Analisi strategica Gp Turchia 2020: Vettel avrebbe davvero potuto vincere?

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Analisi strategica Gp Turchia 2020: Vettel avrebbe davvero potuto vincere?

Analisi strategica Gp Turchia 2020: Vettel avrebbe davvero potuto vincere?


La Turchia, non ha tradito le attese. Volevamo una bella gara e dobbiamo ammettere che siamo stati accontentati. Ha vinto sempre il solito Hamilton, ma ieri se l’è davvero meritato (il britannico non poteva sperare in una prestazione migliore per festeggiare il suo settimo iride, complimenti sentiti). Seppur in condizioni davvero difficili, determinate dall’asfalto scivoloso e bagnato, l’intervento della Safety Car non si è reso mai necessario. Ovviamente non perché i piloti sono stati esenti da errori. Sotto questo aspetto ha giocato un ruolo importante il terreno di sfida: la larga carreggiata in aggiunta alle ampie vie di fuga hanno dato modo a tutti quei piloti finiti in testacoda di non andare ad inficiare sulla propria e la gara altrui. Fanno eccezione Grosjean e Latifi, dovutisi ritirare in seguito al contatto avuto intorno al 40° giro.

La gara è iniziata con pista molto bagnata a causa della pioggia caduta fino a pochi minuti prima dell’inizio. Le condizioni meteo, nonostante non abbia più piovuto durante tutta la sessione, non hanno permesso la completa asciugatura del manto stradale. Per questo nessuno ha scelto di adoperare le mescole slick. Qualcuno, come Lewis Hamilton ha deciso di andare fino in fondo con le Intermedie montate all’8° giro, mentre chi ha deciso di pittare nella seconda parte del Gp ha comunque deciso di montare un set ulteriore di Intermedie, non fidandosi del grip che sarebbe riuscito ad ottenere con gomma Soft. Negli ultimi giri si era venuta a creare una linea asciutta sulla quale correre, ma con molte chiazze d’acqua in alcune zone della pista, è stato ritenuto corretto non rischiare.

Prima di proseguire un appunto sul programma. Data la scarsa varietà di strategie si è pensato di seguire le gesta che hanno portato Leclerc a rimontare dalla 14° alla 4° posizione, percorso che ci darà modo anche di apprezzare la gara degli altri da un altro punto di vista. A concludere un commento sulle affermazioni fatte da Vettel una volta sceso dalla vettura. Innanzitutto però, come abitudine, andiamo a conoscere il commento rilasciato dal costruttore degli pneumatici al termine dell’evento.

Analisi strategica Gp Turchia 2020: Pirelli

Dopo essersi congratulata con Lewis Hamilton per la vittoria e per aver raggiunto Michael Schumacher con la conquista del settimo titolo mondiale, la casa Milanese inizia l’analisi vera e propria della gara. Il britannico è riuscito ad ottenere la vittoria grazie alla scelta di effettuare una sola sosta passando dalle Full Wet alle Intermedie nel corso dell’ottavo giro, riuscendo così a percorrere 50 tornate sul cinturato verde. Oltre al pilota della Mercedes solamente in altri due casi si è verificata la stessa scelta: Sergio Perez, arrivato secondo su Racing Point e Daniil Kvyat, dodicesimo su AlphaTauri.

Analisi strategica Gp Turchia 2020: Vettel avrebbe davvero potuto vincere?
Grafica Pirelli: dati pneumatici gp Turchia 2020

Ad eccezione delle Williams che sono scattate dalla pit lane su Intermedie, tutti gli altri son partiti su Full Wet. Il punto di crossover, ovvero il giusto momento in cui switchare dalle mescole a banda blu a quelle verdi è stato raggiunto dopo 10 giri dall’inizio della gara. In questo intorno si sono verificati tutti i primi pit stop. La stragrande maggioranza dei piloti, ha poi deciso di fermarsi di nuovo dopo la metà di gara per montare un secondo set di Intermedie.

Analisi strategica Gp Turchia 2020: Vettel avrebbe davvero potuto vincere?
Gp Turchia 2020: tutte le strategie di gara

George Russell è risultato il pilota che ha percorso più giri sulle Intermedie nel suo stint iniziale (32), mentre Hamilton quello che ne ha percorsi di più in assoluto nel secondo stint (50). Sergio Perez gli è andato comunque poco distante (48). Il clima è rimasto fresco tutto il giorno: la temperatura ambiente e quella dell’asfalto è rimasta stabile intorno ai 13°C, anche a causa della pioggia caduta fino a poco prima della gara. La pista è andata via via asciugandosi durante la gara, ma nessuno si è spinto a voler rischiare di montare le gomme slick. Il tracciato scivoloso e il rischio di pioggia previsto per il finale di gara hanno sicuramente condizionato i piloti nelle loro scelte.

