Sanzionati Raikkonen e Albon

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Non c’è stato molto lavoro per i commissari durante il Gran Premio dell’Eifel. Sono stati analizzati solamente due episodi, entrambi per aver causato un incidente. Vediamo perché sono stati sanzionati Raikkonen e Albon.

Sia per il pilota Alfa Romeo che per quello Red Bull l’articolo in questione è il 38.1 del regolamento sportivo

L’articolo 38.1 del regolamento sportivo

Iniziamo con Raikkonen: ha ricevuto 10 secondi di penalità + 2 punti patente. Ci troviamo in curva 1. Vettel sta provando il sorpasso su Russell e il finlandese, in scia alla Ferrari, tenta a sua volta di prendere la posizione. Quest’ultimo, quando si trova affiancato all’inglese, durante la frenata va al bloccaggio dell’anteriore e al conseguente contatto con la Williams. Tale manovra causa il ritiro di Russell. Molti hanno detto che i commissari sono stati troppo severi con Raikkonen. Io non la penso così: trovo giusto lasciar gareggiare i piloti il più possibile, ma se durante un tentativo di attacco, l’avversario si ritira perché colpito, è giusto che venga assegnata una sanzione.

Sanzionato Raikkonen per questo contatto con Russell in curva 1

Passiamo ad Albon: per lui la sanzione è stata più lieve, ovvero 5 secondi di penalità + 2 punti patente. In questo caso, siamo in curva 14 e il tailandese si trova alle spalle di Kvyat. Il russo, probabilmente per aver raffreddato troppo le gomme durante la virtual safety car, perde la traiettoria è taglia la chicane rientrando comunque in pista mantenendo la posizione. Il pilota Red Bull, però, tenta l’attacco all’interno che gli riesce, tuttavia si sposta troppo verso sinistra e va al contatto con l’Alpha Tauri causandone la rottura dell’ala anteriore e quindi la sosta obbligata al box. A mio avviso, vale lo stesso discorso fatto in precedenza per Raikkonen. Il russo si è visto la gara compromessa da quel contatto, è quindi giusto sanzionare l’altro pilota.

Kvyat perde l’ala anteriore dopo il contatto con Albon, sanzionato

Autore: Alessandro Rana – @AleRanaF1

Immagini: F1.com

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