La grande de-pressione e la solitudine di Binotto

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La nazionale Rossa in crisi profonda
Mattia Binotto, team principal Scuderia Ferrari

La grande de-pressione e la solitudine di Binotto


Quella che si respira in questi ultimi weekend, dopo un inizio da incubo e fantasmi invernali, è senza dubbio il punto più basso della attuale gestione. Ci si aspettava di andar male, d’accordo ma ci si aspettava di più. Non molto, quel tanto per restare comunque in una zona di de-pressione. Senza i cavalli non si canta messa. In due circuiti dove la potenza è molto importante, abbiamo visto la Ferrari – per non parlare dei piloti- remare senza certezze, al buio come una scialuppa di salvataggio del Titanic. Insomma un conto è accettare che la vettura è quel che è (con i colpevoli un ‘copia incolla’ degli anni precedenti), un’altra faccenda è ravvisare un team disunito, in confusione. Bisogna discutere con onestà se Binotto da uomo di fabbrica, abbia capito come tirar fuori il meglio dal team, in pista. Se sappia parlare agli uomini, sappia scegliere. Riesca a farsi seguire. Credo ancora di si e mi spiacerebbe essere smentito.

Ma a conti fatti, alla viglia del GP italia e del GP 1000, i protagonisti e gli argomenti di interesse non sono più neanche legati a Vettel o Leclerc, la loro qualifica, nè la competizione di sé annientata dalla Mercedes in una sessione ancor più scontata del previsto.

La grande de-pressione e la solitudine di Binotto
Mattia Binotto (team principal Ferrari) e Laurent Mekies (direttore sportivo Ferrari)

Bisogna fare i conti con la depressione per aver assistito ad un team sempre più irriconoscibile. Al di là della performance, ciò che ha lasciato perplessa la dirigenza è la regressione sull’approccio, sulle soluzioni nel concreto. Gli altri hanno migliorato in molte aree, il gap si sta ampliando oltre il limite consentito, al momento fuori controllo. Si sa poco di quanto si stia discutendo ai piani alti. Si sa di strane telefonate e strani dialoghi allo scoperto. Qualcuno che vuole lanciare messaggi, altri che tirano a campare. Qualcun altro allontanato. Tira un’aria molto strana. O forse è un pre-reset voluto. Come ho già detto non penso sia il momento di rivoluzionare, ma potenziare con grande qualità garantendo a chi viene stabilità.

Ci sono tanti elementi in ballo, ma ora che il patto della concordia è stato siglato, si starebbe attendendo la fine di questo mese, ovvero le prossime due tappe del Mugello 1000 e Sochi, per avere risposte sulla ‘tenuta’ di Binotto che a me pare pericolosamente un po’ più solo sulla nave. Aspettiamo la gara sapendo che sulla carta più di tanto non si può sperare. Forse ci sarà molto da dimenticare, forse no. Ma lunedi quando si parlerà di come affrontare il millesimo gran premio, potrebbe esserci una pressione indicibile, con la crescente paura di sbagliare.

Unica certezza Toscana la livrea per l’occasione e qualche novità tecnica. Anche se non traspare mai dall’atteggiamento del team principal, sarà un esame che lo riguarda da vicino, perché dopo la parodia divertente ma preoccupante di Crozza, tenere in pugno la squadra sarà quasi più importante delle prestazioni.


Autore: Giuliano Duchessa – @giulyfunoat

Foto: Ferrari – Formula Uno

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