Analisi strategica Gp Eifel 2020

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Charles Leclerc, Scuderia Ferrari, Gp Eifel 2020

Analisi strategica Gp Eifel 2020


Appuntamento nuovo quello dell’analisi strategica. Spero possa risultare una lettura piacevole, per rivedere ed analizzare assieme le tattiche adottate dai piloti per riuscire a terminare il Gp appena trascorso nel miglior piazzamento possibile. Essendo autore del live della gara, in cui in fondo potete trovare, di volta in volta, il mio pensiero relativo alle possibili strategie da adottare nel corso dell’evento, si è pensato di proseguire questo ”percorso” per fare quadrato traendo tutte le opportune considerazioni finali. Ho pensato di improntare questo “test’’, sulla falsariga del lavoro svolto la domenica. Daremo prima uno sguardo all’opinione della Pirelli per poi vagliare uno ad uno tutti gli argomenti degni di nota. Detto questo, possiamo iniziare.

Gp Eifel 2020: disamina Pirelli

Il vincitore della gara Lewis Hamilton (Mercedes) è stato coinvolto in un duello molto serrato con Max Verstappen (Red Bull). Il britannico è riuscito a vincere il suo 91° Gp in carriera (pareggiando i conti con Michael Schumacher) fermandosi due volte, passando da Soft a Medie, per affrontare il tratto centrale e montando ancora Soft per lo stint finale. Lo stesso ha fatto Verstappen, giunto al traguardo in seconda posizione. Le strategie sono state influenzate da una Virtual Safety Car (giro 16 e 17/60) e successivamente da una Safety Car (giro 45-49/60). Durante il periodo di VSC diversi piloti hanno effettuato la prima sosta, compresi i primi tre classificati. Con l’intervento invece della Safety Car, molti ne hanno approfittato per fare il secondo pit. Lo stint finale è stato una gara sprint sostanzialmente di 10 giri, con i piloti di testa tutti su gomma Soft.

Analisi strategica Gp Eifel 2020
Infografica Pirelli: Strategie Gp Eifel 2020

Daniel Ricciardo (Renault) è arrivato puntando sulla stessa strategia dei primi due classificati. Romain Grosjean (Haas) è riuscito a terminare nono, scattando dalla 16esima posizione, effettuando una sola sosta: passaggio da Medium ad Hard al 28° giro (l’unico ad aver improntato una strategia simile). Il pilota ad aver guadagnato il maggior numero di posizioni è stato Nico Hulkenberg su Racing Point. Il tedesco, scattato dalla 20° casella in griglia, ha chiuso in ottava posizione puntando sulla medesima strategia dei primi cinque (S-M-S). Le basse temperature (appena 11 gradi ambiente a fine gara e 19 gradi di temperatura asfalto) hanno reso particolarmente impegnativo mantenere gli pneumatici nella giusta finestra di esercizio, creando qualche problema in più soprattutto alla ripartenza dopo la Safety Car.

Gp Eifel 2020: Considerazioni

In primo luogo ovviamente, chi vince ha sempre ragione, tuttavia non credo che la strategia improntata da Hamilton, Verstappen e Ricciardo sia stata effettivamente la più veloce. La casa milanese, in questo caso ha fatto un po’ di tutta l’erba un fascio, mettendo sul loro stesso piano anche il lavoro compiuto da Perez e Sainz… Non credo che ciò possa rendergli giustizia. Il messicano della Racing Point e lo spagnolo della McLaren infatti, non fosse stato per la Safety Car, intervenuta nel finale, sarebbero riusciti a concludere la gara “tranquillamente’’ su una sosta (strategia Soft-Medie). Questo grazie all’ottimo lavoro svolto sul compound rosso, utilizzato per 28 giri. Meglio di loro solamente Norris e Hulkenberg, riusciti a percorrere 29 giri su questa mescola. Purtroppo Lando sarà costretto a ritirare la propria vettura al 43° passaggio (problema tecnico), mentre Nico concluderà poi in ottava posizione dopo esser partito dal fondo della griglia (entrambi su una strategia S-M in assenza di complicazioni).

Analisi strategica Gp Eifel 2020
Lap Chart Gp Eifel 2020

Come possiamo benissimo vedere dal lap chart, la strategia ad una sosta S-M è quella che ha pagato maggiormente, soprattutto se si considerano i primi due terzi di gara. Norris, Perez e Sainz, grazie al loro primo lungo stint su gomma Soft erano riusciti brillantemente ad avere la meglio sia di Albon che Leclerc, costretti ad effettuare una sosta troppo anticipata, con il solo Ricciardo riuscito effettivamente a resistere alla loro avanzata. Tuttavia senza l’ingresso della vettura di sicurezza, molto probabilmente Cyril Abiteboul adesso non starebbe in ansia per il tatuaggio che Daniel sta già pensando di fargli stampare sulla pelle.

