In Racing Point sono sicuri che il reclamo della Renault verrà rigettato

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In Racing Point sono sicuri che il reclamo della Renault verrà rigettato
Lance Stroll a bordo della Racing Point RP20

La somiglianza tra la Racing Point RP20 e la Mercedes W10 è un tema che ha creato grandi dibattiti sin dal giorno in cui sono caduti i veli dalla monoposto rosa. Se a Barcellona, durante i test invernali, nessun team aveva proposto azioni formali, la musica è cambiata quando il campionato ha preso il via. Sono così partite le proteste ufficiali. Difficile contestare alla FIA l’intero progetto, quindi la vettura della squadra di Lawrence Stroll è stata accusata di aver plagiato “la cugina” anglo-tedesca in precisi particolari tecnici. E’ la Renault che ha fatto i primi passi ufficiali inoltrando una serie di reclami in carta carbone a partire dal Gran Premio di Stiria, secondo atto del Campionato 2020. La decisione dei commissari su questo argomento che nel frattempo si è fatto scottante è attesa nei prossimi giorni visto che mercoledì la FIA si riunirà per mettere un punto a questa storia.

Il motivo del contendere, è vicenda arcinota, riguarda lo schema del brake-duct anteriore della PR20 ritenuto identico a quello della Mercedes W10 che ha consegnato il sesto titolo piloti a Lewis Hamilton. Una questione spinosa che deve necessariamente trovare una conclusione e una chiarificazione per evitare che si continui in questo clima di sospetti che sta generando ogni genere di illazione e che, secondo qualcuno, vedrebbe anche la casa di Stoccarda correa per un travaso tecnico non permesso dal regolamento. La questione è di quelle che afferiscono al diritto, all’interpretazione dello stesso. Guerre di avvocati in cui la spunterà chi si affida al professionista più abile e scafato.

In Racing Point sono sicuri che il reclamo della Renault verrà rigettato
Andy Green, direttore tecnico della Racing Point

A 48 ore dalla decisiva riunione è Andy Green, direttore tecnico della Racing Point, che spiega, anticipando di fatto la linea difensiva, perché in seno alla squadra dormono tra due comodi guanciali. “Abbiamo comprato i progetti dei brake-ducts dalla Mercedes nel 2019. Quando l’operazione è avvenuta era consentito farlo. I nostri legali – ha aggiunto il dirigente – sono al lavoro sulla vicenda da settimane e hanno già inviato alla FIA tutta la documentazione necessaria per provare la conformità alle procedure. Quando i delegati della Federazione Internazionale dell’Automobile sono venuti in fabbrica per verificare e vidimare il progetto della monoposto 2020 non abbiamo nascosto nessun dettaglio. Nicholas Tombazis ha fatto riferimento ad una possibile leggerezza nelle analisi? Lui non era presente in fabbrica, è sufficiente che chieda ai suoi uomini che erano in loco come si sono svolte tutte le procedure senza omettere alcun particolare”.

Spiegata così la questione parrebbe non presentare alcun busillis. Ovviamente i rivali non sono del medesimo avviso, soprattutto perché hanno visto le prestazioni della vettura fare un balzo in avanti clamoroso nel giro di pochi mesi. Un exploit ritenuto sospetto specie in presenza di stabilità regolamentare. Ecco perché gli occhi degli ingegneri concorrenti hanno posato il loro sguardo morboso sulla RP20 che, va detto, a Silverstone ha parecchio deluso le aspettative visto che la macchina alla quale si è “ispirata” aveva dominato che schiacciante superiorità la gara del 2019.

La sensazione, in chiusura, è che il verdetto non sarà afflittivo per la squadra anglo-canadese. E’ ovvio, però, che un tale ed esplicito travaso di know-how abbia aperto una crepa grande in un sistema normativo che vieterebbe un chiaro passaggio di progetti. Nelle settimane precedenti i vertici della Racing Point si erano difesi sostenendo di aver prodotto una mole di materiale fotografico dalla W10 tale da riuscire a replicarne i punti di forza nelle minuzie. E questo modo di operare non è affatto vietato delle regole tecniche. Ecco perché il team di Silverstone dovrebbe vedere la sua linea vincere con buona pace delle proteste delle Renault e di chi, come Zak Brown della McLaren, sostiene che lo staff capitanato da Andy Green abbia esagerato nell’ispirarsi ad una vettura concorrente. Pochi giorni e un’altra questione spinosa di questo strano 2020 troverà un epilogo. Che sicuramente scontenterà qualcuno.

Autore: Diego Catalano – @diegocat1977

Foto: Nicolas Carpentiers, Racing Point

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