La scelta di Vettel: Lewis con la testa, Michael con il cuore

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Gp Turchia 2020: Vettel (3°) e Hamilton (1°) festeggiano sul podio

La scelta di Vettel: Lewis con la testa, Michael con il cuore


Il Gp di Turchia oltre ad essersi reso protagonista con una bellissima gara che ha tenuto tutti con il fiato sospeso dal primo all’ultimo giro, ha anche segnato, se vogliamo l’epilogo della stagione 2020. Con la 94° vittoria conquistata da Hamilton, il campione del mondo britannico ha ottenuto la certezza matematica del suo settimo iride mondiale andando così ad eguagliare Michael Schumacher. Un risultato che certamente non ci lascia stupiti. Già da oramai molte gare (qualcuno sono sicuro dirà: ‘da luglio’) si sapeva che Lewis non avrebbe avuto ostacoli tra sé e questo importantissimo risultato. Se, in quel di Istanbul, le cose fossero andate storte, Hamilton avrebbe avuto comunque altri 3 match point per ottenere l’iride…

Per questo, già da tempo, si è iniziato a discutere su chi, tra il britannico e Schumacher, sia il pilota più forte della storia della Formula Uno. Le tifoserie cercheranno sempre di portare elementi per far risaltare più uno rispetto all’altro, ma è chiaro che fare un vero e proprio confronto risulta impossibile. Perché? Ce lo spiega molto bene Sebastian Vettel (4 volte iridato), invitato a rilasciare la propria opinione al portale web Firstpost:Hamilton è senza dubbio il migliore della nostra epoca. Ma credo sia difficile fare paragoni con i grandi del passato. Si potrebbero confrontare Juan Manuel Fangio o Stirling Moss con i piloti della nostra generazione? Credo di no”.

La scelta di Vettel: Lewis con la testa, Michael con il cuore
Vettel si congratula con Hamilton per il campionato appena conquistato

La ragione è molto semplice. Forse noi non riusciremmo a ben figurare su quelle auto ha proseguito il tedesco “e loro, magari, incontrerebbero delle difficoltà con le nostre perché di gran lunga più veloci. Chissà… Sono discorsi che lasciano il tempo che trovano. Ogni epoca ha i suoi piloti di riferimento e Lewis è chiaramente il migliore del nostro tempo. Su questo nessuno ha dubbi e quando anche un pilota del calibro di Sebastian arriva a fare una simile ammissione, è perché lo pensa realmente. Non ci sono dichiarazioni di rito che tengano. Qui non c’è nulla in ballo. Nessun sedile da ottenere, nessuna squadra da appagare. Una semplice presa di coscienza a riconoscere i meriti di un grande rivale.

Ad ogni modo, c’è da dire che, a volte, testa e cuore danno impulsi differenti e anche Vettel riconosce di vivere un po’ questa lotta interna: “Ovviamente però, dando spazio ai sentimenti, non nascondo che Michael, per me, sarà sempre il miglior pilota in assoluto. Anche se Lewis sarà il più grande per numero di risultati ottenuti. È riuscito ad eguagliarlo per numero di titoli, ha già vinto più gare e ha ottenuto molte più pole position. Ogni record detenuto da Michael, Lewis l’ha raggiunto e superato. A dare ulteriore valore al lavoro svolto in carriera, è arrivata la vittoria in Turchia, riconosciuta anche dal pilota della Ferrari un po’ come la ciliegina sulla torta: “Se guardiamo all’ultima gara poi… Per noi è stato molto difficile tenere alta la concentrazione e riuscire a portare la vettura sino alla bandiera a scacchi in quelle condizioni. Ad essere onesti, Lewis non era nemmeno il favorito e invece è riuscito a vincere anche questa gara…

La scelta di Vettel: Lewis con la testa, Michael con il cuore

Con Bottas fuori dai giochi (chiuderà la gara 14°), Hamilton avrebbe messo le mani sul settimo iride, anche nel caso si fosse ritirato. Nulla gli vietava di starsene tranquillo, portare la vettura al traguardo anche in 4°/5° posizione e festeggiare assieme ai suoi uomini il risultato raggiunto. Avrebbe avuto tutti gli ‘alibi’ del caso: la Mercedes era stata in difficoltà per tutto il weekend e lui, nonostante tutto, avrebbe comunque disputato una grande prestazione, di gran lunga migliore rispetto a quella del compagno di squadra. Ma Lewis non si è accontentato. Si è andato a prendere la vittoria inventandosi una strategia tutta sua (emulata da Perez, ma non con gli stessi risultati, anche se è poi riuscito ad arrivare secondo, leggi qui se vuoi) riuscendo così a trasformare una gara, fino a quel punto normale, in un gioiello in cui incastonare la perla più preziosa: il settimo titolo mondiale. Chapeau.


AutoreMarco Sassara – @marcofunoat

Foto: Mercedes – F1

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