Max non avrebbe chiuso la gara senza pit: oltre 50 tagli sulle sue gomme…

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Max non avrebbe chiuso la gara senza pit: oltre 50 tagli sulle sue gomme…
Max Verstappen sul podio del Gp di Gran Bretagna 2020

Max non avrebbe chiuso la gara senza pit: oltre 50 tagli sulle sue gomme…


La prima gara sul circuito di Silverstone ha avuto un epilogo del tutto inaspettato. Dopo le prime due Safety Car iniziali ci stavamo preparando ad assistere ad una incontrastata doppietta Mercedes seguita dal terzo gradino del podio occupato dal talentuoso Max Verstappen, che fino a 3 giri dal termine aveva assistito inerme alla ‘lotta’ avvenuta là davanti. Si è scelto di utilizzare il termine lotta perché, in un certo senso Lewis e Valtteri se le son date di brutto. È mancato il ruota a ruota, ma gli alfieri della Mercedes hanno condotto una gara tiratissima sfidandosi a colpi di giri veloci, mantenendo un gap andato rare volte sopra ai 3 secondi.

Ancora non si sa esattamente cosa può aver portato ai cedimenti della gomma anteriore sinistra sulle Frecce Nere e sulla McLaren di Carlos Sainz Jr, ma oltre all’ipotesi sfortunata di aver raccolto alcuni detriti in pista (pochi giri prima Raikkonen aveva visto spezzarsi improvvisamente la propria ala anteriore), non si può scartare a priori quella dell’eccessiva usura.

Max non avrebbe chiuso la gara senza pit: oltre 50 tagli sulle sue gomme…
Lewis Hamilton, Mercedes W11, percorre il giro d’onore prima di rientrare ai box, Gp di Gran Bretagna 2020

Nel rocambolesco caos finale, dopo l’episodio che ha visto coinvolto Valtteri Bottas, Verstappen per non saper né leggere né scrivere ha deciso di pittare e mettere le Soft. Questo per due ovvie ragioni: essere ‘sicuro’ di terminare la gara e provare ad ottenere il giro veloce (cosa nella quale ha avuto successo). Purtroppo all’ultimo passaggio anche Hamilton ha avuto lo stesso problema del compagno di squadra e, trovandosi in prossimità di curva-8, si è dovuto fare quasi tutta la pista su tre ruote permettendo così all’olandese di chiudere al secondo posto con meno di 6 secondi di distacco. In tanti si sono chiesti se il muretto Red Bull abbia preso la decisione corretta: a due giri dal termine non sarebbe stato meglio proseguire e chiudere con le Hard?

Considerazione che aveva preso ancora più valore dopo le parole rilasciate da Mario Isola (responsabile car racing Pirelli, leggi qui le cosiderazioni complete) ai microfoni di ‘Sky Sport F1’ al termine della gara: “Possiamo assicurarvi che inizieremo a condurre un’analisi approfondita degli pneumatici utilizzati nell’ultimo stint non appena la FIA libererà le vetture dal parc fermè.  Al momento abbiamo solo le gomme della Red Bull di Verstappen, che ha sostituito le Hard per le Soft al penultimo giro. Le controlleremo, ma come avete potuto notare non hanno nessun tipo di problema. Tuttavia poi nel corso delle ore successive sono state condotte ulteriori verifiche e il quadro emerso non è per nulla in linea con il pensiero precedentemente espresso da Isola.

Di seguito le parole rilasciate da Christian Horner (team principal Red Bull) nella conferenza stampa al termine dell’evento e riportate da ‘Soymotor.com‘: “Perché abbiamo deciso di fare un ulteriore pit con Max? Semplicemente perché non avrebbe concluso la gara. Probabilmente avrebbe patito lo stesso problema degli altri… Sulle sue gomme sono stati rilevati più di 50 tagli! Capire se la nostra scelta è stata buona o no, sta nello scegliere di vedere il bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto. Abbiamo beneficiato del problema di Bottas e rientrando abbiamo evitato di fare la sua stessa fine. Quindi siamo più contenti dei punti conquistati piuttosto che essere rammaricati per quelli che potremmo aver perso”.

Max non avrebbe chiuso la gara senza pit: oltre 50 tagli sulle sue gomme…
Christian Horner, team principal Red Bull Racing

Alla fine con i se e con i ma non si fa la storia. Le decisioni sono state prese e i punti sono stati assegnati. Quello che resta è un bel grattacapo per la Pirelli che ora deve decidere se confermare l’utilizzo della mescola C4 per il Gp dei 70 anni (sempre sulla pista di Silverstone) come già stabilito o se effettuare un passo indietro facendo correre di nuovo i piloti con le mescole adoperate nello scorso weekend, ovvero C1, C2 e C3.

Personalmente non posso che concordare con Isola quando dice: “Dobbiamo capire cosa sia effettivamente successo. Se si fosse trattato di un problema di usura, non lo risolveremo né mantenendo la stessa scelta di pneumatici, né utilizzando compounds più soffici e lo stesso discorso vale anche nel caso in cui le forature fossero state determinate da detriti. Malgrado questa premessa non credo che la Pirelli andrebbe ad inserire la C4 in tutta tranquillità (parliamo comunque di una mescola simile a quella che poteva essere una UltraSoft del 2018, per di più all’esordio sullo storico tracciato britannico) nel caso in cui scoprisse che l’origine del problema fosse stato proprio l’eccessiva usura.

Detto questo, basterebbe consigliare alle squadre un numero di giri massimo per scongiurare qualsiasi tipo di problema. Cosa che mi aspetto venga fatta a prescindere dalla decisione finale che prenderà la casa milanese


AutoreMarco Sassara – @marcofunoat

Foto: Red Bull – Mercedes

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