Analisi strategica Gp Turchia 2020: Leclerc impone i ritmi delle chiamate ai box

Prima chiamata ai box e VSC

I due alfieri della Rossa ieri non si sono risparmiati, regalandoci una gara entusiasmante. Partiti dall’11° e dalla 12° posizione. Vettel ha completato la rimonta subito al primo giro. Il tedesco, nonostante la pista bagnata, riesce ad avere un buon grip, fornitogli anche dall’asfalto più gommato sul lato destro. Già quarto dopo aver oltrepassato Curva-2, transiterà per la prima volta davanti ai box in terza posizione, alle spalle della coppia Stroll-Perez sfruttando l’errore di Hamilton in Curva-9. Molto più lunga la cavalcata che porterà Leclerc dalla 12° piazzola alla 4° finale. Intanto lo start non è per nulla buono. Il monegasco perde anche delle posizioni e dopo un periodo di assestamento, come vediamo dalle immagini a seguire, al 6° giro si ritrovava 14° a poco meno di 50’’ dalla vetta.

In questi primi passaggi Charles sa di essere più veloce delle AlphaTauri, ma vedendo quanto difficile fosse sorpassare Gasly, e con le Williams che si stavano ben comportando su Intermedie (le uniche vetture ad aver affrontato lo stint iniziale su tale mescola patendo dalla pit lane), Leclerc alla tornata numero 7 decide di rientrare e montare il cinturato verde. Sarà il primo ad effettuare lo switch. I suoi intertempi sono subito eccezionali, cosa che porterà tutti i piloti a seguirlo con Vettel e Hamilton che rientreranno nella tornata successiva. L’ultimo a pittare per sostituire i propri pneumatici sarà Albon nel corso del 13° giro. Come potete osservare dalla sequenza in alto, tale mossa non ha fruttato a Charles un grande guadagno in secondi rispetto al leader della gara (ritardo di 48 secondi), ma gli ha permesso di sopravanzare di 4 posizioni (10°).

Al quattordicesimo passaggio entra la VSC, una beffa per la vettura numero 23 della Red Bull, che per poco non ne veniva avvantaggiato. La causa è Giovinazzi, costretto a parcheggiare la sua Alfa Romeo a bordo pista, causa un problema legato alla trasmissione. La Virtual (sequenza subito sopra) gioca un brutto scherzetto a Charles (nel frattempo era riuscito ad avere la meglio di Magnussen portandosi in 9° posizione) che vede incrementare lo svantaggio dalla testa della gara da 48’’ a 55’’. Purtroppo sempre il solito problema: c’è chi dalla VSC trae beneficio (Verstappen e Albon ad esempio) e chi ci perde (oltre a Leclerc, anche Vettel e Hamilton).

Il recupero su Sainz e l’errore di Verstappen

Quando viene ridata bandiera verde, al 15esimo giro, Leclerc è nono con 23 secondi di ritardo dalla McLaren di Sainz, coinvolta nel tentativo di superare Daniel Ricciardo. Il passo di Charles in questa fase è impressionante e risulterà spesso essere il più veloce in pista. Mentre il monegasco inizia il suo recupero, là davanti i due della Red Bull dimostrano di averne di più. Albon, riavvicinatosi a Hamilton sfruttando bene la VSC, in pochi giri riesce ad avere la meglio di Lewis e Vettel portandosi in 4° posizione (giro 17), mentre l’ombra di Verstappen si fa sempre più grande alle spalle di Perez. Al 18° passaggio però, Max paga il prezzo di un tentativo di sorpasso troppo avventato. Osa troppo in uscita di curva, si gira e spiattella le proprie gomme.

Costretto a rientrare ai box, tornerà in pista in 8° posizione davanti a Leclerc (19° giro) che nel frattempo si era portato a 13 secondi da Sainz (7° posizione). Verstappen e Charles dimostrano di avere un ritmo superiore e in soli 4 giri si portano sotto alla McLaren (23° giro). La Ferrari numero 16 una volta arrivata intorno ai due secondi da Max inizia a risentire della scia e portarsi sotto alla Red Bull diventa difficile. Forse anche complice il fatto di aver chiesto troppo al suo primo set di intermedie. Anche in questo caso, dopo essersi reso conto di ritrovarsi in una situazione di stallo, al 31° giro decide di pittare e montare un altro treno di intermedie. Attenzione: la decisione non era per nulla semplice.

