Mercedes: Hamilton è il presente, Verstappen potrebbe essere il futuro

Mercedes: Hamilton è il presente, Verstappen potrebbe essere il futuro


Con la presentazione della McLaren MCL35M di Daniel Ricciardo e Lando Norris – prima monoposto a svelarsi al mondo degli appassionati (leggi qui per approfondire) – la Stagione 2021 può dirsi formalmente iniziata. Dopo una pausa trascorsa a dibattere di rinnovi illustri, di budget cap e di congelamenti motoristici, lo sport del momento è sperticarsi in previsioni su chi sarà il futuro campione del mondo. Tutti gli indizi portano a Stevenage. In un regime di sostanziale – ma non totale – paralisi tecnico-regolamentare, Mercedes e Lewis Hamilton partono con i galloni dei favoriti. Nonostante il sensibile recupero della Red Bull negli ultimi appuntamenti del 2020. Nonostante alcuni osservatori diano la power unit Ferrari in gran recupero dopo una stagione passata a barcamenarsi a metà schieramento in crisi di potenza e di identità.

I fari sono quindi puntati sul campione uscente che intende imporre ancora una volta la sua legge. I record di Michael Schumacher sono stati eguagliati e parzialmente superati nell’anno appena trascorso. Il 2021 potrebbe essere la stagione del totale abbattimento degli score ottenuti del fenomeno di Kerpen nella sua straordinaria carriera. L’ottavo titolo – come lo stesso Hamilton ha ammesso in una recente intervista rilasciata a Sportweek – non è uno sfizio. È bensì un obiettivo concreto, che però non deve trasformarsi in ossessione. Pena il fallimento. Di questo pericolo è ben conscio Toto Wolff, il grande tessitore del prolungamento contrattuale, che ha messo in guardia il suo pilota su come gestire il cammino che conduce ad un target così prestigioso. La ricetta del team principal viennese è semplice ed presumibilmente efficace: “Se passi troppo tempo a pensare ad un ottavo titolo dimentichi che in mezzo ci sono circa 20 gare che devi affrontare nel miglior modo possibile. A questo proposito – ha spiegato Wolff –  l’ottava stella non sarà qualcosa che peserà molto nella mente di Lewis. Né lo farà nella nostra perché dobbiamo concentrarci sul lavoro”. Un approccio step by step atto a massimizzare l’attenzione per evitare di sentirsi e ritenersi iridato ancor prima di mettere le ruote in pista. Anche perché sussistono timori sulla tenuta delle nuove unità motrici sfornate dal reparto powertrains.

Mercedes: Hamilton è il presente, Verstappen potrebbe essere il futuro
Lewis Hamilton festeggia con Mercedes il settimo titolo costruttori consecutivo

Il campanello d’allarme è stato suonato direttamente da Hywel Thomas, ne abbiamo ampiamente parlato nei giorni scorsi (leggi qui). Wolff si è accodato all’autorevole parere del capo motorista alimentando voci che potrebbero essere semplicemente figlie di un tatticismo già manifestato in passato in quel di Brackley. In questa direzione debbono leggersi le parole di James Key, direttore tecnico della McLaren, che ieri, con una certa nonchalance, durante la presentazione della MCL35M, ha ammesso che a Woking non risultano problemi di sorta al V6 turbo-ibrido progettato, prodotto ed assemblato nella factory di Brixworth (leggi qui). L’esperienza del passato insegna che non bisogna fidarsi troppo delle dichiarazioni invernali degli uomini in nero.

L’ottavo mondiale non è solo un traguardo che proietterebbe Hamilton nell’olimpo del motorsport. Si tratta di un obiettivo che consegnerebbe la stessa Mercedes alla storia. Vincere tanti titoli costruttori in maniera continuativa è qualcosa che difficilmente verrà ripetuto negli anni a venire. Wolff, INEOS e Daimler AG, i tre soci del team nato sulle ceneri della Brawn GP, ne sono ben consci. Per provare a scolpire sul marmo questo ulteriore record era necessario assicurarsi le prestazioni sportive del pilota che offrisse maggiori garanzie. Ecco perché il matrimonio con Hamilton è proseguito con reciproca soddisfazione. Una trattativa lunga, condita da retroscena spesso romanzati. Tra questi quello riferibile alla sfera economica che molti identificavano essere l’ostacolo principale. Ipotesi affascinante e assai utile per riversare oceani di inchiostro che Wolff ha inaridito in un batter d’occhio: “Lewis ha sempre riconosciuto che questo è un periodo molto difficile per tutti da un punto di vista sanitario e non solo. Ci sono argomenti molto più importanti delle corse di Formula Uno. Inoltre Lewis è conscio del fatto che l’industria automobilistica è in una fase di trasformazione. L’argomento del denaro non era il punto critico. La questione era prettamente su come andare avanti per il 2021”.

L’unica, vera, anomalia di questo riproposto legame è la durata dello stesso. Probabilmente, con l’approssimarsi della rivoluzione tecnica del 2022, entrambe le parti intendono ponderare con attenzione quasi scientifica gli scenari futuri. Che potrebbero portare Mercedes a volgere lo sguardo verso est, in direzione di Milton Keynes dove si trova quello che potrebbe essere l’oggetto del desiderio di Wolff: Max Verstappen. Un team strutturato ed efficiente come Mercedes non può farsi trovare impreparato. E nel 2022, contratti alla mano, ci sarebbe un doppio vuoto da colmare stante la simultanea fine degli accordi legali che vincolano Hamilton e Bottas alla compagine anglo-tedesca. Se l’ipotesi George Russell è molto concreata dato che l’alfiere della Williams è nei fatti un uomo della Stella a Tre Punte, l’opzione Verstappen come punta di diamante non è da scartare a priori. Convinto del fatto che questo scenario potrebbe effettivamente realizzarsi è Chris Horner: “Sono sicuro che se Hamilton si fermasse, Max sarebbe in cima alla lista. Anche se il rapporto con il nostro pilota è molto forte. Infatti crede nel progetto, in quello che facciamo, nelle persone all’interno del team e nel loro lavoro”.

Mercedes: Hamilton è il presente, Verstappen potrebbe essere il futuro
Max Verstappen esulata dopo la vittoria del GP del settantesimo anniversario

Parole che rassicurano fino ad un certo punto. Il pilota di Hasselt è un tipo parecchio ambizioso e vorrà capire quali saranno gli effetti del congelamento motoristico sulle prestazioni della sua vettura. La Red Bull ha messo su in fretta e furia un reparto powertrains che ora deve necessariamente gestire rasentando la perfezione per tentare di sovvertire gli attuali valori di forze. Cosa semplice da dire ma maledettamente difficile da mettere in pratica. Se Verstappen annusasse che le sue possibilità iridate sono chiuse in Red Bull non perderebbe tempo a lasciarsi ammaliare da un’offerta Mercedes. Che potrebbe in effetti concretizzarsi anche in virtù dei buoni uffici tra Wolff e Verstappen senior. Il “33” sarebbe l’opzione per Mercedes per continuare a presentare un pilota di grande velocità, che ha ampiamente dimostrato di saper fare la differenza. Sia rispetto agli avversari delle altre scuderie che nei confronti dei “colleghi d’ufficio” con cui ha condiviso il box. Ma questo è uno scenario futuro. Nel frattempo c’è un mondiale da affrontare. Con un annesso titolo che l’imperatore regnante vuole tenersi stretto.


Autore: Diego Catalano@diegocat1977

Foto: F1, Mercedes, Red Bull

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