Il secchione, il bullo e il basso

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Il secchione, il bullo e il basso

Il Pagellone del Froldi (Gp 70 anni F1)


Ho fatto uno strano sogno domenica, appena finito di pranzare. Sembrava un film… colpa sicuramente di questo caldo asfissiante e malmostoso (odio l’estate, se non l’avete ancora capito…).

Titolo: Il secchione, il bullo e il basso.

Non ci sono “buoni” in questo film, solo diversamente “cattivi”…

(in sottofondo musica dell’immortale Ennio Morricone…)

Nelle vaste praterie dove cavalli velocissimi guidati da provetti fantini si sfidano a vicenda per contendersi gloria e denaro, tre figuri, armati di tutto punto, si guardano in cagnesco pronti al duello rusticano.

Il secchione, di rosso vestito, sembra un bonaccione, è un poco stranito, ha una folta e curiosa capigliatura flambé ed ha spesso buone maniere, ma gronda bontà… dagli artigli. E’ arrivato a governare il suo ranch dopo una guerra campale contro il vecchio capo e non ci pensa un attimo a schiodare. Purtroppo il suo cavallo è stato messo a dieta, dopo le proteste del bullo e di uno spione che aveva in casa (l’accusa era che il cavallino avesse biada agli steroidi). Affamato dopo le ultime restrizioni decise dai giudici di gara, il povero equino non riesce ad essere veloce come prima. E’ diventato un ronzino. Ma il secchione non è molto preoccupato perché, che vinca o perda, ha sempre una bella bisaccia piena di lingotti d’oro. E’ un patto stilato tanti anni fa dalla sua scuderia con i fondatori delle corse nelle praterie. E sta per essere rinnovato con l’attuale boss dei boss: il basso. Codesto siede su un trono dorato ed è un tipino tutto d’un pezzo che se gli fai uno sgarro ti puoi fare il segno della croce…

Il bullo è un bell’uomo, alto ed in forma, che sa amministrare bene i suoi beni. Si diverte a prender in giro gli avversari, in particolare il secchione. Negli ultimi anni i suoi cavalli, prima grigi e ora neri, hanno fatto letteralmente mangiare la polvere agli avversari, che devono accontentarsi delle briciole. Il bullo non vuole solo vincere nelle praterie del mondo, ma anche nella stanza dei bottoni, dove girano i dobloni. Per questo ha cercato di entrare in pompa magna nella casa del basso. Ma il secchione, con una mossa inaspettata, ha posto il suo veto.

Il bullo è andato su tutte le furie e se l’è legata al dito. Non solo il nostro vuole una fetta maggiore dei lingotti distribuiti dal basso ogni anno alle varie scuderie, fetta che vorrebbe più legata al merito nelle gare (e dagli torto), ma vuole anche umiliare il secchione. E’ diventata una questione personale. Per rafforzare il suo potere è arrivato addirittura a prendere il cavallo grigio che ha corso nel precedente torneo e a rimetterlo in pista… colorandolo di rosa, a parte gli zoccoli (non si sa perché)!

Il puledro l’ha comprato, senza badare a spese, un signore ricco sfondato, che ha deciso di mantenere la promessa fatta al figlio per l’ultimo compleanno: farlo diventare campione del torneo. Il ricco è convinto che i soldi possano comprare tutto, compresa la gloria e le capacità sportive. Il figlio, invero, non è che sia questo super fantino, ma cosa non farebbe un padre per un figlio?

Ciò fa buon gioco al bullo, perché avere il puledro dell’anno scorso (seppure in rosa) gli permette/rebbe di ostacolare i potenziali avversari: il cavallo rosa non andrà mai contro il cavallo nero, è pacifico. Però    questa faccenda, così smaccata, così plateale, ha mandato su tutte le furie gli altri proprietari dei cavalli, che si stanno coalizzando contro il bullo. I piazzamenti valgono oro, e quando si tratta di oro non si guarda in faccia nessuno! Non è una questione personale, sono solo affari, no?

Forse il bullo ha esagerato o, come si suol dire, ha fatto il passo più lungo della gamba? Forse la volpe questa volta finirà in pellicceria? Non si sa. Il film è appena agli inizi. Da lontano, si vede il boss dei boss, il basso, che non ha ancora deciso cosa fare esattamente. Studia gli altri due con calma. E’ un poco stufo delle spacconate del bullo. Se poca gente va vedere le gare delle praterie ci perdono tutti. Inoltre non gli piacciono più i modi del bullo. E gli ha lanciato un messaggio nell’ultima corsa della prateria, sotto i cieli inglesi, dove un cavallo pazzo ha battute i purosangue neri…

Dopo mi sono svegliato. Giusto in tempo per assistere al Gran Premio dei settant’anni della Formula 1, che dire secondo gran premio a Silverstone non era proprio il massimo…