In quel frangente si stava formando una linea abbastanza asciutta sull’asfalto, con molti piloti che stavano discutendo con il proprio muretto dell’opportunità di andare a montare gomme slick. Leclerc in questo, interviene un po’ in contropiede: monta le Intermedie e riuscendo a mantenere la nona posizione (grazie al grande vantaggio accumulato in precedenza) tona in pista in condizioni di aria libera e inizia subito ad imporre il proprio ritmo. 21 secondi lo svantaggio sulla Red Bull di Max Verstappen, 47’’6 dal leader (da questo ricaviamo che il tempo della sosta si attestava tra i 18 e i 19 secondi).

Undercut perfettamente riuscito

Leclerc inizierà sin da subito ad inanellare una serie di giri veloci che, come possiamo vedere dalla sequenza a seguire, lo porteranno ad avere la meglio su Ricciardo e Sainz che a loro volta andranno ad effettuare il pit stop per montare un altro treno di gomme Intermedie. Al 35° giro Charles è settimo a due secondi da Albon appena rientrato per montare le mescole cinturate verdi e a 7,5’’ da Vettel (5°) che ha fatto lo stesso il giro precedente. Gli unici a non aver pittato in questa fase sono Stroll (finora sempre in testa alla gara a parte un breve frangente in occasione della prima sosta), Perez, Hamilton e Verstappen.

I quattro sono molto indecisi se tentare di allungare ed andare fino alla fine, anche perché le condizioni sono ancora incerte e la pista sembra anche poter essere da slick. Tuttavia al 37° giro Lance Stroll rompe gli indugi e decide di andare al pit per adeguarsi alla strategia impostata da Leclerc. Purtroppo per il canadese (rientrato in pista 4°), ogni velleità terminerà qui. Non si troverà mai bene con questo set di gomme e finirà con il terminare la gara in 9° posizione. Al contrario, una volta che Hamilton si ritrova senza l’ostacolo Vettel di fronte (pit al 34° giro) acquista ritmo. In poco tempo Lewis riuscirà a prendere e superare Perez (38° passaggio) ottenendo la testa della gara. Da qui la strada per lui si farà in ‘discesa’.

Grazie ad una gestione delle gomme impeccabile (Hamilton non sostituirà mai le Intermedie montate nel corso dell’ottavo giro) e ad un ritmo sostenuto, il britannico andrà a vincere la gara con 30” di vantaggio sul secondo classificato! Mentre Lewis (38° giro) si accingeva a prendere la leadership, alle sue spalle si venia a formare un trenino guidato da Stroll con al seguito Vettel, Albon e Leclerc. Al 40° giro la coppia Ferrari va all’unisono al sorpasso dei piloti antecedenti la loro posizione, con Charles che ha la meglio persino di Stroll, approfittando di un’indecisione del canadese.

Verstappen non ne ha più ed è costretto al pit stop

Leclerc in questa fase ne ha di più e al 41° passaggio ha la meglio anche di Vettel portandosi in 4° posizione a 9’’5 da Max Verstappen. L’olandese però è in evidenti crisi di gomme. Il talento della Red Bull tenta di seguire l’idea avuta da Hamilton e Perez di continuare fino alla fine. Questo soprattutto perché Max a causa dell’errore commesso alla 18° tornata (che lo ha costretto ad andare ai box), ha mescole di una decina di giri più fresche rispetto alla coppia di testa. Ma non può nulla.

Al 44° giro Leclerc gli si fa sotto e lo supera agevolmente, così Max al termine dello stesso decide di rientrare ai box per montare un ulteriore set di intermedie (7° posizione a 6’’ da Sainz).  L’olandese chiuderà la gara in sesta posizione grazie al sorpasso su Albon nelle tornate finali. Più che lo scotto di non essere rientrato nel momento scelto da Leclerc per la seconda sosta, Verstappen paga la guida troppo irruenta avuta all’inizio della gara. Il Gp di Turchia si disputava su una distanza di 58 tornate, mentre Max ha corso come se ce ne fossero soltanto 20…