Di fatti al giro d’ingresso della vettura di sicurezza (45/60), l’australiano aveva già effettuato 27 giri con le mescole Medie e arrivare fino in fondo senza un’altra ulteriore sosta sarebbe stato difficile (avrebbe comportato uno stint di 44 tornate). In quel frangente Ricciardo si ritrovava terzo con un vantaggio di 9,5 secondi su Perez e di 16,5 secondi su Sainz. Posizioni che avrebbe sicuramente perso dal momento che al Nurburgring il tempo di pit stop, in condizioni normali, si attesta intorno ai 22 secondi. La Safety Car in questo senso ha salvato dunque il podio a Ricciardo, pareggiando anche quasi la totalità delle strategie.

Analisi strategica Gp Eifel 2020
Infografica Pirelli

Dunque a concludere un po’ questo pensiero, ritengo che la strategia più veloce ieri fosse quella ad una sosta Soft-Media. Subito sopra riportiamo anche l’infografica Pirelli con alcuni dati riguardanti gli stint effettuati dai piloti suddivisi per tipologia di mescola e relativi giri veloci.

Gp Eifel 2020: Giusta la scelta fatta da Leclerc in regime di Safety Car?

In molti non hanno apprezzato la decisione presa dalla Ferrari al momento dell’ingresso della vettura di sicurezza. Leclerc, in accodo con il team (qui le dichiarazioni), ha scelto di non rientrare ai box e terminare la gara sul compound di gomme Medie montato nel corso del 35° giro. Al momento dell’ingresso da parte della vettura di sicurezza, Charles si ritrovava in sesta posizione, con circa 5 secondi di vantaggio su Gasly (più lento in questa fase su gomme Hard). Probabilmente in assenza del problema manifestatosi sulla vettura di Lando Norris, il monegasco sarebbe riuscito a preservare la posizione sull’AlphaTauri, ma purtroppo la storia è andata diversamente quindi limitiamoci a prestare attenzione ai fatti.

Nelle immagini, sopra riportate, trovate la situazione esattamente nel momento in cui la direzione gara decide di far entrare in pista Bernd Mayländer (giro 45/60) e successivamente nell’istante in cui Gasly abbandona la pit lane per tornare in pista in 8° posizione alle spalle di Grosjean (Haas) per soltanto 1,7 secondi. Questo ci dice che se Leclerc avesse deciso di entrare ai box per montare mescole Soft, sarebbe riuscito a preservare la sesta posizione e in più si sarebbe messo nelle medesime condizioni dei suoi avversari.

Tuttavia, con i problemi di graining patiti ad inizio gara sul compound più soffice, si è preferito non rischiare e a parer mio non è stata una scelta sbagliata. Vettel pur terminando la gara, al contrario del monegasco, con mescola C4, non ha mai mostrato un passo superiore al compagno di squadra. Anche se nel caso del tedesco va tenuto conto anche del fatto che si è ritrovato coinvolto in diverse lotte, rimanendo bloccato anche alle spalle di Giovinazzi proprio negli ultimi giri. In definitiva non credo che sia stato un errore così grave. Con gomme Rosse forse Charles si sarebbe potuto meglio difendere dagli attacchi dell’AlphaTauri, ma difficilmente lo avremmo visto attaccare le posizioni di Sainz e Perez.

Quello che invece mi ha piacevolmente colpito è il passo gara mostrato da Vettel su gomma Hard, di cui riporto sopra alcuni screenshoot. Se lo mettiamo a paragone con il ritmo di Charles (su Medie), notiamo come la velocità dei due alfieri della Ferrari sia non molto dissimile. Tenendo sempre a mente che Sebastian in rarissimi casi ha avuto aria libera di fronte a lui. Peccato poi, proprio quando le condizioni avrebbero potuto permettere al tedesco di imprimere il proprio passo (nella sequenza a seguire è possibile vedere come al giro 39/60 con pista libera aveva ottenuto il suo miglior giro di giornata), Seb abbia subito l’arrivo dell’arrembante gruppo capitanato da Charles, con mescole più fresche delle sue.

In questa fase il pilota della vettura numero 5 perde tre posizioni in tre giri ed è forse per tale motivo che decide di fermarsi per montare gomme Soft al giro 43/60. Il che è un peccato. Perché ritengo che avesse il passo per riuscire a resistere agli attacchi di Raikkonen, anch’egli su gomma ormai con qualche giro di troppo e prossimo al pit stop. In questo senso avrebbe potuto attendere ancora un po’ per poi andare a coprirsi strategicamente sulla vettura numero 7 al momento della sua sosta. Con il senno di poi ovviamente, attendere gli avrebbe permesso di usufruire anche del regime di Safety Car e di non perdere secondi preziosi… Cosa non facilmente preventivabile al 43° giro.

Se c’è una cosa che possiamo dire con estrema tranquillità è che di sicuro Sebastian è stato utilizzato dal team come cavia. Ha testato le Hard e ha montato un secondo treno di Soft, non utilizzando mai la Media (disponibilissima) che sembrava la gomma che meglio si adattasse alle condizioni del Nurburgring. Più che le chiamate ai box, Vettel e i suoi tifosi, qualora avessero qualcosa da recriminare, direi che è proprio questo.


AutoreMarco Sassara – @marcofunoat

Foto: Ferrari – Formula Uno Pirelli

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