Red Bull. Voto: goduria, goduria, goduria. Un lampo blu e rosso ha rotto, e senza l’aiuto della dea bendata, il monotono dominio nero della Mercedes versione 2020. Una vittoria costruita chirurgicamente sin dalle prove libere e dalle qualifiche. Seguita poi da una accorta gestione di gara e da un magnifico Max Verstappen. Sia lode al team di bucanieri sempre con il coltello fra i denti che tutte le provano per scalzare la Mercedes dal trono. Quanto mi piacerebbe comprare il pacchetto tecnico-gestionale della RB verniciandolo di rosso. Andrebbe bene pure opaco e mi farei piacere pure Marko. Non facciamo gli schizzinosi…

Max Verstappen. Voto: 33 e lode. Come al solito, cagnaccio!

Mercedes. Voto: 5 e mezzo. Non mi addentrerò in questioni tecniche che poco mi competono (tipo gli pneumatici differenti rispetto al round 1 in terra albionica e le pressioni “maggiorate” decise da Pirelli per motivi di sicurezza), fatto sta che quando si è abituati a vincere, si perde l’elasticità mentale di reagire a situazioni non previste. E in questo gli anglo tedeschi sono estremamente lineari e prevedibili.

Toto. Voto: è tornato il troll. Ci mancava, ma si capisce… non aveva argomenti. Eccolo qui con la sparata di giornata: la RB seria contendente per il titolo. No, non è vero, salvo che capitino robe da piaghe bibliche o da fine del mondo. Ma Toto deve aumentare il pathos, la narrazione, drammatizzare un mondiale che è saldamente in mano a Lewis, come fa un buon venditore. E lui è un ottimo venditore.

Lewis. Voto: 8. Per una volta fra gli umani.

Bottas. Voto: 2. Avrà pure attenuanti, ma vederlo dire (così me lo immagino): “Prego si accomodi, scusi spero di non disturbarla, ha bisogno del caffè, tè?!” all’arrembante re nero è stato francamente ridicolo. E’ inutile che dopo se la prenda con il team.

SF1000. Voto: 6 +. Sembra che qualcosa si possa tirar fuori da questa rapa. Però, quando sento Charles affermare che non sanno perché sono andati così veloci, resto basito. E non mi piace.

Vettel. Voto: 4. Sebastian non si merita questa Ferrari. E la Ferrari ha bisogno di due punte, non di una sola. Vettel, che domenica è tornato Capitan Girella, è stato scaricato malamente da Binotto prima dell’inizio del mondiale, da un giorno all’altro. La monoposto carciofo non gli è affatto congeniale, e soprattutto (secondo me) è profondamente demotivato. Mi ricorda il Vettel del 2014. Le cose sono due: o si riannodano i fili per un finale decoroso per entrambi, oppure ci si saluta in anticipo. Seb ha ancora tanto da dare, per quel che mi riguarda, a questo sport.

Leclerc. Voto: 9. Specularmente Charles ha dalla sua l’entusiasmo, uno stile di guida che più si adatta a quel catorcio rosso opaco, e ormai una maturità da veterano. Gestione pneumatici superlativa. Dategli una monoposto degna di tale nome…

Mattiacci Arrivabinotto: Voto: tripalle (copyright di Alessandro Arcari). In fondo lo sapevo che, se voleva, il nostro tirava fuori gli artigli… vediamo se dura.

Scontro Mercedes-Fia. Voto: uno contro tutti. Alla fine si troverà un compromesso, ovviamente, ma attualmente si stanno guardando un po’ in cagnesco. Pop corn.

Marko. Voto: nonsense. Ma il simpatico Marko che abbiamo visto con la mascherina in faccia è lo stesso che voleva organizzare un Covid party con i piloti? Chiedo per un amico…

Pirelli. Voto: rosario. Vedo immense file di tifosi non Mercedes, compreso il sottoscritto, che sgranano il rosario, sperando che la casa della P lunga gonfi come palloni le sue gomme… A parte gli scherzi: non ho le capacità per comprendere se e quanto le scelte legate ai battistrada  (mescole e pressioni) abbiano influito sul rendimento della Mercedes. Certo, se l’incertezza dipendesse dalle scelte delle mescole, a me proprio non piacerebbe (ne è mai piaciuto) questo modo artificioso di creare spettacolo… ma d’altronde è uno show che, ci piaccia o meno, in epoca di monofornitore abbiamo visto tante volte. Vero?

P.S.: a questo giro il nostro ineffabile Todt ha dovuto vergare un tweet dove non citava la dominante Mercedes. Gli sarà dispiaciuto?


Autore: Mariano Froldi – @MarianoFroldi

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