Finale di gara

Sappiamo tutti come terminerà il Gp di Charles Leclerc. Il talento della Ferrari recupera lo svantaggio su Perez quasi tutto nel corso degli ultimissimi giri. Avendo visto il messicano in difficoltà non si è accontentato della terza posizione e ci ha provato. L’errore c’è stato e l’ha pagato a ‘caro’ prezzo: accarezzare il podio e poi terminare quarto darebbe fastidio a chiunque. Purtroppo nelle ultime fasi ha avuto anche lui, come Max una guida troppo irruenta, sono arrivati anche tanti lunghi, e forse se avesse guidato con più compostezza sarebbe anche riuscito a chiudere al secondo posto. Ieri ha vinto l’esperienza. I veterani si sono presi una bella rivincita sui giovani, dandogli davvero una severa lezione.

Oltre al gran ritmo avuto da Hamilton e del quale vi avevo già parlato prima, vorrei evidenziare l’ottimo passo mostrato dalle McLaren, rinvigorite dopo l’ultima sosta. Sainz dall’essere ottavo, al 35° giro, terminerà a soltanto mezzo secondo da Leclerc. Ancora più impressionante il ritmo di Norris, 10° dopo la seconda sosta al 39esimo passaggio, con 20’’ di ritardo da Ricciardo, chiuderà in ottava posizione dopo aver inanellato una serie di giri veloci inarrivabili per tutti (1’36’’806 il suo best). Se la gara fosse stata asciutta sin dall’inizio credo che Mercedes, Ferrari e McLaren sarebbero riuscite a tenere un buon ritmo.

Analisi strategica Gp Turchia 2020Conclusioni: Vettel avrebbe davvero potuto vincere?

La mia opinione sulle strategie è che Leclerc e, più in generale, la Ferrari hanno fatto sempre la scelta giusta nel corso del Gp. Il monegasco è riuscito a recuperare dieci posizioni, e avrebbero anche potute essere di più, grazie all’ottima scelta dei tempi nelle chiamate ai pit stop. Dopo la gara Vettel, intervistato da ‘Sky’ aveva chiosato: “Ad un certo punto ho creduto di poter montare le slick. Forse avremmo potuto anche vincere…”. Certo, montare le gomme Soft, nel caso avessero funzionato, avrebbero portato ad un abbassamento dei tempi notevole e tutti sarebbero dovuti rientrare di nuovo a quel punto. Visto e considerato poi, che al momento del secondo pit, Seb si trovava davanti a Hamilton, è probabile che questa mossa gli avrebbe garantito di mantenere la posizione, almeno sul britannico.

Tuttavia l’asfalto molto scivoloso e la minaccia di pioggia proprio per gli ultimi minuti della gara, hanno portato tutti a non prendersi alcun rischio. Neanche i piloti fuori dai punti, cosa che a me è parsa abbastanza atipica… Se c’era qualcuno che doveva rischiare qualcosa in più erano proprio loro. Ma pazienza. Ha prevalso la ‘paura’. Più che parlare delle slick, ritengo che Vettel possa aver perso la sua possibilità di vincere la gara rientrando ai box per il secondo pit stop. La sua chance più concreta era quella di tentare di andare fino alla fine, proprio come hanno scelto di fare Perez e Hamilton, con un solo pit stop.

Analisi strategica Gp Turchia 2020: Vettel avrebbe davvero potuto vincere?

Anche qui però i dubbi sono tanti. Andare fino in fondo con le Intermedie montate all’ottavo giro non dava la sicurezza di terminare la gara senza problemi. Tra i piloti che hanno tentato questa strada solamente il sette volte campione del mondo, seppur con tante vibrazioni al volante, non è stato inficiato nelle prestazioni. Perez, invece ha rischiato fortemente di perdere il podio nel corso dell’ultimo giro e anche Max, che aveva anche gomme più fresche rispetto a Lewis e Checo, ha dovuto adeguarsi agli altri, in ritardo per giunta, perdendo così la posizione su Sainz. Ecco perché, secondo me, in definitiva, la Ferrari ha sempre fatto le scelte giuste stavolta.

Una sola sosta era un rischio troppo grande, vinto davvero dal solo Hamilton e per questo gli vanno riconosciuti tutti i meriti per una gara davvero superlativa. Mentre lui otteneva il suo 94° sigillo il compagno Bottas terminava 14° dopo aver condotto una gara anonima rovinata da un contatto in partenza. Ognuno tragga le proprie considerazioni…


AutoreMarco Sassara – @marcofunoat

Foto: Pirelli – F1


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