ritardo. Al che, Marcos si apre in radio sostenendo che provare il Plan C risulti possibile. Leclerc accoglie le parole dello spagnolo in silenzio, concentrandosi totalmente sulla gara. Oltre alle solite indicazioni sui distacchi, viene ordinata una modifica al Multifunction per gestire la mappatura legata alla motricità della monoposto, seguita dal consiglio di spostare il valore del brake balance di un punto all’anteriore.

Le modalità utilizzate dai piloti Ferrari sono differenti. Oltre alla Push, Race, Safety Car, WarmUp, Slow, Fs, Box, Vsc, Charge e compagnia bella, troviamo il Mode Tyre saving chiesto da Marcos al giro 39, fondamentale per salvaguardare al meglio i compound mettendo da parte tutti i parametri che rendono troppo aggressività sulle gomme la monoposto . Possiamo definire queste modalità come un mix di criteri che comprendono differenti funzioni, necessari a gestire nello specifico determinati scenari che si creano durante una gara.

Un altro giro e lo spagnolo chiede a Leclerc di pigiare l’Oil button, opportuno per azionare la procedura di lubrificazione supplementare del motore, trasferendo una certa quantità d’olio da un serbatoio ausiliario verso quello principale.

La gara procede come previsto. La fase di gestione continua con l’ennesimo suggerimento di Marcos riguardante un comando rapido da adottare in curva 7. Nella parte posteriore del volante infatti, oltre alle palette, cambio e frizione ed i pulsanti DRS e K1, troviamo due switch ri-programmabili a seconda delle esigenze che incrementano o diminuiscono con semplicità i valori “mappati”. Per quanto riguarda la numero 16 sul lato sinistro troviamo i comandi legati al differenziale, mentre su quello destro, come richiesto dallo spagnolo, si va a modificare il Brake Shaping per gestire lo sfruttamento dei freni e del sistema brake-by-wire in staccata.

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Charles Leclerc in azione durante la seconda fase di gara

Il secondo stint di Leclerc sta andando alla grande. Malgrado gli pneumatici Hard siano decisamene più attempati di quelli degli inseguitori, la guida di Charles continua ad essere molto pulita garantendo un ritmo davvero buono. Il monegasco ha spinto parecchio per il Plan C, cercando di convincere il muretto che la strategia da lui caldeggiata si sarebbe rivelata vincente. A posteriori, le percezioni del giovane talento della Ferrari estrapolate durante la guida della sua monoposto non hanno affatto deluso. 

Giro 44. Dopo la seconda sosta Hamilton arriva come un treno. Marcos avvisa Charles concedendogli l’utilizzo dell’overboost K1 per difendersi informando della bandiera blu su Giovinazzi. Sebbene al differenza di prestazione tra i due sia notevole, Leclerc cerca di resistere come può all’attacco del britannico.

La freccia nera di Lewis non ha tempo da perdere essendo impegnata nella rincorsa al secondo posto, infilando “brutalmente” la Ferrari all’interno della Stowe e relegando Leclerc al quarto posto.

Mancano 7 giri alla fine, e la gara della numero 16 è finita. Charles anticipa il suo ingegnere in radio. Prendersi cura degli pneumatici risulta l’ultima preoccupazione della gara per il ferrarista, cercando di ottenere il massimo possibile con questa vettura.

Liberatorio e spontaneo, l’urlo di gioia dopo aver tagliato il traguardo descrive la passione di questo ragazzo. In attesa di tempi migliori, un quarto posto va festeggiato come una vittoria…


Autore: Alessandro Arcari – @BerrageizF1 

Foto: F1 TV


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